Video. Cos’è il TTIP. Contributo di Federico Musso

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Perché la UE sostiene il TTIP.
Armonizzazione delle regole.
Lobby e multinazionali.
Crisi del dollaro ed egemonia USA.
Piano Marshall e TTIP.

Federico Musso

Video realizzato martedì 17 marzo 2015 presso l’Associazione “Lo Zenzero” in Via Giovanni Torti.
Contributo di Federico Musso (studente, blogger presso Teste Libere)

Errata corrige: Il video di Stiglitz (https://youtu.be/HsIO5YCuqmU )
non è stato girato una settimana fa; ma a settembre 2014.

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Presentazione libro “La vita prima del debito. Perché mai dovremmo pagare?”

 Lunedì 30 marzo 2015  alle ore 17,45 presso la Sala Conferenze della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche a Palazzo Ducale (1° piano a destra, lato De Ferrari) verrà presentato il libro:

 La vita prima del debito

Con la partecipazione di due degli autori: 

Antonio De Lellis, presidente dell’Associazione F.A.C.E.D.

Silvio Piccoli, parroco a Termoli e consigliere nazionale di Pax Christi Italia 

Introduce e modera Marco Mazzoli, docente di Politica Economica Università di Genova.

Promosso da:

Agire Politicamente, Arei Genova

Attac Genova

Banca Etica GIT GE/SP Circolo Culturale Aldo Moro Circolo culturale Arei Zenzero

Ass. Comunità San Benedetto al Porto Gruppo Piccapietra

Il Gallo

Libera Genova Pax Christi Percorsi di Vita Rete Radié Resch

Incontro dibattito :”Che cos’è il TTIP? ” e “Riprendiamoci il comune” Due argomenti che toccano le vite dei cittadini…

“Che cos’è il TTIP?”

Incontro-dibattito su un argomento che tocca concretamente le vite dei cittadini. Inoltre, ATTAC Genova presenta la sua proposta “Riprendiamoci il Comune” per avvicinare le istituzioni ai cittadini. Ne parliamo martedì 17 marzo 2015 alle ore 17:30 presso l’Associazione “Lo Zenzero” in Via Giovanni Torti, 34, Genova. Partecipano alla discussione Federico Musso (studente, blogger presso Teste Libere) e Pino Cosentino (ATTAC Genova). L’incontro è organizzato da ATTAC Genova, Teste Libere e “Lo Zenzero”.

 

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In Italia continuano a diminuire gli anni di vita in salute

In Italia continuano a diminuire

gli anni di vita in salute

Valerio Gennaro, UO Epidemiologia Clinica, IRCCS – AOU San Martino, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (IST), Genova; Giovanni Ghirga, Pediatra, Ospedale San Paolo, Civitavecchia (RM); Laura Corradi, Sociologa, Università della California – Professore in Sociologia della Salute e dell’Ambiente, Università della Calabria

La buona notizia è che in Italia la durata della vita media, dal 2004 al 2012, ha continuato a crescere, come è accaduto costantemente nei decenni precedenti. Il nostro Paese rappresenta così una delle nazioni in cui questo valore è molto alto: a fronte di una media europea che si attesta intorno ai 76.3 e 82 anni, per uomini e donne, in Italia si raggiungono rispettivamente 79.8 e 84.8 anni. Lo rivelano i dati Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione Europea, sulla base di dati relativi a cittadini europei forniti direttamente dai singoli Stati membri http://ec.europa.eu/health/indicators/echi/list/index_en.htm

Accanto a questo dato assolutamente confortante emergono contemporaneamente altre evidenze tutt’altro che rassicuranti per il nostro Paese: dal 2004 al 2012 è calata fortemente l’aspettativa di vita libera da malattia. Questo parametro proviene chiedendo, a un grosso campione rappresentativo dell’intera popolazione, se negli ultimi 6 mesi, a causa di problemi di salute, abbia subito limitazione alle attività quotidiane.

