Università estiva di Attac Italia 12-14 settembre 2014

Qui trovi tutte le informazioni: http://www.italia.attac.org/joom-attac/universita-attac/universita-estiva-2014

               Universattac_-_giallo

12- 14 settembre 2014 New Camping “Le Tamerici”, Via della Cecinella 3 – Cecina Mare (LI)

Università estiva di Attac

“Movimenti, conflitti, democrazia, rappresentanza”

Programma:

venerdì 12 settembre 2014

ore 14.30 – 17.00

“Lo stato della democrazia”

confronto collettivo facilitato da: Gaetano Azzariti e Lidia Cirillo

ore 17.30 – 20.00

“La partecipazione oltre le organizzazioni novecentesche ”

confronto collettivo facilitato da: Anna Curcio e Paolo Cacciari

sabato 13 settembre 2014

ore 11.00 – 13.30

“La democrazia dei movimenti”

confronto collettivo facilitato da: Donatella Della Porta e Mimmo Porcaro

ore 15.00 – 17.30

“Movimenti fra partecipazione e rappresentanza”

confronto collettivo facilitato da Franco Russo e Catia Papa

ore 18.00 – 20.30

“I movimenti laboratorio di conflitto e di democrazia”

confronto collettivo facilitato da: Luca Raffini e Alberta Giorgi

domenica 14 settembre 2014

ore 10.30 – 13.00

“I movimenti nel palazzo”

confronto collettivo tra: Ornella De Zordo, Alessandro Di Battista, Renato Accorinti, Giacomo Russo Spena e Marco Bersani

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SAPEVI CHE QUEST’ANNO CI SARA’ ANCHE UNA UNIVERSITA’ DI ATTAC EUROPEA?

La rete degli Attac europei organizza l’Università d’Estate Europea dei movimenti sociali (ESU) presso l’Università Paris VII – Diderot (Parigi, Francia) da martedì 19 a sabato 23 agosto 2014.

Per 5 giorni, sono attesi almeno 1500 partecipanti (sostenitori di Attac, militanti di altri movimenti, cittadini) che si incontreranno per scambiare punti di vista, imparare gli uni dagli altri, discutere e continuare a sviluppare mezzi e strategie per superare la crisi mondiale e rafforzare i movimenti sociali a livello nazionale e internazionale.

L’ESU a Parigi proporrà numerosi eventi e attività: seminari e laboratori (circa 200), dibattiti più ampi («forum»), attività culturali ed escursioni… Anche Attac Italia sarà presente con proprie attività auto-organizzate.Non esitate a visitare il sito internet dell’ESU www.esu2014.org : vi troverete tutte le informazioni, tra cui le possibilità di pernottamento, il programma completo e lmodalità di iscrizione, possibile on line alla pagina http://www.esu2014.org/spip.php?page=inscription

Riflessioni sul piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2014

LE RECENTI DECISIONI SUL CICLO DEI RIFIUTI SONO DAVVERO UN CAMBIO DI ROTTA, O SERVONO A SPIANARE LA STRADA A IREN?

Una rassegna degli ultimi giorni, che comprenda la seduta del Consiglio Comunale del 17 luglio scorso, la delibera approvata (Proposta di deliberazione n. 2014-DL-2011 del 02/07/2014. Piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2014) con l’allegato TARI 2014. Piano finanziario e Relazione di accompagnamento redatto da AMIU; le dichiarazioni di sindaco assessore e altri esponenti della maggioranza; i documenti genovesi e dell’Unione Europea sull’Economia Circolare; polemiche come quella apparsa oggi (20 luglio) sul Secolo XIX (Renata Briano smentisce accordi Acam-Iren-AMIU, dice il titolo, ma il contenuto è assai meno categorico) induce ad alcune riflessioni.

Come (quasi) sempre la semplice enumerazione dei provvedimenti decisi permette più interpretazioni. Quella sostenuta da Giunta e Lista Doria, di una svolta epocale versa la realizzazione della strategia RZ risulta sempre meno convincente, quanto più si approfondisce l’analisi.

