Riceviamo e pubblichiamo: “Bilancio di crisi? No, di rapina!”

BILANCIO DI CRISI? NO, DI RAPINA!

Stiamo pagando cara la crisi in termini di perdita di posti di lavoro, potere d’acquisto, diritti e dignità dei lavoratori, tutela e garanzia dell’istruzione, della sanità e dell’assistenza pubblica.

Ci stanno rubando il presente e il futuro, grazie alla precarietà e a un’università classista. 

Ci stanno rubando il territorio, l’acqua e i beni pubblici. 

La crisi economica in atto e i tagli del governo Berlusconi vengono usati per mettere a tacere qualunque obiezione, invocando strumentalmente il piano di realtà. Noi pensiamo che i tagli e la crisi ci siano, eccome, ma gli enti locali genovesi hanno fatto opposizione solo a parole e la realtà è che le loro politiche conducono settori sempre più ampi di popolazione verso una crescente povertà. 

In questi anni hanno riproposto sempre le stesse scelte

–         privatizzazione dei servizi pubblici grazie all’utilizzo delle S.p.A partecipate (AMI, Aster, AMIU.) che ha prodotto nuovi costi per la collettività e un ulteriore onere per l’utenza

–         tagli ai trasporti attraverso la riduzione delle corse degli autobus, dei treni per i pendolari, della qualità del servizio e dell’ambiente, contrazione del personale viaggiante e aumento di dirigenti e consulenti, aumento del costo dei biglietti e degli abbonamenti

–         riduzione dei finanziamenti destinati ai servizi sociali (peraltro già insufficienti rispetto al livello dei bisogni), attraverso il  meccanismo degli appalti e delle gare al ribasso, con pesanti ricadute sulla dignità salariale e sulle condizioni di lavoro

–         blocco degli adeguamenti contrattuali per i dipendenti pubblici e aumento degli stipendi per i dirigenti

–         tagli alla cultura che si traducono in sconfitte per i lavoratori e in trionfo per i privati che, grazie al sistema delle fondazioni, con poche lire e con intento speculativo si sostituiscono alla gestione pubblica 

–         continua svendita  del  territorio e dei beni pubblici, ultimo atto la beffa dell’acqua: il consiglio comunale vota la moratoria contro l’applicazione del decreto Ronchi in attesa del referendum, mentre i vertici di IREN S.p.A. annunciano piani di espansione territoriale e finanziaria. 

E dove finiscono le risorse pubbliche? 

La giunta di centrosinistra ha fatto scelte chiare e precise, difendendo l’utilizzo di ingenti risorse  in opere devastanti per l’ambiente e la salute e pertanto indigeribili alla maggior parte della popolazione, quali la Gronda, il terzo valico e l’inceneritore.

Questo risulta ancora più grave se si pensa che l’intero sistema dei servizi sociali  del Comune di Genova costa 1/100 della spesa prevista per la Gronda. 

Uniamo le lotte contro gli attacchi ai lavoratori e in difesa dei servizi e dei beni pubblici! 

Martedì 21 dicembre  dalle ore 14.30

presidio e volantinaggio di controinformazione a Palazzo Tursi in occasione della discussione e votazione del bilancio del Comune 

COBAS          CUB         USB          CSOA Pinelli

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