Dal 2004 il continuo peggioramento è stato evidente. Nel 2012 l’aspettativa di vita sana alla nascita è scesa a 62.1 anni negli uomini (era 68.7) e 61.5 nelle donne (era 71). I valori si collocano ora sul valore medio europeo (maschi) o addirittura al di sotto di oltre 1 anno (femmine). Questa tendenza è condivisa anche da altri Paesi europei, come la Danimarca (la durata della vita sana nei maschi è scesa da 68.3 a 60.6 anni), l’Olanda (da 65.4 nel 2005 a 63.5) e la Bulgaria (da 66.2 nel 2006 a 62.1). La maggior parte degli altri paesi mostra andamenti stabili o in crescita; spiccano, in senso positivo, l’Irlanda (aspettativa di vita sana maschile aumentata da 62.5 a 66.1), il Lussemburgo (da 59.5 a 65.8) e la Svezia (da 62.0 a 70.9). Dopo i 65 anni in Italia l’aspettativa di vita sana è scesa a 7.8 anni (maschi) e 7.2 anni (femmine), la metà rispetto ai massimi europei e ben al di sotto della media europea, rispettivamente di 9 e 9.3 anni. (figura) Conseguenze anche per i Mmg

Oltre alle ovvie considerazioni sanitarie e di qualità di vita dei singoli individui, la situazione italiana ha altre immediate implicazioni: una di queste è il fatto che i Mmg, a parità di assistiti rispetto a 10 anni fa, presentano un numero maggiore di soggetti malati, con le naturali conseguenze in termini di quantità e qualità di lavoro e qualità di vita.

Un’altra conseguenza è l’aumento della spesa sanitaria, poiché, come visto, a fronte di un aumento dell’aspettativa di vita si è riscontrata una riduzione dell’aspettativa di vita “sana”, come dire che il numero degli anni con disabilità tende molto ad aumentare. A questo si aggiunge il fatto che un maggior numero di anni vissuti con patologie invalidanti significa maggior sofferenza sociale, maggiori costi e minore produttività, sia per i soggetti in età lavorativa che per i familiari dedicati alla loro assistenza.

Ricercare le cause È quindi fondamentale ora ricercare le cause di questo fenomeno, per porvi prima possibile un valido rimedio. Vi sono probabilmente responsabilità di vario tipo, politiche, economiche, sociali, ambientali, oltre al fatto che verosimilmente gli ultimi anni di recessione possono aver peggiorato fortemente la situazione. La relazione tra crisi economica e salute pubblica è stata già ben documentata negli anni ‘90 in Russia (Stuckler D et al. Lancet 2009; 374: 315-23; Stuckler D et al. Lancet 2009; 373: 399-407). Ma anche recentemente, sempre su Lancet, sono state documentate le conseguenze dei tagli alla sanità e della politica di austerità instaurata da qualche anno in Grecia (Lancet 2014; 383: 691-2; Lancet 2014; 383: 748-53). Salute-MD-Digital-2014-3   V.Gennaro, G.Ghirga, L.Corradi. Da Eurostat Heidi http://ec.europa.eu/health/indicators/echi/list/index_en.htm (Modif.) (MD Medicinae Doctor, Digital aprile 2014)

Il granello di sabbia n° 17: Enti locali, cronaca di una morte annunciata

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Ecco qui, scaricabile, il nuovo numero del Granello di Sabbia,
“Enti Locali: Cronaca di una morte annunciata”

Per scaricare il file PDF cliccare qui oppure sull’immagine.

Sommario:

editoriale:
Alla Grecia il Sol dell’Avvenire, all’Italia uno Scudo Crociato diffuso
di Vittorio Lovera | Attac Italia

Enti locali nel mirino della finanza
di Marco Bersani

“Città metropolitana” dal sindaco al podestà
di Mariangela Rosolen

Acqua, beni comuni: secondo scalpo di Renzi
di Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Gli enti locali e il degrado urbanistico
di Paolo Berdini

CDP all’assalto dei Comuni
di Marco Bersani

Tor Sapienza: sperimentazioni ed Enti Locali
di Riccardo Troisi

“RIPRENDIAMOCI IL COMUNE”
Campagna di Attac Italia

Una diversa politica fiscale per i Comuni
di Fabio Alberti

Intervista a Roberto Balzani
di Redazione Attac Italia

Una luce nella notte dell’economia
di Comune-info

Comunità territoriali per una società sostenibile e democratica
di Livio Martini

Valsamoggia: fusione a freddo
Lista di Cittadini Civicamente Samoggia

Un comune diverso e dal basso
di Alberto Zoratti

Territori di conversione ecologica
Laura Greco

Esperienze di audit del debito in Europa
di Chiara Filoni

Riflessioni sull’auditoria del debito
di Antonio De Lellis

RUBRICHE
il fatto del mese
Renzi: le armi di distrazioni di massa
di Marco Schiaffino

democrazia partecipativa
Esercizi di democrazia (di prossimità)
di Pino Cosentino e Marina Savoia

Incontro aperto sulla partecipazione attiva dei giovani dei paesi mediterranei.