Non tanto perché la digestione anaerobica sia di per sé sbagliata, anzi produrre biogas e ridurre lo sfruttamento di combustibili fossili va valutato positivamente, purché non si tratti di una speculazione finalizzata ai contributi statali mediante produzione incentivata di energia elettrica[1]. Quanto perché la sensazione che resta, dopo aver esaminato con una certa cura la documentazione, è che la “svolta” sia dovuta al fatto che Iren soffre di un eccesso di capacità di incenerimento rispetto ai rifiuti disponibili (avendo ben tre inceneritori, a Piacenza, Parma e Torino).

Quindi nella prospettiva di una gestione dei rifiuti unica a livello regionale (soluzione ben vista anche dai sindacati maggiori) la Liguria sarebbe importante come fornitrice di CSS (Combustibile Solido Secondario), non come sede di un quarto inceneritore.

Alla luce di quanto precede, potrebbe spiegarsi la persistente rinuncia al porta a porta, compensata da impianti di separazione (dell’indifferenziata) secco-umido.

La scelta a favore dell’impiantistica è utile nella prospettiva di collocare AMIU nell’orbita di Iren in due modi: da un lato giustificherebbe la produzione di CSS, che non avrebbe senso con alte percentuali di differenziata pulita vendibile; dall’altro gli investimenti previsti per impianto anaerobico, impianto di compostaggio e due impianti di separazione secco-umido giustificherebbero l’ingresso di un partner capace di sostenere questo esborso. Sebbene questo argomento sia falso, o meglio sia reso vero da decisioni politiche che potrebbero essere contrastate se lo si volesse, si tratta di un argomento che fa abbastanza presa sull’opinione pubblica.

Nota a margine 1: “sostituire le discariche con sistemi di trattamento che consentano in primo luogo il recupero di materia, come il compost della frazione umida differenziata, e quindi quello di energia, tramite la produzione del combustibile solido secondario” (in http://www.economia-circolare.it, sito del Forum permanente sull’economia circolare espressione del Comune di Genova).

Ma la Comunicazione della Commissione del 2 luglio scorso (COM(2014) 398 final) precisa che il residuo non riciclabile sarà al massimo il 5% della raccolta, e andrà in discarica (nota 25 p. 10).

Nota a margine 2: la delibera prevede, come già gli anni scorsi, di non calcolare in tariffa la remunerazione del capitale investito, pari a € 3.068.000 (Tari 2014 p. 44). Peccato che questo gesto generoso non compensi neppure l’ecotassa per il mancato raggiungimento degli obiettivi di RD, che ammonta a € 3,7 milioni.

 

[1]             Questa è anche l’opinone del Movimento Legge Rifiuti Zero, e del movimento internazionale RZ (si veda per es. GAIA su digestione anaerobica).

Manifestazione: “Mai più vittime! Pace, libertà e giustizia per Palestina e Israele.”

Manif x Palestina Israele

Mercoledì 16 luglio

alle ore 18.00

Piazza de Ferrari, 16121 Genova

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Anche la città di Genova aderisce all’appello della Rete della Pace e si ritroverà in Piazza De Ferrari per chiedere al governo Italiano e all’Europa un impegno concreto e urgente per far cessare cessare immediatamente il fuoco, le rappresaglie e le vendette di ogni parte.
Ci ritroveremo insieme alle/ai pacifiste/i genovesi che dal 11 settembre 2001, ogni mercoledì, con il loro silenzio, chiedono pace e giustizia
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Conferenza Nazionale organizzata dalla Rete Savonese Fermiamo il Carbone: l’impatto sanitario del carbone – la funzione sociale del medico.

Segnaliamo questa iniziativa della RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE: un convegno nazionale sull’IMPATTO SANITARIO DEL CARBONE.

