La Marcegaglia convoca gli Stati Generali della Confindustria. Mai solitudine fu più affollata!

Marcegaglia convocando gli Stati Generali del padronato italiano, esclama, affranta ma decisa: “Mai come adesso gli imprenditori si sentono soli”!

Mai solitudine fu più affollata!

Berlusconi ha sempre detto (e forse si tratta dell’unico caso in cui non si è smentito) che il programma di Confindustria è anche il programma del suo governo. CISL, UIL e UGL concordano, “a prescindere”, con le imprese e sostengono qualsiasi legge ne rafforzi il comando sul Lavoro.

Il parlamento ha approvato lo scorso anno il cd. “Collegato lavoro”, riportando indietro l’orologio ai ruggenti anni ’50 e ha in cantiere il “superamento” dello Statuto dei Lavoratori.

La segreteria nazionale della CGIL ha appena sfornato un documento sul “nuovo modello contrattuale” che raccoglie esigenze molto sentite dai solitari imprenditori.

L’ “opposizione” parlamentare considera da molto tempo gli imprenditori come l’interlocutore prioritario e non fa distinzioni tra un dr. Jekyll – Confindustria e un mr. Hyde – Marchionne (come la CGIL): per il PD sono tutti buoni! I mezzi di manipolazione di massa stanno con (e sono de) le Sante Imprese.

Dopo alcune altre frasi prive di qualsiasi contenuto (vedi parte del suo “messaggio” sotto), Marcegaglia sembra arrivare al dunque: “A rendere eccezionale il momento sono due ordini di fattori: quelli nazionali, per cui «il Paese stenta sempre di più a crescere», e quelli internazionali, con «gli sconvolgimenti che mutano le fondamenta di Paesi a noi vicini nel Nord Africa e nel Medio Oriente».

«L’Europa si divide sul rigore tra pochi Paesi forti e molti a rischio, la lotta per la competitività sui mercati mondiali diventa sempre più aspra, con prezzi delle materie prime sempre più instabili». Di qui l’esigenza di una mobilitazione «eccezionale», perché «dall’impresa può e deve venire un esempio per tutti».

I padroni, col loro “sciopero di lunga durata” degli investimenti in produzione e ricerca, sono vittime nel Paese che non cresce?

Il rigore europeo (interminabili tagli alla spesa sociale) non c’entra nulla col neoliberismo, cioè con l’ideologia economica dei padroni?

L’aspra lotta per la competitività non è il sale stesso del Mercato?

L’instabilità dei prezzi delle materie prime non ha nessuna relazione con la speculazione finanziaria? E chi sostiene che essa non deve essere combattuta, perché è “inevitabile” e, in fondo, benigna per l’economia?

Non dubito che il 7 maggio la “mobilitazione” degli imprenditori darà puntuali risposte a questi ed altri interrogativi, aprendo nuovi orizzonti alla crescita economica. Anzi, già circolano indiscrezioni su una “riforma a costo zero” che verrà avanzata dai “capitani coraggiosi”: l’obbligo per i sudditi di ogni etnia di rivolgersi agli imprenditori con un riconoscente “SI’ PADRONE!”. Da ciò deriverebbe una crescita della loro autostima, predisponendoli al “rischio d’impresa”.

Sergio Casanova, Attac Genova

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