Genova, Parco dell’Acquasola: una sconfitta della “politica”.

di Giuseppe Oliva,  Attac Genova, Comitato Acquasola

Una cosa è indiscutibile: l’intervento della magistratura per salvare il Parco storico dell’Acquasola dalla costruzione di un parcheggio su tre piani e di 450 posti auto è una sconfitta della politica che non ha saputo e voluto partecipare alla battaglia insieme ai comitati e agli ambientalisti: persone, cittadini, che hanno onestamente e ostinatamente lottato per vedere rispettati quelli che giustamente ritenevano e ritengono essere diritti intoccabili.

Il giudice, infatti, si sofferma …«un monumento vivente», che non è stato salvaguardato per la «negligenza manifestata dai soggetti preposti al controllo e alla tutela del bene …….. interventi che perseguendo finalità che nulla hanno a che vedere con la finalità del bene stesso, ne compromettono gravemente l´integrità attuale, la conservazione futura e la possibilità di fruizione».

Certo, è bello sapere che quasi certamente non sarà più costruito il parcheggio e che, come ha dichiarato la sindaco Marta Vincenzi, nel nuovo piano urbanistico comunale (p.u.c.) i parcheggi nei parchi a Genova non saranno più concessi, ma ci sono voluti anni e anni, ricorsi al TAR e una lotta inflessibile di un gruppo di persone con un unico obiettivo: salvare quel parco nel centro della città tanto caro ai Genovesi.

Meno bello è stato assistere in questi ultimi giorni al reciproco scarico di responsabilità tra la giunta e il consiglio comunale, il continuo passarsi il cerino acceso con la paura di dover pagare personalmente il danno prospettato dalla Sistema Parcheggi S.r.l. per il ritiro definitivo della concessione e l’intervento con possibile richiesta di risarcimento per il danno erariale dalla Corte dei Conti della Liguria … un vicolo cieco in cui i politici senza volere e lontani dal comprenderlo, si erano impantanati.

Tutto era iniziato 25 anni fa: il progetto era stato approvato con la giunta del sindaco Campart, scelta fatta con poca sensibilità e lungimiranza politica verso il futuro e l’ambiente con le sensibilità diverse dell’epoca.

In seguito, nelle amministrazioni del sindaco Pericu, nel momento storico dove con tangentopoli si dimostrò un certo intreccio tra politica e affari, si evidenziò il legame della scelta del parcheggio a una tangente ricevuta da un assessore (con condanna definitiva) di cui è completamente estranea l’attuale  Sistema Parcheggi S.r.l.  (Il pm ipotizza, per questa concussione, un vizio d’origine della concessione stessa.)

Il progetto viene ripreso durante l’attuale giunta Vincenzi e, come già detto, vane sono state le richieste di revoca definitiva della concessione da parte delle Associazioni ambientaliste e dei Comitati di cittadini.

Forse, con il parco sotto sequestro della magistratura la “politica” proverà a chiudere la questione in un modo differente, a riprendere le redini delle scelte, ma resta l’amarezza dei  Genovesi verso una classe di amministratori che non  meritano e  che non ha fatto nessun gesto di coraggio e  di responsabilità a differenza dei cittadini  che hanno portato avanti la lotta con grande dispendio di energie e di finanze.

Attac Genova  esprime ringraziamento e si complimenta con tutte le Associazioni ed i Comitati e tutti coloro che hanno reso felice la città di Genova di poter riconquistare il suo parco.

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