La manovra finanziaria. Un primo inquadramento critico.

UN PRIMO INQUADRAMENTO CRITICO

Draghi, nelle sue “Considerazioni finali” all’Assemblea della Banca d’Italia, ha avallato pienamente la manovra finanziaria Tremonti – Berlusconi. E la sua relazione ha ricevuto il consenso di (quasi) tutti. Ovviamente di Berlusconi, ma anche di Bersani ed Epifani. Persino “il manifesto” si è accodato, col suo più importante commentatore economico. Galapagos scrive: < E’ “naturale” che le ricette di Draghi non portino al socialismo (come auspica Paolo Ferrero, unica voce critica) ma solo a un sistema economico forse meno iniquo. > E ancora: < In questo il giudizio di Draghi è simile a quello di Confindustria e CGIL: loda l’intenzione di ridurre le spese correnti, ma non vi trova elementi di rilancio dell’economia. >

Il pensiero unico del Mercato gode, nonostante la crisi, di ottima salute! La relazione di Draghi è una sorta di emporio delle ricette tipiche del neoliberismo. E la “critica” alla manovra di Tremonti, da parte di Confindustria, CGIL, PD si colloca essa stessa dentro il pensiero unico. Solo stando dentro l’ideologia neoliberista, infatti, si può pensare che una manovra che, tra il 2011 e il 2013, prevede tagli alla spesa pubblica per un totale di 45.223 milioni di euro (quindi una riduzione della domanda aggregata [1], mentre perdura la recessione ), permetta anche il rilancio dello “sviluppo”. Dato che, come da copione, ad essere tagliati saranno i servizi pubblici delle Regioni e degli Enti locali, i salari dei lavoratori del PI, le pensioni di vecchiaia e di invalidità, la sanità, i posti di lavoro dei precari nel PI.

Non è un caso che lo stesso Draghi dia un’impostazione “filosofica” alla sua, tanto apprezzata a “sinistra”, esortazione alla crescita: < Anche la sfida di oggi, coniugare la disciplina di bilancio con il ritorno alla crescita, si combatte facendo appello agli stessi valori che ci hanno permesso insieme di vincere le sfide del passato: capacità di fare, equità, desiderio di sapere, solidarietà. >

Colpisce, oltre alla totale assenza di contenuti, il riferimento all’equità e alla solidarietà in una relazione elogiativa di una manovra finanziaria così chiaramente connotata in termini classisti. Addirittura con venature di sadismo, come l’accanimento contro gli invalidi [2] o contro i lavoratori con 40 anni di contributi [3], o contro i più deboli in generale col taglio o il rincaro dei servizi, o contro i precari, trasformati in disoccupati. Zero sacrifici, invece, per profitti e rendite, per  i patrimoni anche colossali [4] o  per la schiera non piccola di pensionati d’oro,  anche illustri, come Draghi stesso [5]. …Ma nessuno pare vergognarsi!

Il Governatore non filosofeggia, invece, nei suoi giudizi sulla manovra e sugli indirizzi da seguire.

  • Va rafforzato il Patto di Stabilità europeo (quindi accentuata l’impronta monetarista del Trattato di Maastricht)… forse per la buona prova data dall’euro come scudo nei confronti della speculazione finanziaria!
  • Nelle condizioni date < era inevitabile agire, anche se le restrizioni di bilancio incidono sulle prospettive di ripresa a breve dell’economia italiana. >
  • < La correzione dei conti pubblici va accompagnata con il rilancio della crescita>, ma non dice come dovrebbe avvenire il miracolo, salvo ribadire che la crisi rende più urgenti le “riforme strutturali”.
  • Considerazioni positive verso la manovra che: a) introduce misure di contrasto all’evasione (…basta credere nelle favole!); b) prosegue l’azione di prevenzione e contrasto al riciclaggio (sic! Peccato che lo“Scudo fiscale” abbia esteso il condono anche agli evasori, esportatori di capitali, dediti ad attività criminali. In pratica, inserendo tra i compiti dello Stato proprio quello del riciclaggio di denaro sporco!)
  • Rilancio delle solite politiche: a) va completata la riforma del mercato del lavoro (…avrà avuto notizia del Collegato lavoro?); b) occorre  prolungare la vita lavorativa e rendere flessibile l’età pensionabile, <anche per garantire un tenore di vita adeguato agli anziani di domani >… quindi senza limiti, visto l’incessante espansione della precarietà, limitata nell’ultimo anno solo dal passaggio alla disoccupazione [6].

