(Video) Riprendiamoci la Cassa. (Cassa Depositi e Prestiti)

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Tre giorni di mobilitazione davanti agli uffici postali e agli enti locali di tutta Italia, per informare i cittadini e le cittadine su come il governo delle larghe intese utilizzi il ricatto del debito pubblico per praticare politiche che drenano risorse ai piccoli risparmiatori per dirottarle alla grande finanza e ai gruppi bancari.

Assemblee pubbliche, presidi, volantinaggi, conferenze stampa per fare luce sul ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, azienda strategica del Paese con oltre 300 miliardi euro di attività, 235 dei quali frutto del risparmio postale.

Una grande mole di risorse gestita oggi dai partiti a vantaggio di pochi privati, che invece andrebbe socializzata per creare nuovi posti di lavoro e offrire un adeguato sistema di servizi e di welfare pubblici per coprire i bisogni reali della cittadinanza.

La consapevolezza popolare su temi come il debito e la finanza, a torto definiti dalla politica lontani e di difficile comprensione, sta alla base di questa tre giorni di mobilitazione del “Forum per una Nuova Finanza pubblica e sociale”, nato lo scorso 13 aprile a Firenze da una vasta rete di attivisti/e, associazioni, gruppi e comitati provenienti da tutto il territorio nazionale riunitisi insieme per reclamare la socializzazione della Cassa Depositi e Prestiti e l’instaurazione di un audit cittadino del debito pubblico !

La mobilitazione a Genova si è svolta con un volantinaggio presso l’ingresso degli uffici della Posta Centrale con un costante interessamento delle persone a cui veniva consegnato il volantino, molte le domande, le risposte e i ringraziamenti per l’informazione.

Scarica qui il volantino distribuito (Pdf)

Granello di sabbia Maggio 2013. “Acqua bene comune”

Granello di sabbia. Info 230
Il mensile per un nuovo modello sociale di Attac Italia

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Clicca quì per scaricare il “granello di sabbia” (pdf)

Sommario:
Gli arroccati nel palazzo, le vertenze dell’acqua e l’assemblea di Attac | Vittorio Lovera (Attac Italia)
Intervista: Ann Le Strat Presidente Eau de Paris | Elisabetta Cangelosi
Un referendum ancora attuale | Paolo Carsetti (Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua)
Lo spartiacque del referendum | Marco Bersani (Attac Italia)
IREN: la multiutility dei debiti | Matteo Gaddi
2006-2013: il cammino dell’acqua pubblica a Torino | Simona Bombieri (Comitato Acqua Pubblica Torino)
Cremona: una lotta continua | Giampiero Carotti
Amiata calling | Mariella Baccheschi
Napoli, capitale dell’acqua | Padre Alex Zanotelli
ABC Napoli e la forza costituente | Ugo Mattei (Presidente ABC Napoli)
Il percorso della legge siciliana sull’acqua | Antonella Leto
Tar Toscana: i profitti sull’acqua travolti dalla volontà popolare | Fiorenza Bettini (Forum Toscano Movimenti per l’Acqua)
Vicenza verso la pubblicizzazione dell’acqua | di Filippo Canova (Comitato Acqua Bene Comune Vicenza)
Varese, provincia ribelle…a metà | Roberto Guaglianone
Acqua Pubblica e Reggio Emilia: 5 anni di lotta tenace | Cesare Schieppati (Comitato prov.le reggiano Acqua Bene Comune)
Verso un osservatorio popolare | Laura Boschetto
Ri-pubblicizzare Acea-Ato 2? Si può! Lo studio di fattibilità | Simona Savini (Coordinamento Acqua Pubblica Romana)
Dieci anni vissuti bene | Renato Di Nicola (Gruppo intern.le Forum Movimenti per l’Acqua)
L’ acqua alla fine del mondo | Elvira Corona
I grandi dormienti dell’Acqua Pubblica: Milano e Genova | Carlo Speziale
Per una nuova finanza pubblica e sociale | Antonio Tricarico (Re:Common)
Dentro la crisi: l’oligarchia, la società, i movimenti | Consiglio Nazionale di Attac

Seminario pubblico di Attac Italia a Bologna: “disarmare i mercati finanziari, riappropriarsi di ciò che ci appartiene”.

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Nell’ambito dell’assemblea nazionale di Attac Italia

 

SABATO 25 MAGGIO 2013

c/o Associazione Dopolavoro Ferroviario via Sebastiano Serlio 25/2

BOLOGNA

Ore 15.00- 18.00 

 

Disarmare i mercati finanziari,

riappropriarsi di ciò che ci appartiene

 

Seminario pubblico

con interventi di : 

 

Stefano Risso

“La privatizzazione del sistema bancario”

Guido Viale

“Una nuova finanza pubblica per la riconversione ecologica”

Roberto Errico

“ L’audit popolare sul devbito”

Marco Bersani

“Socializzare il credito e Cdp”

Giorgio Tassinari

“Finanza e diritti : il referendum di Bologna per la scuola pubblica”

Conduce Vittorio Lovera

 

Flash Mob contro l’Invalsi.

