Savona Vado. Perché si deve morire in silenzio per non ostacolare gli interessi economici di un gruppo privato?

A tutte le associazioni, enti e comitati aderenti qalla Rete Nazionale Rifiuti Zero: 

Salve a tutti,

l’associazione “Uniti per la salute” sta organizzando questa importante iniziativa al Chiabrera.

Oramai sul fronte Tirreno Power stanno per decidere per l’ampliamento, incuranti della contrarietà della grande maggioranza della popolazione, di tutti i comuni interessati, dell’Ordine dei medici, della Curia, di praticamente tutto l’associazionismo e delle personalità della società civile.

 C’è bisogno di tutti voi: ogni associazione deve valutare se sostenere questa iniziativa al Chiabrera, dando un sostegno con adesione formale  (con logo) e un sostegno per la diffusione dell’iniziativa ai propri iscritti. 

(per chi vuole o riesce, eventualmente può anche dare un sostegno finanziario a Uniti per la salute). 

Le adesioni vanno inviate rispondendo a questa mail: unitiperlasalute@libero.it

vi aspettiamo…

stefano

TEATRO CHIABRERA DI SAVONA:

ANCORA CARBONE A SAVONA PER ALTRI 40 ANNI: SIAMO AL BIVIO?

Presentazione di recentissimi e allarmanti studi sull’argomento.

Interverranno diverse personalità del mondo scientifico italiano, tra cui:

-dott. GIOVANNI GHIRGA, Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’ambiente e la salute;

-SIMONA RICOTTI, Responsabile Comitato No Coke Civitavecchia;

-dott. MARCO STEVANIN, perito, ditta Terra srl;

-dott. UGO TRUCCO, Presidente dell’Ordine dei medici di Savona;

-altre personalità in attesa di conferma.
A cura del comitato “Uniti per la Salute Onlus”, in collaborazione con la libreria UBIK. 

“Uniti per la Salute” Onlus promuove un incontro pubblico con esperti, personalità del mondo scientifico e cittadini (albergatori, sindacalisti, contadini ecc.) provenienti da altre regioni italiane che vivono la realtà della presenza di grandi impianti di combustione.

Obiettivo: informare l’opinione pubblica e dare un serio contributo alla valutazione su quanto si sta decidendo proprio in questi giorni con l’ipotesi di ampliamento a carbone della centrale.

Si cercheranno di fornire risposte documentate ad alcune domande fondamentali:

Questo territorio può sostenere ancora i pesantissimi effetti della combustione a carbone per altri 40 anni?

Qual’è il pesante prezzo da pagare per i cittadini?

Quali pesanti  ricadute sulla salute?

Quali ricadute nei prossimi anni su turismo e agricoltura, e sui relativi posti di lavoro?

Come sono misurati i livelli di inquinamento?

Come siamo tutelati?

Ci sono alternative e più moderni modelli di sviluppo?

Sono domande fondamentali per il futuro di tutti noi e di quello dei nostri figli 

Per informazioni, adesioni e sostegno: unitiperlasalute@libero.it

“A Savona una Centrale a carbone, non allineata alle leggi italiane e europee e ai parametri dell’Organizzazione mondiale della Sanità, continua da 40 anni a emettere 30 tonnellate al giorno di velenose polveri sottili, senza un controllo pubblico sulle emissioni delle ciminiere, polveri che ricadono sulla popolazione sottostante di Savona (case, scuole, luoghi di lavoro, coltivazioni).

Secondo tutte le principali ricerche internazionali IL CARBONE UCCIDE. Le centrali a carbone uccidono: non esiste filtro che possa ridurre in modo significativo gli inquinanti prodotti dalla combustione del carbone.

Perché si deve morire in silenzio per non ostacolare gli interessi economici di un gruppo privato?

La ditta Tirreno Power riferisce (con comunicati stampa e con informazioni a pagamento, ma senza mai aver accettato un contraddittorio da anni con l’Ordine dei medici e con la popolazione) che la Centrale è a norma, che l’aria è respirabile, ma non sanno spiegarsi perché stranamente a Savona muoiono migliaia di persone in piu’ rispetto alla media regionale. Probabilmente ritengono che i savonesi siano più cagionevoli di salute.

Ma questo scempio non gli basta. Ora vogliono addirittura ampliare la Centrale, (fare nuovo business a danno della popolazione savonese), e a breve usarla anche come inceneritore (con effetti devastanti per la popolazione), e questo nonostante la contrarietà dell’85% della popolazione, di tutti i Comuni interessati (hanno tutti deliberato contro), di tutte le Associazioni, dell’Ordine dei medici, della Curia, delle principali personalità della società civile.

Ecco per voi i grandi business dell’energia (carbone, ma anche nucleare) e dei rifiuti (discariche e inceneritori): basta trovare un territorio e una popolazione come quella savonese sui quali scaricare i devastanti danni”.

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