Stazione marittima Genova-Licenziato delegato sindacale COBAS

 Il volantino distribuito:

Storia di altri tempi ….. ma anche di oggi.

Il protagonista lavora in Stazioni Marittime spa da oltre 10 anni senza aver mai ricevuto alcun richiamo disciplinare.
Non gli piace l’aria autoritaria e omertosa che si respira in Azienda e diventa delegato sindacale dei Cobas.
Comincia a documentarsi su varie questioni di lavoro e di sicurezza e, tra l’altro, verifica che la sua retribuzione non corrisponde a quanto stabilito dal contratto e che il suo inquadramento non corrisponde alle sue mansioni.
Ingenuamente, credendo di essere cittadino italiano, di una Repubblica fondata sul lavoro, decide di rivolgersi al Giudice del Lavoro di Genova per vedere riconosciuti i propri diritti.
Ahi! Mal gliene incolse!
Nella società Stazioni Marittime spa vige la monarchia assoluta e l’unico diritto che viene riconosciuto ai lavoratori è quello di “obbedir tacendo e tacendo morir”.
Il nome del renitente viene scritto sul libro nero e, tanto per cominciare, il malcapitato viene spostato dal lavoro che aveva svolto per dieci anni e assegnato a mansioni inferiori.
Ma questo castigo non basta e viene così architettata un’operazione di intelligence degna dell’ispettore Clouseau: l’ignaro “ribelle” viene spiato da un preposto dell’azienda alle 2 di mattina, durante il turno di notte, e, sorpreso nel bagno dello spogliatoio aziendale, viene licenziato “per abbandono del posto di lavoro”.
Così con virile coraggio e sprezzo del ridicolo il Direttore di Stazioni Marittime spa ripristina l’ordine nel suo regno.
Peccato che nella fretta di liberarsi dell’incomodo delegato sindacale, il citato Direttore abbia “trascurato” alcune leggiucole che evidentemente non conosce e non ama che si chiamano Costituzione, Statuto dei Lavoratori, Contratto Nazionale e via elencando.

Siamo sicuri che la storia avrà un lieto fine perché, se Stazioni Marittime non rinsavirà e tornerà sulla sua decisione, il Tribunale del Lavoro non potrà che ritenere illegittimo un licenziamento così palesemente infondato e discriminatorio.

Tuttavia, al di là della vicenda personale del nostro delegato, rimangono alcuni interrogativi aperti:
 come è possibile che in una società che ha in concessione una vasta area del porto di Genova e che è partecipata dall’Autorità Portuale e il cui Presidente è uno stretto collaboratore del Presidente della stessa Autorità la gestione del personale sia condotta con metodi da repubblica delle banane?
 quale tutela possono aspettarsi i lavoratori di Stazioni Marittime spa per i loro diritti in un simile contesto?

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