COMUNICATO STAMPA

Agli inizi di aprile, il MIUR e il ministro Profumo hanno stabilito che le Prove Invalsi per le Scuole Superiori, non solo verranno propinate alle classi seconde, ma saranno introdotte anche per classi quinte, in via sperimentale, per l’anno scolastico in corso. Alcune classi campione svolgeranno le prove, che non influiranno sul rendimento scolastico, ma,  dall’anno venturo, saranno obbligatorie per tutti gli studenti maturandi e potranno quindi andare a incidere sulla valutazione dell’esame di maturità oltre a essere usate come criterio di ammissione all’università. Questa decisione seguendo la linea degli ultimi governi tende a uniformare le conoscenze e le menti di coloro che si troveranno a comporre la società futura. Questo tipo di valutazione infatti non tiene conto delle specificità presenti all’interno di ogni contesto scolastico, riducendo l’apprendimento a semplici nozioni che non descrivono appieno le conoscenze e il sapere critico dei singoli. Lo scopo ultimo di queste prove sarà inoltre valutare il rendimento delle singole scuole, determinando così una divisione meritocratica, aumentando il divario tra gli istituti di serie A che riceveranno finanziamenti maggiori rispetto a quelli di serie B, impoverendo maggiormente la Scuola Statale.

Il neo ministro alla Pubblica Istruzione  Maria Chiara Carrozza non dovrebbe restare insensibile alla mobilitazione di studenti, genitori e docenti contro le Prove Invasi e dovrebbe prendere in considerazione l’Appello Anti-Invalsi firmato da eminenti esponenti della Cultura e dell’Università.

 Per questo il 16 maggio, giorno in cui verranno somministrate le prove invalsi in tutta Italia, invitiamo gli studenti  a boicottarle, non entrando a scuola o lasciandole in bianco e i professori rifiutandosi di somministrale e aderendo allo Sciopero indetto per le Scuole Superiori appunto il 16 maggio.

MARTED’ 14 MAGGIO ORE 17 FLASH MOB  “ QUIZ in PIAZZA”

IN LARGO PERTINI ( De Ferrari)

UDS,  COBAS SCUOLA

Genova 11 maggio 2013

L’inondazione monetaria per “schivare” la crisi

di Marco Bertorello -Attac Genova-

Nel suo ultimo libro Joseph Stiglitz riassume con precisione quanto avvenuto quando dichiara che «siamo arrivati al culmine di un trentennio speso a schivare una crisi dopo l’altra». LaMarco-Bertorello sfera economica si è trovata sotto l’incombere di una continua crisi che ha schivato, per l’appunto, principalmente con espedienti finanziari. È la finanza, sempre più slegata dai fondamentali, a trasformarsi nel motore della crescita e a sopperire ai limiti che emergono dai fattori produttivi tradizionali. Con l’ultima crisi questa rma sembra mostrare la corda, eppure dopo un primo momento di panico il tentativo è quello di ripartire proprio dalla finanza per risolvere i problemi causati dalla finanza stessa. Scopriamo così che negli ultimi sei anni l’ammontare di denaro circolante su scala globale è aumentato del 70%, passando a 31 mila miliardi a quasi 54. Questa politica del denaro a condizioni vantaggiose e in quantità pressoché illimitata è guidata dagli Usa e ora in maniera consistente anche dal Giappone. Nel solo 2013 si prevede un’iniezione di liquidità della Fed e della Banca centrale giapponese pari a 2 mila miliardi di dollari. Segno che i problemi non si esauriscono in Europa, ma che sono di ordine globale e che le principali potenze provano a farvi fronte con manovre dal carattere eccezionale. A ciò fa seguito da parte della BCE un’ulteriore riduzione del costo del denaro che scende ai minimi storici di 0.50%. Sono queste operazioni su scala macroeconomico a determinare un raffreddamento della crisi dei debiti pubblici. Non è un caso che la prima discesa dello spread in Italia sia avvenuta tra il 2011 e 2012 con l’immissione di mille miliardi di euro al prezzo risibile che oscillava tra 1 e 0.75%. Altro che governo Monti! Oggi lospread scende per il medesimo motivo, cioè per l’invasione sui mercati di denaro facile, anche di fronte a due mesi senza un governo.

Questa massa monetaria ridimensiona l’emergenza dei debiti pubblici e incentiva le grandi imprese, cioè le uniche che se lo possono permettere, a emettere obbligazioni per raccogliere direttamente denaro a tassi particolarmente convenienti. Potrebbe apparire come un tentativo per ridare fiato all’economia, magari saltando l’intermediazione bancaria, ma in realtà è un’operazione basata nuovamente su debiti, perché di questo si tratta, e caratterizzata da un keynesismo finanziario rivolto a segmenti ristretti della società, cioè non solo non teso a una redistribuzione della ricchezza, ma neppure a intervenire per agevolare imprese medio-piccole e semplici cittadini che continuano a sottostare a condizioni capestro nel credito.

Tale inondazione monetaria produce nuovamente la ricerca di investimenti finanziari rischiosi, ricerca che si riversa su titoli a rischio per il semplice fatto che non vi sono canali di sbocco sicuri a sufficienza. Ecco perché i titoli di debito dei paesi con problemi di insolvenza sono tornati a essere interessanti. Ma la sconnessione con l’economia reale di questo ulteriore espediente finanziario conferma come il debito non sia in funzione del rilancio degli investimenti e della domanda. Si continua a perseverare nella mancata circolarità del rapporto credito/debito, nel procrastinare il pagamento del debito, anzi nell’aumentarne il suo volume in rapporto alla ricchezza realmente a disposizione. Non si vede mai la fine del rapporto tra creditore e debitore. Semplicemente si rimanda la possibilità di risolvere problemi che sono urgenti e che ormai da troppo tempo incombono sul sistema. Nell’attesa dell’esplosione di nuove bolle perseverare è diabolico.

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