Nichi Vendola in Liguria, delude e perde quel poco consenso che aveva

Nichi Vendola in Liguria,delude e perde quel poco consenso che aveva
Scritto da VALERIA ROSSI  
 
 
di VALERIA ROSSI (http://www.savonaeponente.com/category/blog/il-blog-di-valeria-rossi/

–Definirla “delusione”, per me, sarebbe sicuramente eccessivo: per restare delusi da qualcosa o da qualcuno bisogna prima dargli completa fiducia, e in Nichi Vendola, personalmente, non ho neppure avuto il tempo di “cominciare” a credere, che già mi aveva disilluso.
Diciamo, però, che qualche speranzucola ce l’avevo ancora. Speranzucola nel rappresentante di una sinistra che sembrava essere riuscita a superare la sua profonda crisi interna (quella che, di fatto, ha lasciato il campo libero a Berlusconi) e soprattutto a riunirsi alla gente, al buon vecchio proletariato, alla buona vecchia classe operaia tradita e schifata.
Speravo – anche per aver preventivamente chiesto, avendo ottenuto risposta positiva – che Vendola fosse lì per parlare non solo “alla” gente, ma “con” la gente: credevo che avrebbe risposto alle domande e, diciamolo, speravo proprio di potergliene fare un paio sul suo predicare bene e razzolare malissimo nel  campo dell’Ecologia, augurandomi di poter avere qualche risposta incoraggiante.
Invece no. Neanche per idea.
Finito il suo bel comizio, ben orchestrato, ben interpretato ma completamente privo di proposte concrete, ahimé, il sciur Vendola si è beatamente defilato senza accettare neppure “una” domandina piccola così….continuaMa non è neanche tutta qui, la delusione.
Il punto “vero” è che, per due ore e davanti a un vero oceano di gente che aveva sfidato un freddo polare per sentirlo, Vendola non ha detto assolutamente NIENTE.
Per carità: come monologo teatrale era bellissimo, con tutte le sue cosine giuste al posto giusto. Un po’ di  filosofia, un po’ di storia, un pizzico di comunismo, uno di cattolicesimo (q.b., come nelle ricette di cucina)., la battutina giusta qua e là, un bel po’ di indignazione verso tutto ciò che non va, una spruzzatina di sentimentalismo.
Peccato che da un politico io non mi aspetti una piece teatrale e neppure una ricetta di cucina, ma delle proposte concrete.

Perché a mettere insieme mille persone di sinistra, a raccontargli che questa politica e questo governo fanno schifo e a ricevere applausi a scena aperta, son capaci tutti.
Anzi, no: metterle insieme, oggi come oggi, NON è cosa da tutti.  Lui le ha richiamate e questo gli va sicuramente riconosciuto… ma una volta che le hai richiamate, chiunque è capace di entusiasmarle.
Basta dire che questa politica fa schifo, che ci sono gli inciuci, che il governo che aveva promesso le “tre I” (impresa, inglese, internet) ci ha dato invece le “tre P”: precariato, povertà, paura… “e poi c’è una quarta P” (ah ah ah, risatona del pubblico che si aspettava da mezz’ora la battuta scontata, ma sghignazza lo stesso).
In realtà queste sono le stesse cose che potete leggere o sentire ogni giorno sulla stampa di sinistra, ma anche semplicemente al bar frequentato da gente di sinistra.
Lui le ha dette in modo carino, col suo bel linguaggino forbito (e molto ben studiato,  purtroppo  ben poco spontaneo): ma alla fine ha detto, per due ore,  “che barba che noia, uffa, siamo stufi”.
Dopodiché uno si aspettava che continuasse con “…quindi adesso facciamo così e cosà, e ne veniamo fuori”.
Invece no. Quella parte lì non c’è stata.
C’è stato, al massimo, qualche accenno molto autoreferenziale (tipo “ho dato scandalo perché SONO andato a Mirafiori: ma era l’unico posto in cui andare, perché la politica non ascolta più e invece IO sono andato ad ascoltare gli operai”… e così via): ma nient’altro. Nessuna proposta, nessun programma, nessun progetto.