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Martedi 17 febbraio, dalle ore 17.00 presso la Sala del Camino di Palazzo Ducale, si terrà un incontro aperto alla cittadinanza in cui si discuterà di strumenti e metodologie per la partecipazione attiva dei giovani nei casi di Genova e dei paesi affacciati sul mar Mediterraneo. Parteciperanno dall’Italia l’Associazione Joint, l’Associazione Amici di Pontecarrega, l’Associazione di Mediazione Comunitaria e l’Assessore alle questioni sociali, alle associazioni e alla gestione del patrimonio del Municipio Centro-Est. Inoltre vi saranno i rappresentanti di 14 organizzazioni che lavorano sul tema della partecipazione attiva provenienti da Africa del Nord, Medio Oriente ed Europa che si trovano a Genova per lo svolgimento del seminario internazionale Euromed Get Closer su questo tema ospitato da Joint e finanziato dalla Commissione Europea tramite il Programma Erasmus+.

Al seminario, che si svolge a Genova dal 14 al 20 febbraio, partecipano 14 rappresentanti di associazioni che lavorano nel settore della partecipazione attiva giovanile provenienti dai paesi delle sponde nord e sud del Mediterraneo e dal Medio Oriente.

Nel corso del seminario ogni organizzazione condividerà metodologie e strumenti per la partecipazione attiva nel contesto di provenienza allo scopo di scambiare buone pratiche e creare un portale in cui sia possibile replicare l’esperienza del seminario.

Nella giornata del 17 febbraio i partecipanti avranno l’occasione di conoscere e condividere le loro esperienze con diverse realtà attive nel settore della partecipazione attiva.

L’incontro del 17 febbraio è quindi l’occasione per condividere con la cittadinanza i diversi percorsi di partecipazione attiva proposti dalle associazioni presenti con lo scopo di presentare e discutere metodi e strumenti per la partecipazione attiva, favorendo lo scambio di buone pratiche e approcci innovativi.

L’Associazione di promozione sociale Joint di Milano opera da più di 10 anni nel settore della mobilità e della partecipazione giovanile, organizzando e promuovendo, tra gli altri, scambi internazionali, corsi di formazione in Europa e Servizio Volontario Europeo finanziati dal Programma Erasmus+ della Commissione Europea.

L’Associazione Amici di Pontecarrega è attiva dal 2012 e nasce dalla volontà di un gruppo di abitanti della zona di Ponte Carrega, in Val Bisagno, di salvaguardare lo storico Ponte Carrega dalla proposta di abbattimento a seguito della costruzione di un centro commerciale. Per contrastare questa proposta, ha deciso di attivarsi per rivendicare la possibilità di informarsi, informare e promuovere la partecipazione dei cittadini nel territorio che abitano.

L’Associazione di Mediazione Comunitaria nasce nel 2013 dall’incontro di alcune esperienze di sensibilizzazione e uso dello strumento della mediazione comunitaria in America Latina, che sono state proposte al territorio genovese negli ultimi anni. E’ tra i promotori del X Congresso Mondiale di Mediazione, svoltosi a Genova a settembre 2014.

Il Municipio Centro-Est è stato promotore del progetto Partecip@, con l’obiettivo di promuovere la cura dei beni comuni e del territorio attraverso le idee, le scelte e il coinvolgimento dei cittadini alla vita pubblica.

 

Associazione di promozione sociale Joint Milano, Via Giovanola 25\C, 20142 Italia,

C.f. 97 36 54 50 150, P.I. 06 091 280 963

erasmusplus@associazionejoint.org Tel. +39 02 45 47 23 64      Fax. 02/4507095

www.associazionejoint.org, www.serviziovolontarioeuropeo.it, www.scambiinternazionali.it

Si segnalano i seminari: lavorare nel sociale, in quale spazio comune?

Nel periodo 24 marzo – 28 Maggio a Palazzo Ducale.