E’ molto importante che chi si occupa di gestione corretta dei rifiuti sia consapevole delle conseguenze della combustione del carbone e dell’eventuale combustione del CSS (combustibile solido secondario) nelle Centrali Termoelettriche a carbone, prevista dal Piano Regionale Rifiuti 

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Senza-titolo-1

 Conferenza Nazionale

L’impatto sanitario del carbone

La funzione sociale del medico: promotore di salute e di ambiente

 

Savona – 15 Luglio 2014 h 9.00 – 14.00

Sala della Sibilla Fortezza del Priamar

C.so Giuseppe Mazzini 1

 

Focus

Nella conferenza, avvalendosi della presenza di relatori altamente qualificati e operanti in Italia e all’estero, saranno illustrate le acquisizioni nazionali e internazionali sull’impatto della combustione del carbone sulla salute dei cittadini e dell’ambiente.

Di particolare interesse la riflessione comune con l’Ordine dei Medici e ISDE condotta sulla funzione sociale del medico, in direzione di quanto recita l’articolo 5 del nuovo Codice deontologico, approvato dalla Federazione degli Ordini Medici Chirurghi e degli Odontoiatri in data 17-05-2014, che chiede proprio al medico di adoperarsi alla “promozione di salute, ambiente e salute globale”.

 

Obiettivi del seminario

-          Dare conto delle migliori ricerche scientifiche sul legame tra emissioni da combustione del carbone e la salute;

-          Fornire un supporto alla responsabilità dei medici nell’informare e sensibilizzare la cittadinanza sui problemi connessi all’inquinamento da carbone;

-          Favorire l’integrazione dei servizi e gli interventi per la tutela della salute anche in settori diversi dalla sanità (sociale, ambientale, educativo etc.) valorizzando le iniziative di promozione e di tutela della salute nella programmazione ai diversi livelli (nazionale, regionale e locale) e le strategie condivise per obiettivi comuni;

-          Fornire un quadro delle possibili soluzioni energetiche e di sviluppo per coniugare ambiente e salute, evidenziando i co-benefici delle politiche di riduzione delle emissioni;

-          Fornire strumenti di conoscenza sul legame ambiente-salute ai media locali.

 

Segreteria scientifica: Ordine dei Medici Provincia di Savona

Tel 019 826427 – Mail omceosv@omceosv.it – Web: www.omceosv.it

 

Segreteria Organizzativa: WWF Ricerche e Progetti

Tel 328 7364732 – Mail stopcarbone@wwf.it – Web: stopcarbone.wwf.it  

 

Conferenza Nazionale

L’impatto sanitario del carbone

La funzione sociale del medico: promotore di salute e di ambiente

 

Savona – 15 Luglio 2014 h 9.00 -14.00

Sala della Sibilla Fortezza del Priamar

C.so Giuseppe Mazzini 1

 

Modera: Teresa Tacchella – Giornalista

Programma:

h 8.30 Registrazione partecipanti

h 9.00 Saluti Istituzionali

  • Federico Berruti, Sindaco del Comune di Savona
  • Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia

 

h 9.20 Introducono

  • Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia WWF Italia
  • Ugo Trucco, Presidente Ordine dei Medici Provincia di Savona

 

h 10.00 Interventi tecnico-scientifici

  • Roberto Bertollini,Chief Scientist and Rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità presso l’Unione Europea
  • Giuseppe Miserotti, Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia
  • Mauro Mocci, Referente per il registro tumori di Civitavecchia – ISDE Lazio
  • Silvia Varnero, Coordinatrice della Commissione dell’Ordine ‘Ambiente e Salute’
  • Matteo Ceruti, Giurista ambientale
  • Stefano Ciafani, Vicepresidente Legambiente
  • Andrea Boraschi, Responsabile campagna “Energia e Clima” Greenpeace Italia
  • Julia Huscher Responsabile “Salute e Carbone” di Heal – Health and Environment Alliance

Question time

h 13.20 Carbone e salute: le esperienze sul campo nella realtà savonese

  • Dario Miedico, Medicina Democratica
  • Gianfranco Gervino, Rete Savonese Fermiamo il Carbone