Rimane, quindi, da chiedersi perché Vendola abbia richiamato mille persone.
E la risposta fa tremare un po’ le ginocchia, perché c’è il fondato timore che siano accorse tutte per “vedere il Personaggio Carismatico”… un po’ per la stessa pulsione, insomma, che spinge la gente ad andare a vedere Ruby.
Un po’ per la stessa pulsione ad acclamare (a prescindere) il famoso/potente che tiene in piedi Berlusconi da sedici anni.

I sintomi preoccupanti ci sono tutti.
C’è, intanto, l’organizzazione molto “showistica” della serata: la band che fa il tributo a De Andrè in attesa che arrivi il Personaggio, il “servizio di accoglienza” formato in gran parte da belle ragazze (!), le rose sul tavolo, il filmatino con le immagini di tutti i “temi caldi” del savonese (piattaforma, centrale a carbone, Margonara…), tutti regolarmente ignorati nel discorso successivo.
C’è stata la standing ovation a prescindere, cosa che trovo sempre quantomeno strana: perché devo tributarti onori e gloria PRIMA ancora che cominci a parlare? L’applauso va benissimo, è un segno di simpatia e di educazione…ma tutti in piedi a fare i gridolini, come ai concerti di Ligabue… perchè?
Prima fammi sapere cosa ha da dirci – e soprattutto da offrirci – e POI, semmai, ti acclamiamo. O no?
Così a prescindere… mah. Mi lascia molto perplessa.  E mi spaventa un po’.
Mi fa sorgere spontanea qualche domanda, tipo:  perché uno che viene lì per dirti che “bisogna cambiare tutto” dovrebbe organizzare la propria comunicazione esattamente in modo inquietantemente simile a quello dei leader della destra?
Perché uno che sostiene che “alla politica non servono né la retorica, né gli atteggiamenti giovanilistici” fa poi un discorso di retorica pura e fa notare – simpaticamente, per carità – che lui, anche se ha i capelli bianchi, è comunque più giovane e caruccio del Berlusca?
E soprattutto, perché cavolo viene a Savona e non parla neppure per sbaglio dei problemi specifici di Savona?

Ma la cosa più buffa – o forse più tragica – è stata un’altra: è stato che i problemi di Savona, almeno a grandi linee, li ha toccati Nicola Isetta, che introduceva Vendola e che per poco non è stato preso a pomodorate perché la faceva troppo lunga.
Isetta ha parlato di edilizia, di agricoltura, delle attività produttive in contesto urbano, del non voler mettere in contrapposizione lavoro e salute. Ha parlato di polveri sottili, ha accennato ai problemi dell’immigrazione e all’alluvione di Varazze. Ha parlato del problema dei rifiuti, che è di importanza vitale… anche se ha raccontato che il Piano Rifiuti redatto dal povero Filippi, “siccome era basato sulla differenziata, langue in un cassetto”. E si è scordato di dire che PER FORTUNA langue in un cassetto, visto che prevedeva anche di bruciare il CDR… ma siccome Filippi è passato a SEL, allora questo evitiamo di dirlo (molto tipico di una politica “nuova e diversa”, no?).
Comunque, Isetta ha parlato dei temi che dovrebbero stare maggiormente a cuore a tutti noi: ma gli hanno urlato “ebbastaaaaaaaaa!”, e quando ha detto (per la quarta volta, d’accordo…) “concludendo”… poco è mancato che partisse una bordata di fischi.
Che senso ha?
D’accordo, erano tutti lì per sentire Vendola e non Isetta: ma Isetta stava parlando di NOI,  e stava pure fornendo qualche vaga indicazione sui nostri temi caldi…mentre Vendola ha parlato del passato remoto, del passato prossimo, di una piccola parte del presente… e STOP.
Tra i due interventi, io ho trovato sicuramente più interessante quello di Isetta.
Ma la folla “voleva Vendola”, voleva il Personaggio Carismatico: che, come tutti i personaggi carismatici, si è ben guardato anche dall’analizzare i motivi per cui la sinistra se ne è andata bellamente in vacca… motivi tra i quali, gli piaccia o mano, spicca anche la spaccatura voluta proprio da lui.
Isetta, porello, ha almeno parlato di un confronto con il PD locale e delle sue risposte insoddisfacenti: Vendola ha parlato di unione, di comunione di intenti (mancava solo la liberazione) della sinistra, ma non ha fatto cenno al “come” arrivarci, cosa che sembrava almeno doverosa da parte di uno che ha spaccato tutto.
Si è riempito la bocca e ci ha riempito la testa di “libertà anche sul lavoro”  (sì, ma come?), di “prospettive per il futuro” dei giovani (ma quali? e come? Boh), insomma di tutte le cose che la gente di sinistra sa già benissimo. Di cose che potevamo dire anch’io, mio figlio o mi’ nonna (anzi, mia nonna meglio, visto che lei ha fatto la Resistenza e noi no): forse in linguaggio meno elegante e meno forbito, per carità, ma potevamo dirle tutti quanti. Sicuramente la stragrande maggioranza degli intervenuti, gente di sinistra che ‘ste cose le sa benissimo e che  ha un gran bisogno non di qualcuno che gliele ricordi, ma che gli indichi come superarle.
Ecco, il “come superarle” è totalmente mancato. Bello show, belle canzoni, belle parole, ma contenuti pratici ZERO.

