Mentana ignora gli insegnanti di religione.

MENTANA IGNORA GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE

Ieri sera il direttore del TG de La 7 non ha fatto mancare il suo appoggio all’inde-fessa opera di distruzione della scuola pubblica.
A commento dell’affermazione della Gelmini, secondo la quale era manifestamente impossibile assumere i 200.000 precari della scuola, ha sfoggiato il suo sorriso più accattivante e ha detto: ” noi, qui in redazione, abbiamo fatto due conti ed è risultato che l’assunzione dei duecentomila precari costerebbe circa 7 miliardi di euro, quasi mezzo punto del PIL!”.

E’ DEL TUTTO EVIDENTE CHE NON POTEVA DIRE ALTRO. INFATTI:

a)      si sa che mancano le risorse.

b)      Tutta l’istruzione e tutti gli insegnanti sono soggetti allo stesso, duro ma equo, trattamento!

c)      Non sa nulla di scuola (…si dirà, non è l’unico!)

a) PECCATO CHE

nessuno gli abbia ricordato che la spesa per l’istruzione in rapporto al PIL,
in Italia è  inferiore dell’ 1% rispetto a quella media dei paesi  dell’ OCSE (dati 2008).

E che questo divario equivale ad un taglio strutturale di 15 mld. di € l’anno!!!

E non è certo un fatto isolato:

  • in Italia la spesa sociale pro capite  è di 6.242,6 €, a fronte di una media di  7.422,5  nei paesi della UE a 15 (dati 2006 tratti dal Rapporto sullo Stato sociale 2010).

La spesa sanitaria è pari al 6,8% del Pil, contro una media europea (l’Europa a 15) del 7,7%. Per non dire della spesa per la famiglia (1,1% del Pil, contro una media del 2,2%) e di quella per la disoccupazione (0,5% del Pil, contro l’1,7%). Complessivamente la nostra spesa per gli ammortizzatori sociali è pari a un terzo di quella europea. (fonte: «Rapporto sullo stato sociale 2008»).

E ciò mentre crescono disuguaglianze da Medioevo:

  • Secondo i dati della Banca d’Italia,  il 10% delle famiglie italiane possiede il 44% delle ricchezze nette esistenti in Italia (pari a 3.645 miliardi di €. Quasi 2 volte e mezzo il valore del PIL italiano che, nel 2008, è stato di 1.572 mld.!), mentre il 50% delle famiglie ne possiede il 10% (pari a 828 mld.). Naturalmente, sono assolutamente esenti da imposte, dato che è del tutto evidente che non ne accrescono la capacità di contribuire alla spesa pubblica!
  • Il tutto è sintetizzato dal tasso di disuguaglianza particolarmente elevato in Italia: secondo l’OCSE, infatti, il divario ricchi-poveri, in Italia è altissimo dal 1985 ad oggi la diseguaglianza è cresciuta del 33%, contro una media OCSE del 12%.

IN SINTESI, LE POLITICHE BIPARTISAN SONO STATE BEN EQUE E NON SI SAPREBBE PROPRIO DOVE PRENDERE I SOLDI!

b) PECCATO CHE

Mentana non si sia ricordato che negli ultimi tre anni sono stati tagliati 8 miliardi all’Istruzione pubblica e lasciati a casa quasi 150.000 lavoratori della scuola.

  • Anche se, ad esempio, gli insegnanti di religione sono sottratti alle regole che valgono per gli altri. “Sono circa 25 mila. Tutti insegnano grazie al benestare delle autorità ecclesiastiche. Tra questi 15 mila sono di ruolo. Hanno ottenuto il posto fisso tutti negli ultimi tre anni grazie a dei concorsi a dir poco speciali. Entrati dalla finestra, grazie a questa via preferenziale, godono però degli stessi diritti dei loro colleghi che da anni aspettano invano un concorso. Non solo. Qualora dovesse sparire il loro corso potrebbero comunque cambiare cattedra e insegnare altre materie superando in curva la lunga fila dei precari che ne avrebbero diritto. Anche gli insegnanti di religione ancora precari sono avvantaggiati: ogni due anni, solo loro, hanno diritto ad uno scatto di anzianità….. Anche dove gli studenti che hanno deciso di fare religione sono pochissimi, magari due o tre per classe, si mantiene comunque il corso e si paga lo stipendio all’insegnante. In tutti gli altri casi le classi, invece, si accorpano, i posti di lavoro saltano e gli studenti arrivano ad essere anche 30 per classe. E’ uno scandalo.” (Giorgio Salvetti – Quanto paghiamo l’ora di religione. 1l manifesto, 15/05/2010).
  • Anche se, sempre ad esempio, nella Finanziaria 2010 sono stati aggiunti ai finanziamenti esistenti 130 milioni per il sostegno alle scuole non statali….tutto fa!!!

c) PECCATO CHE

pare non sappia che buona parte di quei 200.000 precari appartengono a quella, purtroppo nutrita, tipologia di insegnanti eternamente soggetti al “licenziamento” annuale alla fine dell’anno scolastico e alla “riassunzione” all’inizio dell’anno scolastico successivo. Così lo Stato (di chi?) risparmia (ormai da molto tempo!) sulla pelle e la dignità di decine di migliaia di eterni precari. Non hanno reddito per alcuni mesi l’anno. Il loro (misero) stipendio riparte ogni anno dal minimo. Col sistema di calcolo contributivo delle pensioni, se lavorano 10 mesi l’anno (e questa è l’ipotesi più favorevole), dovranno lavorare 48 anni per avere 40 anni di contributi!!!!!!!!!!!!! Persino la tredicesima è decurtata (almeno di 2/12), così come il TFR!

CHISSA’ COME MAI I GIORNALISTI SI RIFIUTANO DI SAPERE QUESTE BRUTTE COSE? HANNO LO STOMACO TROPPO DEBOLE?

E MENTANA, SI SA, E’ UOMO D’ONORE!….FIGURIAMOCI GLI ALTRI!

Sergio Casanova,  03/09/10

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