13.45 – Conclusioni 

Durante i lavori è previsto un coffee break

Come se non bastasse il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP) è in corso con il TISA (Trade In Service Agreement)

Marco Bersani (Attac Italia)

Come se non bastasse il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), ovvero il negoziato, condotto in assoluta segretezza, fra Usa e Ue per costituire la più grande area di libero scambio del pianeta, realizzando l’utopia delle multinazionali, un nuovo attacco ai beni comuni, ai diritti e alla democrazia è in corso con il TISA (Trade In Service Agreement), un nuovo trattato, della cui esistenza si è venuti a conoscenza solo grazie ai “fuorilegge” di Wikileaks..

Si tratta –per quel che sinora è filtrato dalle segrete stanze- di un negoziato, che riprende in molte parti il fallito Accordo generale sul commercio e i servizi (Agcs), discusso per oltre 10 anni e con durissime contestazioni di piazza all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Fallito quello che doveva essere un accordo globale, le grandi elite politico-finanziarie hanno da tempo optato per accordi tra singoli paesi o per aree, dove far rientrare dalla finestra, grazie all’assoluta opacità con cui vengono condotti gli stessi, ciò che le mobilitazioni sociali dei movimenti altermondialisti avevano cacciato dalla porta.

A sedere al tavolo delle trattative per il nuovo trattato sono i paesi che hanno i mercati del settore servizi più grandi del mondo: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada, i 28 paesi dell’Unione Europea, più Svizzera, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Israele, Turchia, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Pakistan, Panama, Perù, Paraguay, Cile, Colombia, Messico e Costa Rica. Con interessi enormi in ballo: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70 per cento del prodotto interno lordo globale; solo negli Stati Uniti rappresenta il 75 per cento dell’economia e genera l’80 per cento dei posti di lavoro del settore privato.

L’aspetto più incredibile di quanto rivelato dai documenti in possesso di Wikileaks è il fatto di come, non solo il negoziato si svolga in totale spregio di alcun diritto all’informazione da parte dei cittadini, bensì sia previsto, fra le disposizioni contenute, l’impegno da parte degli Stati partecipanti a non rivelare alcunché fino a cinque anni dopo la sua approvazione!

Una nuova ondata di liberalizzazioni e di privatizzazione di tutti i servizi pubblici si sta dunque preparando e, non a caso, la prima tappa di questa trattativa –avvenuta nell’aprile scorso e finita nelle provvidenziali mani di Wikileaks- ha riguardato la liberalizzazione dei servizi e prodotti finanziari, dei servizi bancari e dei prodotti assicurativi: non sia mai che la crisi, provocata esattamente dalle banche e dai fondi finanziari, rimetta in discussione la totale libertà di movimento e di investimento dei capitali finanziari in ogni angolo del pianeta.

Per quel che si è riusciti a sapere, proprio in questi giorni si sta svolgendo un secondo incontro ed è assolutamente evidente come ad ogni tappa verrà posta l’attenzione su un settore di servizi, fino a comprenderli tutti: dall’acqua all’energia, dalla sanità alla scuola, dai trasporti alla previdenza.

Un mondo da mettere in vendita, attraverso la trappola del debito pubblico e le politiche di austerità, attraverso il TTIP e il TISA, per permettere al modello capitalistico di uscire dalla crisi sistemica, con un rilancio dei mercati finanziari, che, dopo aver investito l’economia, ora hanno puntato gli occhi sulla società e la vita, sui diritti, i beni comuni e la natura.

Per farlo, devono sottrarsi ad ogni elementare regola di democrazia e rifugiarsi nella segretezza: ma come i vampiri della notte non reggono la luce del giorno, così i piani delle elite politico-finanziarie possono essere sconfitti da una capillare informazione e da una ampia e determinata mobilitazione sociale. E’ ora di muoversi.