Abbiamo “visto il personaggio”.  Belin!
Ma oltre a questo…il Grande Nulla.
E, naturalmente, nessuna possibilità di confronto, nessuna domanda, nessun rapporto diretto con la gente (mi piacerebbe sapere se è stato così che ha “ascoltato” gli operai di  Mirafiori: non è anche a loro abbia “fatto vedere il personaggio”, e poi via?).
Non è molto di sinistra, questo. Anzi, non è per NIENTE di sinistra.
Specie se la scelta di non confrontarsi fosse stata dovuta – come temo – all’imbarazzo.
Perché io, per esempio, un paio di domandine me l’ero preparate: anzi, in pratica UNA domandina, e cioè “Ma tu che caspita intendi con “ecologia”?
No, perché  in Puglia…  Vendola dice “Qualunque ritorno a una idea antica di crescita economica fondata sullo stupro ambientale da noi sarà rigettata con fermezza e determinazione… Il nostro petrolio sono i giovani, sono i ricercatori, sono i talenti.”
Bello. Grandioso. Quasi bello come lo show di ieri sera. Dopodiché approva  6 istanze di permesso per inizio o prosecuzione di attività estrattiva di idrocarburi, che se avessi potuto parlare non avrei citato per evitare lungaggini, ma che qui posso scrivere:
•  .131 Istanza permesso di ricerca idrocarburi “Fiume Bradano”
•  n.132 Piano Regionale Attività Estrattiva – Proroga termini prosecuzione attività estrattiva.
•  n.133 Concessione di coltivazione idrocarburi “Torrente Celone” Istanza variazione integrativa programma lavori.
•  n.134 Istanza permesso di ricerca idrocarburi “Monte Carbone”
•  n.135 Istanza permesso di ricerca idrocarburi “Manduria”
•  n.136 Istanza permesso di ricerca idrocarburi “Massafra”

b)    in campagna elettorale Vendola si presenta con lo slogan “Giù le mani dalla brocca, l’acqua è nostra e non si tocca!”, diventando di fatto un paladino dell’acqua pubblica. Dopodiché Michele Losappio, capogruppo di SEL, di fatto blocca l’iter per l’acqua pubblica sostenendo di aver ricevuto “garbate sollecitazioni” dal capogruppo del PDL.

Allora uno pensa “cavoli. Forse ha infilato l’”ecologia” nel mome del suo partito (che inizialmente, se ricordate, si chiamava solo “sinistra e libertà”) perché ama gli animali, toh. E invece:
c)   pochi giorni  fa la Giunta Regionale pugliese, con il pieno e totale appoggio del Presidente Vendola, ha approvato la caccia in deroga agli Storni. E non solo. Ha prolungato il periodo di caccia a Tordi, Beccacce e Cesene. Come se non bastasse, sarà possibile cacciare anche nel Parco delle Gravine.