La gravissima crisi economica e finanziaria si è verificata dopo trent’anni di politiche economiche e sociali di questo tipo?  Meglio non parlarne troppo! Anche Galapagos riconosce che < è deludente l’analisi della crisi…: tutto viene ridotto agli eccessi finanziari, a quelli di liquidità a un indebitamento eccessivo delle famiglie USA >.

In effetti, la ricostruzione dei fatti che hanno portato a questa ennesima manovra a danno di salari, pensioni e welfare è piuttosto diversa da quella proposta dal Governatore di Bankitalia. Tra gli altri, Pizzuti ne dà un quadro efficace in un articolo (“il manifesto”, 19/05/2010) dal significativo sottotitolo: “Dopo il salvataggio statale dei bilanci privati della finanza, torna l’ortodossia del risanamento, ai danni di pensioni e salari: i pagatori di ultima istanza”. <…il salvataggio dei bilanci privati (…) è stato ottenuto trasferendone i disavanzi sui bilanci pubblici; per contribuire a questo obiettivo, le banche centrali sono state spinte anche a contravvenire all’ortodossia monetarista (…); le banche private hanno utilizzato la liquidità ricevuta per finanziare non tanto la ripresa produttiva quanto le attività speculative (nel 2009, i profitti delle banche sono fortemente migliorati grazie alle ripresa delle operazioni sui derivati il cui ammontare nei loro bilanci ha superato il livello ante crisi); in particolare, le banche private hanno acquistato titoli del debito pubblico a tassi attivi superiori a quelli pagati alle banche centrali cui adesso si chiede l’intervento a garanzia di quei titoli, con ulteriori effetti negativi sui bilanci pubblici. Contemporaneamente viene riproposta con forza l’ortodossia del risanamento dei bilanci pubblici, obiettivo che verrà perseguito riducendo le pensioni e i salari (oltre che con nuovi condoni che, però, per i loro beneficiari sarà un premio all’abusivismo e all’evasione fiscale) e così si arriva ai veri pagatori d’ultima istanza >.

Ma non è un quadro che possa essere dipinto da un Tecnico, neutrale ed al di sopra delle parti! Per di più, all’occorrenza, Draghi, godendo del favore delle varie anime della classe dominante allargata ( Confindustria, Sistema finanziario, Governo, “Opposizione” parlamentare, Sindacati collaborazionisti, CGIL, Sistema informativo ), ha tutti i requisiti per raccogliere l’eredità di Ciampi e Dini come futuro Presidente del Consiglio. Come Tecnico, s’intende!

Genova, 07/06/2010                                                                                          Sergio Casanova  ( Attac Genova )

[1] I consumi totali (delle famiglie e collettivi) diminuiranno di circa  0,76% nel 2011, 1,30% nel 2012, 1,47% nel 2013. Con un peggioramento delle aspettative di profitto e una conseguente riduzione della domanda di beni d’investimento. Quindi, effetti negativi sull’occupazione, ecc.

[2] L’elevazione dal 74% all’85% della percentuale di invalidità  necessaria per ottenere la pensione impedirà l’accesso alla pensione ( 3337 € l’anno, questa sarà l’entità del loro sacrificio! ) a persone con sindrome di Down, amputate di braccio e di spalla,  sordomute, colpite da psicosi ossessive o da tubercolosi polmonare, o con sindrome schizofrenica cronica che abbiano disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e limitata conservazione delle capacità intellettuali. E molte altre.

[3] I lavoratori con 40 anni di contributi dovranno attendere, rispetto alle regole attuali, da 7 a 9 mesi in più prima di “uscire” dal lavoro. Un aumento strutturale, quindi un vero e proprio aumento dell’età pensionabile. Un bell’aumento dell’orario di lavoro!