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Da:  https://wikileaks.org/tisa-financial/press.html

Comunicato stampa – Segreto scambio di servizi, dell’accordo (Tisa) – Servizi finanziari Allegato

19/06/2014

Oggi, WikiLeaks ha pubblicato la bozza del testo segreto per il commercio di servizi, dell’accordo (Tisa) Financial Services allegato, che copre 50 paesi e 68,2% 1 del commercio mondiale dei servizi.

Gli Stati Uniti e l’Unione europea sono i principali fautori dell’accordo, e della maggior parte dei cambiamenti congiunti, che copre anche il flusso transfrontaliero dei dati e autori. In una significativa manovra anti-trasparenza dalle parti, il progetto è stato classificato segreto, non solo durante i negoziati, ma per cinque anni dopo l’entrata in vigore Tisa.

Nonostante i fallimenti della regolamentazione finanziaria evidente durante la crisi globale si chiede il miglioramento delle pertinenti strutture di regolamentazione finanziarie 2007-2008, i fautori di TISA mirano a liberalizzare ulteriormente i mercati dei servizi finanziari globali.

Il progetto Servizi Finanziari allegato stabilisce norme che aiutano l’espansione delle finanziarie multinazionali – con sede principalmente a New York, Londra, Parigi e Francoforte – impedendo ostacoli normativi in altre nazioni

Il progetto trapelato dimostra anche che gli Stati Uniti sono particolarmente appassionati di incrementare il flusso di dati cross-border, che permetterebbero lo scambio disinibito dei dati personali e finanziari.

I negoziati TISA sono attualmente in corso al di fuori dell’accordo generale sul commercio dei servizi (GATS), e il quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Tuttavia, l’accordo è stato realizzato per essere compatibile con GATS in modo che una massa critica di partecipanti sarà in grado di fare pressione ai rimanenti membri dell’OMC a firmare in futuro.

Assente dai 50 paesi coperti dai negoziati sono i paesi BRICS Brasile, Russia, India e Cina. Per la natura esclusiva di Tisa si indebolirà la loro posizione nei futuri negoziati sui servizi.

Il progetto di testo proviene dall’ aprile 2014 (sessione negoziale) -. Sesto round dal primo tenutosi nel mese di aprile 2013 La prossima tornata di negoziati si terrà il 23-27 Giugno a Ginevra, Svizzera.

Parti negoziali dell’OMC attuali Tisa sono: Australia, Canada, Cile, Cina Taipei (Taiwan), Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Corea del Sud, Svizzera, Turchia, gli Stati Uniti e l’Unione europea, che include i suoi 28 Stati membri Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda , Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Cina e Uruguay hanno espresso interesse a partecipare ai negoziati, ma finora non sono inclusi.

[ 1 ] Centro Nazionale Svizzero di Competenza nella ricerca: Un’agenda plurilaterale per i servizi:? valutare la possibilità di un accordo di scambi di servizi , Working Paper No. 2013/29, maggio 2013, p. 10.

[ 2 ] Ad esempio, nel giugno 2012 l’Ecuador ha presentato una discussione sulla regolamentazione ri-pensare le norme GATS; nel settembre 2009 la Commissione di esperti sulle riforme del Fondo Monetario Internazionale e sistema finanziario, convocata dal presidente delle Nazioni Unite e presieduta da Joseph Stiglitz, ha pubblicato il suo rapporto finale , affermando che “Tutti gli accordi commerciali devono essere rivisti per assicurare che siano coerenti con la necessità di un quadro normativo internazionale inclusivo e globale che è favorevole alla prevenzione e alla gestione delle crisi, le garanzie anticicliche e prudenziali, sviluppo e finanza inclusiva “.

Leggere il segreto scambi di servizi, dell’accordo (Tisa) – Servizi finanziari Allegato

Leggi l’articolo di analisi – Segreto scambi di servizi, dell’accordo (Tisa) – Servizi finanziari Allegato

 

Festa del solstizio d’estate In Villa Giuseppina. (Via Bologna 21)

solstizio

Giulietto Chiesa chiarisce: L’Ucraina è una colonia.