I seminari sono stati organizzati dal Circolo Oltreilgiardino  in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Genova e con Palazzo Ducale – Fondazione per la Cultura.

.Lavorare-nel-sociale

Fermare il TISA (Trade in Services Agreement)

FERMARE IL TISA
di Marco Bersani (Attac Italia)

Mentre si è appena concluso a Bruxelles l’ottavo round del negoziato fra Usa e Unione Europea sul TTIP, emergono periodicamente nuovi documenti sull’altro segretissimo negoziato in corso, il Trade In Service Agreement (TISA).

Si tratta di un negoziato cui prendono parte i paesi che hanno i mercati del settore servizi più grandi del mondo: Usa; Australia, Nuova Zelanda, Canada, i 28 paesi dell’Unione Europea, più altri 18 Stati, che complessivamente producono il 70 % del prodotto interno lordo globale.

E, naturalmente, l’obiettivo di questo negoziato è la totale liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici, riprendendo gran parte del vecchio Accordo generale sul commercio dei servizi (Agcs), discusso per oltre 10 anni all’interno dell’Organizzazione mondiale del Commercio (Omc) e fallito sotto la pressione delle mobilitazioni sociali del movimento altermondialista.

Dopo la prima denuncia del negoziato, fatta da Wikileaks lo scorso giugno, attraverso la pubblicazione di un primo documento, incentrato sulla liberalizzazione dei servizi e prodotti finanziari, dei servizi bancari e dei prodotti assicurativi, un secondo documento è trapelato a metà dicembre attraverso la rete Associated Whistle-Blowing Press, relativo all’intenzione da parte degli Usa di inserire nel negoziato gli interessi della Coalition of Service Industries, lobby statunitense di cui fanno parte IBM, HP e Google, nel promuovere l’accesso e la distribuzione dell’informazione, delle applicazioni e dei servizi scelti dai consumatori, senza alcuna restrizione al trasferimento dei dati tra i paesi, con immaginabili conseguenze per la protezione dei consumatori e per le leggi sulla privacy.

E’ invece di questi giorni un terzo documento, anch’esso diffuso dalla Associated Whistle-Blowing Press, che rivela il deciso attacco alla sanità pubblica portato avanti all’interno del Tisa. Si tratta di una proposta, discussa lo scorso 6 ottobre a Bruxelles, che prevede l’apertura totale delle frontiere al mercato della sanità, valutato in 6 trilioni di dollari, per facilitare la mobilità dei pazienti tra paesi diversi, attraverso la distribuzione di voucher individuali alle persone, che potranno decidere in quali paesi utilizzarli. L’obiettivo è la privatizzazione totale dei sistemi sanitari con grande vantaggio dei cittadini più ricchi, delle cliniche private e delle compagnie assicurative, il tutto pagato con i soldi dei contribuenti.

Anche il capitolo sulla sanità, come gli altri precedenti, porta la clausola “confidential”, ribadendo la segretezza del negoziato, che prevede l’impegno dei governi a non rivelarne i contenuti non solo in corso d’opera, bensì fino a cinque anni dopo l’approvazione.

Tisa e Ttip costituiscono il più compiuto attacco portato avanti in questi anni ai diritti del lavoro, ai beni comuni e ai servizi pubblici, ai diritti sociali e ambientali, oltre a determinare il definitivo passaggio dallo stato di diritto allo stato di mercato, con la fine della democrazia e della sovranità popolare.

Ma fermarli si può: in questi giorni a Bruxelles le diverse campagne nazionali Stop Ttip hanno consolidato la rete d’iniziativa comune; e, mentre la petizione europea promossa dai movimenti viaggia a pieno ritmo verso i 2 milioni di firme, è posizionata ai blocchi di partenza la costruzione di una forte mobilitazione sociale, in tutti i paesi europei e negli Usa, per il prossimo 18 aprile, giornata transnazionale di protesta contro Ttip, Ceta (accordo di libero scambio Ue-Canada) e Tisa.
Nessuno che abbia a cuore il diritto al futuro può chiamarsene fuori.

Dichiarazione della rete degli Attac Europei dopo le elezioni greche.