[4] Il 10% delle famiglie italiane possiede il 44% delle ricchezze nette esistenti in Italia (pari a 3.645 miliardi di €., quasi 2 volte e mezzo il valore del PIL italiano che, nel 2008, è stato di 1.572 mld.!), mentre il 50% delle famiglie ne possiede il 10% (pari a 828 mld.).

[5] Le cifre che seguono si riferiscono a retribuzioni mensili lorde: Mario Draghi, pensione da dirigente della pubblica amministrazione di € 14.843,56 dall’1/4/05 (all’età di 57 anni…ma lui non aveva bisogno della flessibilità dell’età pensionabile!) . Renato Brunetta, instancabile fustigatore dei “fannulloni” del PI, pensione da docente universitario di 4.351,07 € dal 31/12/09 (a 59 anni). Giuliano Cazzola, l’Attila delle pensioni (…altrui),  pensione da dirigente della pubblica amministrazione di € 10.776,66 dall’1/4/07. Giuliano Amato, autore della prima “riforma” previdenziale e della più pesante manovra finanziaria ( di circa 90 mila miliardi di lire), pensione da docente universitario di 22.048,11 € dall’1/1/98 ( a 60 anni). E così via!

[6] Dati ISTAT sulla disoccupazione giovanile, aprile 2010. Il tasso di disoccupazione nella popolazione tra 15 e 24 anni è pari al 29,5%, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto a marzo e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.

TUTTI I NUMERI DELLA MANOVRA FINANZIARIA 2011 – 2013

( a cura di Andrea Fumagalli)