 

Il punto di Giulietto Chiesa 13 06 2014 Stalin in Occidente

Pubblicato il 13/giu/2014 in Youtube da Pandora TV

Giulietto Chiesa fa il punto su un contratto che vedrebbe l’acquisto, da parte della Shell e Chevron di oltre 7000 kilometri quadrati di terreno ucraino, per estrarne il gas da scisti bituminosi. Indovinate di quale regione si tratta…?

La distruzione del Donbass adesso ha un senso. L’Ucraina è una colonia

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Qualcuno si prende la responsabilità dello sgombero del Buridda?

Lo sgombero del laboratorio sociale Buridda, e ancora di più il vergognoso scaricabarile a cui stiamo assistendo, dimostrano ancora una volta a quali livelli di irresponsabilità e di viltà è giunta questa classe politica.

Il Buridda è il più tipico dei BENI COMUNI.

Edificio pubblico in abbandono, è stato preso in cura da una COMUNITA’ che lo ha gestito in maniera aperta, come un servizio per tutta la città, e specialmente per la categoria più in difficoltà, i giovani.

Una gestione che, superando le difficoltà iniziali, nel corso degli anni, in un processo di autoeducazione, si è dimostrata sempre più costruttiva e preziosa per la città intera, non solo per i giovani.

Un esempio del legame COMUNITA’-BENE COMUNE, e del processo di costruzione reciproca in una relazione educativa, mentre il mondo “ufficiale”, quello degli adulti e dei leader, sprofonda nel fango dell’abiezione politica e morale.

Per una coincidenza (?) lo sgombero di questo patrimonio pubblico, che il PD vuole vendere (come AMIU, come AMT, come tutto quello che non è ancora della “ditta”) si verifica mentre sta venendo a galla tutto il marciume della gestione Carige, di cui Berneschi è ovviamente solo un ingranaggio secondario.

Il Buridda è un seme del mondo nuovo che vuol nascere, un seme che non sarà soffocato dalle bande, talvolta addirittura criminali, che governano il paese. Perché l’umanità vuole vivere, e questa è la forza che nessuno è mai riuscito a sconfiggere.

Parteciperemo alle iniziative dei “ragazzi” del Buridda, a cui esprimiamo tutta la solidarietà nostra e della gente per bene che ancora è numerosa nella nostra città e nel più vasto mondo.

Genova, 6 giugno 2014

COMITATO GENOVESE ACQUA BENE COMUNE – COMITATO GENOVESE GESTIONE CORRETTA RIFIUTI – ATTAC GENOVA – ASCI – AMICI DEL PARCO DI VILLA ROSAZZA – LA VOCE DI S. TEODORO – ASSOCIAZIONE COMITATO ACQUASOLA – MOVIMENTO DIFESA DEI CITTADINI – GIURISTI DEMOCRATICI – CONFEDERAZIONE COBAS – COORDINAMENTO COMITATI NO GRONDA – MAINSTREAM – RETE RADIÉ RESCH- NO TAV TERZO VALICO – BIOLOGGIA

 

Carige, uno scandalo tira l’altro.