Grecia

In Grecia ha vinto la speranza – manteniamola viva e diffondiamola in tutta Europa

Nelle elezioni greche del 25 Gennaio la speranza ha vinto sulla paura e sulla rassegnazione, dando ai cittadini greci la possibilità di essere governati da un governo di sinistra per la prima volta. Questa vittoria sta facendo rinascere la speranza non solo tra il popolo greco, ma tra i cittadini europei, che hanno espresso la loro solidarietà nella lotta contro le politiche di austerità della Troika.

Questa solidarietà si è manifestata durante la campagna elettorale, non solo attraverso la presenza fisica alle iniziative che si sono tenute in Grecia, ma anche attraverso manifestazioni in tutta Europa. In un certo senso, noi tutti abbiamo partecipato a questa vittoria storica. Il risultato ci incoraggia: con queste elezioni i cittadini hanno rivendicato democraticamente il loro diritto di decidere.

I primi atti e dichiarazioni di questa nuova maggioranza confermano la sua volontà di lottare contro le politiche di austerità in Grecia e in Europa, per sollevare i cittadini dal peso del debito pubblico, utilizzato per imporre politiche neoliberiste che negano i diritti e la giustizia sociale.

La lotta sarà dura e richiederà un continuo supporto. La rete degli attac europei si propone di offrire sostegno a questa lotta, che è anche la nostra lotta per cambiare le politiche europee.

Non sarà facile, e alcune scelte politiche talvolta potranno essere oggetto di critica. La rete degli attac europei guarderà con occhio critico alle scelte del governo Syriza.

Daremo il nostro sostegno a questo difficile esercizio del potere politico, nella misura in cui le politiche attuate contribuiranno a fermare le politiche di austerità, rafforzeranno le istituzioni democratiche, toglieranno dalle grinfie dei mercati i diritti dei cittadini, attueranno la transizione ecologica, e ripristineranno la giustizia sociale in tutta Europa.

Più in particolare, consapevoli che il problema del debito pubblico in Europa ci riguarda tutti e che è di vitale importanza per la Grecia, che è di fronte a un livello insostenibile del debito, ci batteremo a favore di una Conferenza europea sul debito pubblico, analoga alla Conferenza di Londra del 1953 che ha trattato del debito della Germania prima e dopo la guerra.  La vogliamo utilizzare per proporre una ridefinizione dei ruoli e del potere delle istituzioni UE. Il nostro obiettivo è un’ Europa solidale che faccia gli interessi della maggioranza dei cittadini, invece di imporre la volontà di pochi su tutti.

L’inammissibile ed irresponsabile colpo della BCE contro la Grecia

 

da Attac France

La Banca centrale europea (BCE) ha annunciato mercoledi 4 febbraio che metterà fine alle normali operazioni di rifinanziamento delle banche greche. Per ritirare liquidità presso la BCE, le banche non potranno più dare come garanzia i titoli di Stato greco. Le banche greche si vedono così ritirare la loro principale fonte di finanziamento.

Attac condanna fermamente questa decisione della BCE.

Questa decisione é inaccettabile in quanto la BCE ha oltrepassato il proprio mandato. Essa ha sospeso il finanziamento delle banche greche con la semplice “presunzione” (secondo il suo comunicato) che nessun accordo potesse essere trovato con il nuovo governo greco per quanto riguarda la ristrutturazione del debito. Come la BCE, istituzione che non ha nessuna legittimità democratica, può prendere una decisione politica di questa importanza mentre i negoziati stanno appena iniziando?

Questa decisione é illegittima, in quanto la BCE, si oppone all’applicazione del programma politico scelto dagli elettori greci. Una volta di più, la BCE si assume difensore dei credenzieri della Grecia per imporre il proseguimento di un programma di agiustamento che ha rovinato il popolo greco e si é tradotto con un aumento del debito greco.

La decisione della BCE é irresponsabile perché potrebbe generare un panico bancario, le cui conseguenze potrebbero essere catastrofiche per la Grecia e la zona euro in se!

Attac rivendica il ritiro di questo provvedimento da parte della BCE, e chiede che le proposte del nuovo governo greco siano sentite ed applicate. Solo una ristrutturazione veloce del debito greco é accettabile. Il potere esorbitante della Troika e dei suoi credenzieri deve fermarsi subito!

Fonte: https://france.attac.org/actus-et-medias/salle-de-presse/article/le-coup-de-force-inadmissible-et

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