manovra finanziaria per punti
tagli e aumenti di spesa del decreto legge correttivo dei conti pubblici italiani
manovra per punti 2011, entità del taglio in mln di euro 2012, entità del taglio in mln di euro 2013, entità del taglio in mln di euro
Sostituzione delle 2 finestre di uscita per le pensioni di anzianità e delle 4 della vecchiaia nel 2012 con una finestra mobile. Scatterà per coloro che nel 2011 matureranno i diritti e andranno in pensione nel 2012 (1 anno dopo e 18 mesi per gli autonomi). Ogni persona avrà una propria finestra. Nel provvedimento c’è una clausola di salvaguardia per quanti sono in mobilità. -360 -2.600 -3.500
Adeguamento della norma che lega l’età pensionabile all’aspettativa di vita certificata dall’Istat a partire dal 2015. La spesa previdenziale dovrebbe diminuire di 200 mil annui, e dal  2020 cala di 1,600 mil, 4.700 mil dal 2025 e 7.800 mil dal 2030. Il testo è un regolamento firmato dal min. del lavoro e dal tesoro del 28 maggio 2010. Il provvedimento non è in finanziaria, ma trova applicazione come regolamento.
Elevamento dell’età pensionabile delle lavoratrici pubbliche a 65 anni è anticipato al 2016.
innalzamento dal 74% all’85% della percentuale di invalidità per il riconoscimento dell’assegno. -70 -130 -180
Sulle somme erogate ai lavoratori da 6 a 40.000 euro legati a incrementi di produttività è introdotto una imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali. 650
Rivisto il patto di stabilità interno per comuni. Trattenimento del 33% delle entrate relative alla lotta all’evasione. -1.500 -2.500
Rivisto il patto di stabilità interno per le provincie. -300 -500
Rivisto il patto di stabilità interno per regioni. -4.000 -4.500
Rivisto il patto di stabilità interno per regioni a statuto speciale -500 -1.000
rimodulazione delle spese del 10% rimodulabili -650 -750 -800
altre spese rimodulabili del 10% lineari -750 -1.300 -1.900
buonuscita -400 -240 0
Blocco del contratto pubblico fatta salva l’indennità di vacanza contrattuale. -1.800 -1.800 -1.800
Congelamento  automatismi degli stipendi degli statali e dei dirigenti con gli stipendi fermi al 2009. -48 -87 -139
Non pagamento dell’indennità contrattuale -2 -307 -307
mobilità in deroga -175 -329 -494
Per i dirigenti ci sarà una decurtazione del 5% per la parte di reddito compreso tra 90.000 e 130.000 euro, del 10% per la parte eccedente. -24 -23 -23
riduzione degli stipendi per i dirigenti medici -400
Spesa farmaceutica -600 -600 -600
centralizzazione degli acquisti
dal 2011 la spesa per il personale assunto con contratto a termine e collaborazioni a progetto potrà essere pari al 50% di quella sostenuta nel 2009. -54 -51 -51
blocco del turn over nel vincolo del 20% sulla pubblica amministrazione (una assunzione su cinque uscite), mentre per le autonomie locali  vale il principio del 20% dei costi.  Le regioni sono escluse. Il saldo negativo per la PA si aggira intorno ai 400.000 dipendenti. -4 -33 -118
riduzione personale sanità -246 -628 -628
Proroga di tre anni per i piani di rientro per regioni non commissariate con sanità in rosso.
per i manager pubblici taglio del 5% per gli stipendi fino a 130.000 euro e del 10% per quelli che superano i 130.000 euro.
taglio di alcuni enti pubblici: ICE e ISAE, ISFOL, INGV. Accorpamento degli enti minori in INAIL e INPS. L’INPDAP rimane autonomo.
roma capitale 300 300 300
pedaggio autostrade anas 200 315 315
adeguamento del canone di concessione autostradale 568
ridimensionamento della Protezione Civile. Il ministero del Tesoro deve dare il consenso alle richieste della protezione civile; le emergenze sono solo quelle naturali
totale tagli -7.958 -14.890 -16.975
manovra dal lato delle entrate
2011, fisco ed entrate 2012, fisco ed entrate 2013, fisco ed entrate
Azzeramento dell’IRAP (fiscalità di vantaggio) per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campagna, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, relativamente alle nuove attività produttive. -287 -442 -597
Regime fiscale agevolato per investimenti dall’estero -14 -22 -30
Regolarizzazione degli edifici irregolari, compresi ampliamenti e cambi di destinazione d’uso entro il 31 dicembre 2010 183 104 104
potenziamento dei processi di riscossione 400 1.500 1.300
Riduzioni acconti irpef -2.300 1.700 600
tassazione delle stock option con una aliquota addizionale del 10% per il settore finanziario. 10 10 10
blocco delle compensazioni dei crediti di imposta per chi ha ricevuto la notifica di una cartella di pagamento (a riduzione del debito) 700 2.100 1.900
I dividendi delle SPA pubbliche andranno a riduzione del debito pubblico e a pagare gli interessi sul debito.
comunicazione telematica all’agenzia delle entrate 627 836 836
contrasto al fenomeno delle imprese in perdita sistematica 533 925 966
contrasto di interessi 755 559 167
adeguamento normativa UE in materia di operazioni intracomunitarie per colpire le frodi 191
adeguamento ocse in tema di documentazione dei prezzi di trasferimento 650 414 414
Aggiornamento dell’accertamento sintetico 741 708 814
totale entrate, comprensivo delle misure che obbligano al pagamento non in contante che scende a 5.000 dagli attuali 12.550 euro la possibilità di pagare in contanti, e dell’obbligo delle fatture per importi superiori a 3.000 euro. 3.006 9.456 7.368
totale complessivo 12.053 24.982 24978
manovra comprensiva del mancato rinnovo contrattuale del pubblico impiego (1.800 mln per anno) 13.853 26.782 26.778
Nostra elaborazione sulla base della relazione tecnica al decreto legge n°78/10
SINTESI MANOVRA ECONOMICA
2011, fisco ed entrate 2012, fisco ed entrate 2013, fisco ed entrate
totale tagli -7.958 -14.890 -16.975
totale entrate 1.008 635 635
Saldo delle entrate da lotta alla evasione tributaria e contributiva 3.006 9.456 7.368
saldo della manovra 12.053 24.982 24.978
manovra comprensiva del mancato rinnovo contrattuale del pubblico impiego (1.800 mln per anno) 13.853 26.782 26.778
nostra elaborazione su relazione tecnica al decreto n°78/2010

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