da: Il Manifesto del 24 maggio 2014

di Marco Bertorello – Attac Genova

Nel pieno della crisi finanziaria l’allora ministro dell’economia Tremonti dichiarava che il sistema bancario italiano era solido e non sarebbe stato risucchiato nella spirale globale. Effettivamente allora il centro del sisma aveva origine nel sistema finanziario privato di impronta anglosassone. Ma presto si sarebbe riverberato anche in Europa, coinvolgendo i suoi debiti sovrani, e piano piano un intreccio di crisi finanziaria e crisi dell’economia reale avrebbe attanagliato anche paesi apparentemente solidi sotto il profilo finanziario privato. È esplosa la crisi del debito pubblico, ma sono anche emerse le crescenti sofferenze bancarie e la necessità di ricapitalizzare diversi istituti di credito. In Italia è esploso il caso Monte dei Paschi, sono stati necessari aiuti pubblici considerevoli per salvare la più vecchia banca italiana, è stato necessario ristrutturare e ridimensionare l’occupazione a fronte di scelte sbagliate e di illeciti. Oggi in tale processo di degenerazione viene coinvolta la Carige, la principale banca ligure. Le cronache parlano di sette arresti, tra cui quello di chi fino allo scorso anno è stato per dieci anni il suo presidente, Giuseppe Berneschi. L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al reciclaggio. Attraverso il ramo assicurazioni gli arrestati sottraevano milioni di euro alla banca. Si compivano acquisti sovrastimati di immobili per poi riciclare le plusvalenze. Il denaro veniva poi trasferito in Svizzera dove veniva scudato da società anonime luxemburghesi. L’intento era quello di fare investimenti in loco, come acquistare alberghi di lusso, per ripulire il denaro e magari farlo rientrare in Italia. La guardia di finanza ha bloccato preventivamente 22 milioni ancora investiti nella banca dall’ex presidente. Ma si sospetta che il giro d’affari sia notevolmente superiore a tale cifra. Sono stati coinvolti importanti dirigenti della banca, famigliari, prestanome. Insomma il classico repertorio che questo genere di scandali impone.

Ma l’aver scoperchiato quello che il principale quotidiano genovese definisce “cupola della finanza ligure” non deve essere derubricato a semplice caso locale. Intanto perché ancora a metà marzo nella classifica per affidabilità delle banche italiane stilata da Bancheitalia Carige risultava essere addirittura sesta. Ma non può essere derubricata a caso circoscritto o isolato per la più complessiva morfologia della sua crisi. Gli scandali giudiziari, infatti, coincidono con una crisi della banca stessa. Mps ha dovuto essere salvata dallo Stato per un valore di quasi 4 miliardi di euro e contemporaneamente si indaga sull’acquisto sovradimensionato di Antoveneta, sul gruppo di esperti di finanza che attraverso triangolazioni con l’estero incassava illecitamente il 5% in ogni operazione e, infine, sulle irregolarità fiscali. In Carige non solo ci sono illeciti ma anche, come ha denunciato uno studio della banca svizzera Ubi,una quantità di crediti deteriorati che corrispondono quasi all’intero suo patrimonio. Fanno peggio solo Banco popolare e Bpm. Ma le similitudini non finiscono qui. L’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari è stato indagato sugli scandali senesi, ed era il presidente dell’Abi, Associazione bancaria italiana, mentre Berneschi era l’attuale vicepresidente dell’associazione di rappresentanza delle banche. I vertici, dunque, sono coinvolti in scandali di natura finanziaria insieme a una gestione rovinosa dal punto di vista imprenditoriale. In terra emiliana gli scandali riguardano, invece, il gruppo Unipol, con il presidente del gruppo post-fusione che avrebbe alterato i valori di uno dei contraenti nel matrimonio con Sai.

Insomma in questa campagna elettoralein cui si contrappongono rabbia e speranza, difficilmente si può pensare che rinasca la seconda senza una buona dose della prima. Risulta incomprensibile come si possa metabolizzare un sistema bancario che vive una sorta di condizione di extraterritorialità, di salvacondotto quasi permanente. Considerato troppo importante per fallire, aiutato dalla Bce, compromesso con buona parte del sistema politico e imprenditoriale, avaro con cittadini e lavoratori precari, e ogni tanto si scopre che delinque. Troppo per non far perdere la pazienza.

 

 

In Italia continuano a diminuire gli anni di vita in salute

di: Valerio Gennaro, UO Epidemiologia Clinica, IRCCS – AOU San Martino, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (IST), Genova; Giovanni Ghirga, Pediatra, Ospedale San Paolo, Civitavecchia (RM); Laura Corradi, Sociologa, Università della California – professore in Sociologia della Salute e dell’Ambiente, Università della Calabria

