Nucleare: “Siamo avviluppati da un’angoscia invisibile” lettera dal Giappone

Nucleare

Yoko Akimoto, ATTAC Japan

Di ora in ora, la situazione in Giappone si deteriora. I reattori nucleari della centrale di Fukushima sembrano fuori controllo. Per Yoko Akimoto, membro di Attac Giappone, ciò che temevano coloro che si sono battuti contro la costruzione delle centrali nucleari, quarant’anni or sono, si sta producendo; testimonianza.

Con il passare delle ore, la realtà si impone a noi. Nuove cifre, sempre più elevate, appaiono sullo schermo, e mi dico che questa dev’essere la stessa terribile esperienza vissuta dai nostri amici in Pakistan e ad Haiti, che soffrono ancora oggi del disastro naturale che li ha colpiti. Ieri, il governatore della provincia di Miyagi annunciava i morti stimati sarebbero superiori a 10 000. E oggi, il reattore no. 3 della centrale di Fukushima è esploso, mentre il nocciolo del reattore no. 2 è in fusione (alle 02:00 del mattino, del 15 marzo, ora locale). È evidente che i reattori nucleari di Fukushima sono fuori controllo.

Pubblicato venerdì 18 Marzo 2011
Quarant’anni fa, i nostri progenitori si sono battuti contro la costruzione delle centrali nucleari: avevano compreso il pericolo insito in questi impianti, in un paese soggetto ai terremoti. Sfortunatamente, ciò che temevano si è prodotto, diventando realtà !

All’epoca, il governo ha espropriato le cooperative di pescatori e le comunità locali per costruire le centrali nucleari. A distrutto le fonti di sostentamento di queste persone in favore delle centrali, affermando che l’energia nucleare non comportava alcun pericolo.

Oggi, il governo e la società elettrica di Tokyo, TEPCO, ripetono all’infinito che un sisma con un’intensità inabituale ha colpito il nord del Giappone. Eppure, Hiroaki Koide, professore ordinario in ricerche sul nucleare all’Università di Kyoto, ha dichiarato: “Poiché il Giappone è uno dei paesi ove i terremoti sono più frequenti, se il governo sostiene il nucleare, non dovrebbero mai esserci dei terremoti imprevisti”. Molti cittadini ordinari saranno in grado di capire chi è responsabile dell’incidente.

Ieri, la TEPCO ha cominciato ad effettuare dei tagli di corrente programmati a Tokyo e in altre municipalità. Continueranno fino alla fine di aprile, con la motivazione che l’incidente nucleare ha provocato una penuria di elettricità. Molti treni saranno messi fuori servizio; ieri, meno della metà delle linee funzionavano regolarmente. I negozi e i supermercati della zona metropolitana non hanno cibo a sufficienza per i consumatori. Il latte, l’acqua, il pesce, il pane e il riso, sono ormai rari. Certi scaffali sono vuoti. I problemi di distribuzione sono una delle spiegazioni. Alcune autostrade sono bloccate e i camion non possono giungere a destinazione.

Gli abitanti di Tokyo si sono abituati ad un certo comfort. Possiamo facilmente trovare qualsiasi cosa, come generi alimentari, senza neppure renderci conto delle centinaia di chilometri percorsi. Non ci preoccupiamo di chi li ha prodotti e come. Il sisma e la fusione del nocciolo del reattore ci ricordano quanto la distribuzione sia aleatoria, e che ci sono altri modi di vivere.

Come la sovrapproduzione, il consumo sfrenato e lo spreco producono delle faglie nel pianeta, accompagnate da emissioni di gas a effetto serra e distruzione della Terra Madre. La nostra missione oggi potrebbe essere quella di ridefinire uno stile di vita rispettoso dell’ambiente.

Quattro giorni sono trascorsi dalla tragedia. Le informazioni allarmanti i susseguono. Non abbiamo ancora notizie certe dei nostri cari nelle zone sinistrate. La contaminazione da radiazioni si estende. Pare che abbia già raggiunto Tokyo. Siamo avviluppati da un’angoscia invisibile.

Con solidarietà, speranza e amore.

16 marzo 2011

YOKO AKIMOTO, ATTAC Giappone

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