Ma allora il tema centrale sarà quello della salute? Di metterla, finalmente, al di sopra delle speculazioni industriali? Eh, come no. Tant’è vero che:
d)   Vendola approva la costruzione di 5 inceneritori, sostenendo che “faranno vivere tutti più sereni e tranquilli”. Ci si chiede se per ignoranza del problema o per disinteresse verso la salute, visti gli arcinoti effetti delle emissioni di un inceneritore sulla popolazione. Per di più, tra questi spicca l’”inceneritore Marcegaglia”, accusato da Italia Terra Nostra di aver seguito un iter illegale. Il governatore Vendola risponde che “sta pensando di querelare Italia Terra Nostra”; e a questo punto non solo non sembra una risposta ecologica, ma neanche molto “di sinistra”.

Insomma, da quel che si legge (e non solo: la storia degli inceneritori non è proprio attribuibile a cattive interpretazioni o distorsioni giornalistiche, perché su youtube si trova proprio LUI, er Personaggio Carismatico, che spamma a piene mani l’incenerimento senza possibilità di fraintendimento), sembrerebbe che questo “nuovo politico” facesse quello che tanti, troppi “vecchi politici” hanno fatto prima di lui: predicare bene (perfino meglio della media) e razzolare malissimo, perfino peggio della media.
Avrei voluto chiedergli spiegazioni.
Avremmo voluto, in tanti – mica solo io – avere qualche risposta: e mica solo sui temi ecologici, eh.
Però lui ha fatto lo show e s’è dato, senza concedere neanche un bis (ecchecavolo: Ligabue almeno quello lo concede).
Non so che impressione abbiano avuto le altre 999 persone presenti: quelle che sono rimaste due ore in piedi a sentirlo in sala, quelle che si sono rifugiate in altre salette a guardarlo solo su uno schermo, quelle che (addirittura trecento, mi dicono) sono rimaste FUORI a sentirlo-e-basta, con un freddo che faceva cascare il becco agli uccelli.
Non so se questi intrepidi siano soddisfatti della serata e di ciò che hanno sentito.
So solo di aver captato qualche spizzico di conversazione, uscendo (uscendo con moooolta calma, perché eravamo pressati stile sardine in scatola e quindi si andava piano e si sentivano le voci di tutti): mi è sembrato di sentire più “beh, insomma” che “bravobravissimo”. Soprattutto mi ha colpito la frase di una ragazza pigiata proprio davanti a me, che ha detto al suo accompagnatore: “Non mi è rimasto impresso niente. Se mi chiedessero “cos’ha detto”, non saprei rispondere”.
Ecco, questo riassume in sette parole un po’ tutto quello che ho cercato di esprimere fin qui:  il bellissimo show del Grande Nulla.
Io in realtà una cosa la ricordo (anche perché è stata l’ultima che ha detto): l’invito all’eleganza, a non scadere nella cafoneria tipica degli esponenti del governo berlusconiano, e all’uso di citazioni acculturate anziché  dei tormentoni da Zelig.
Ho obbedito. In questo articolo non c’è neanche una parolaccia (vabbe’, ce n’è una. Ma non posso mica snaturarmi a tal punto solo per far contento Vendola) e il titolo è perfino di sapore shakesperiano.
Però avrei preferito ugualmente potergli dire “‘A vvendola, ma perché minchia ci parli tanto di ecologia, se poi fai gli inceneritori?” (la citazione da Zelig mo’ non mi viene, pazienza, eh).
Purtroppo non è stato possibile: invece con Berlinguer, guarda un po’, lo era.

Aggiungiamo noi, all’ottimo articolo di Valeria Rossi, per la cronaca una recente intervista di Vendola in cui parla degli inceneritori:

 

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One Response to Nichi Vendola in Liguria, delude e perde quel poco consenso che aveva

  1. roby says:

    Beh..Vendola non è Gesù Cristo, non è quello che da solo ti risolve i problemi, sicuramente per l’ottenimento di certi risultati, va sostenuto, Vendola è un grande leader e lo sta dimostrando, le idee ci sono e non sono pianificate al passato, ma se a qualcuno pensa che esistano progetti migliori di quelli di SEL, faccia pure le proprie scelte, ma senza insulti..per quello esiste il comico Grillo.

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