La buona notizia è che in Italia la durata della vita media, dal 2004 al 2012, ha continuato a crescere, come è accaduto costantemente nei decenni precedenti. Il nostro Paese rappresenta così una delle nazioni in cui questo valore è molto alto: a fronte di una media europea che si attesta intorno ai 76.3 e 82 anni, per uomini e donne, in Italia si raggiungono rispettivamente 79.8 e 84.8 anni. Lo rivelano i dati Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione Europea, sulla base di dati relativi a cittadini europei forniti direttamente dai singoli Stati membri http://ec.europa.eu/health/indicators/echi/list/index_en.htm Accanto a questo dato assolutamente confortante emergono contemporaneamente altre evidenze tutt’altro che rassicuranti per il nostro Paese: dal 2004 al 2012 è calata fortemente l’aspettativa di vita libera da malattia. Questo parametro proviene chiedendo, a un grosso campione rappresentativo dell’intera popolazione, se negli ultimi 6 mesi, a causa di problemi di salute, abbia subito limitazione alle attività quotidiane.

Dal 2004 il continuo peggioramento è stato evidente. Nel 2012 l’aspettativa di vita sana alla nascita è scesa a 62.1 anni negli uomini (era 68.7) e 61.5 nelle donne (era 71). I valori si collocano ora sul valore medio europeo (maschi) o addirittura al di sotto di oltre 1 anno (femmine). Questa tendenza è condivisa anche da altri Paesi europei, come la Danimarca (la durata della vita sana nei maschi è scesa da 68.3 a 60.6 anni), l’Olanda (da 65.4 nel 2005 a 63.5) e la Bulgaria (da 66.2 nel 2006 a 62.1). La maggior parte degli altri paesi mostra andamenti stabili o in crescita; spiccano, in senso positivo, l’Irlanda (aspettativa di vita sana maschile aumentata da 62.5 a 66.1), il Lussemburgo (da 59.5 a 65.8) e la Svezia (da 62.0 a 70.9). Dopo i 65 anni in Italia l’aspettativa di vita sana è scesa a 7.8 anni (maschi) e 7.2 anni (femmine), la metà rispetto ai massimi europei e ben al di sotto della media europea, rispettivamente di 9 e 9.3 anni. (figura)

Conseguenze anche per i Mmg Oltre alle ovvie considerazioni sanitarie e di qualità di vita dei singoli individui, la situazione italiana ha altre immediate implicazioni: una di queste è il fatto che i Mmg, a parità di assistiti rispetto a 10 anni fa, presentano un numero maggiore di soggetti malati, con le naturali conseguenze in termini di quantità e qualità di lavoro e qualità di vita. Un’altra conseguenza è l’aumento della spesa sanitaria, poiché, come visto, a fronte di un aumento dell’aspettativa di vita si è riscontrata una riduzione dell’aspettativa di vita “sana”, come dire che il numero degli anni con disabilità tende molto ad aumentare. A questo si aggiunge il fatto che un maggior numero di anni vissuti con patologie invalidanti significa maggior sofferenza sociale, maggiori costi e minore produttività, sia per i soggetti in età lavorativa che per i familiari dedicati alla loro assistenza. Ricercare le cause È quindi fondamentale ora ricercare le cause di questo fenomeno, per porvi prima possibile un valido rimedio. Vi sono probabilmente responsabilità di vario tipo, politiche, economiche, sociali, ambientali, oltre al fatto che verosimilmente gli ultimi anni di recessione possono aver peggiorato fortemente la situazione. La relazione tra crisi economica e salute pubblica è stata già ben documentata negli anni ‘90 in Russia (Stuckler D et al. Lancet 2009; 374: 315-23; Stuckler D et al. Lancet 2009; 373: 399-407). Ma anche recentemente, sempre su Lancet, sono state documentate le conseguenze dei tagli alla sanità e della politica di austerità instaurata da qualche anno in Grecia (Lancet 2014; 383: 691-2; Lancet 2014; 383: 748-53).

 

V.Gennaro, G.Ghirga, L.Corradi.

Grafico EU vita sana

Da Eurostat Heidi http://ec.europa.eu/health/indicators/echi/list/index_en.htm (Modif.)

(MD Medicinae Doctor, Digital aprile 2014)

 

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