28.01.2011. Sciopero generale FIOM CGIL . Commento di Bruno Demartinis.

commento di Bruno Demartinis  Attac Genova

La resistenza operaia non si piega; così come non si fermano le lotte ecologiste, né smobilita il movimento studentesco. Nemmeno in una realtà un tantino provinciale e chiusa, come quella di Genova. Ma Genova resiste. Resiste, nel solco del luglio 2001, alla distruzione dei diritti, alle devastazioni culturali e ambientali – che, come nel caso della Gronda, hanno visto la complicità della Giunta Vincenzi; resiste allo spettacolo grottesco e indecoroso offerto dal governo di destra, dai suoi servi “sindacali” e dai suoi mandanti padronali.

Lo sciopero della Fiom e dei sindacati di base di venerdì 28 gennaio è stata la cifra e la concretizzazione di questa resistenza. Decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici in piazza (10.000 secondo i dati ufficiali). La contraddittoria convergenza tra a Fiom (del resto a Genova moderata e  opportunista a causa della sua dirigenza locale) e il sindacalismo conflittuale, la partecipazione studentesca ed ecologista, l’adesione di “Uniti contro la crisi” e dei Centri Sociali cittadini, nonché delle organizzazioni dell’estrema sinistra (da Rifondazione, ai Comunisti–Sinistra Popolare, la formazione di Marco Rizzo, da Sinistra Critica al Partito Comunista dei Lavoratori) hanno contribuito al successo della manifestazione, che è stata regionale, e dello sciopero.

Il corteo si è dato due concentramenti. La Fiom e la Cgil, che peraltro si è guardata bene dal proclamare lo sciopero generale, si sono concentrate alle 8 e 30 del mattino presso la Stazione Principe, mentre gli studenti, i sindacati di base, Attac Genova e i Comitati per l’acqua pubblica si sono dati appuntamento in piazza Caricamento.

Per la riuscita della manifestazione è stata essenziale la proclamazione dello sciopero generale e per tutte le categorie da parte della Confederazione Cobas e dell’Usi-Ait a livello nazionale e per l’intera giornata e l’indizione dello sciopero regionale da parte della Cub. La Usb si è invece limitata a un’astensione dal lavoro limitata ai suoi metalmeccanici. Tuttavia tutto il sindacalismo di base era in piazza.

I due cortei si sono riuniti in piazza della Nunziata e hanno proseguito sino in via Fiume, vicino alla Stazione Brignole, sotto il palazzo della Confindustria locale.

Gli incidenti avvenuti al termine della manifestazione, che d’altra parte non hanno, per fortuna, causato danni alle persone, sono stati tutto sommato di lieve entità. Ciò non diminuisce la loro negatività, sia per i rischi che hanno comportato, sia per il deficit di democrazia che è caratteristico di queste pratiche sostituzioniste, sia per gli effetti collaterali: infatti la stampa cittadina si è servita di questi episodi per oscurare la lotta sociale e si sono prodotte tensioni all’interno del sindacalismo conflittuale.

Genova, 29 gennaio 2011.

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