Nucleare. Uno sguardo sul Decreto Onnibus in discussione alla Camera.

Da ieri il Decreto Onnibus è alla Camera. Il testo della legge reca disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia d’incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, e per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo.

Vediamo come si è giunti alle battute finali per quanto concerne il nucleare.

Il governo, contemporaneamente alla bozza di riforme di politica energetica a Novembre incentrava gran parte della sua politica energetica sulla ripresa di produzione di energia dal nucleare, anche se quasi nessuna regione dava la disponibilità a ospitare le centrali.

Nel frattempo si costruivano attestazioni sull’efficienza energetica e non si rifinanziava il 55% per l’efficienza energetica degli edifici (ripresa solo all’ultimo momento nella legge di stabilità) e si presentava un decreto che ha modificato, ridotto e reso incerti  gli incentivi per il fotovoltaico.

Poi Fukushima, inizialmente il governo ha detto che nulla sarebbe cambiato, poi la moratoria di un anno per far realizzare ai cittadini che non vi era più la necessità del referendum.

La moratoria (art 5) nel Decreto Onnibus si basa su:

Il comma 1al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell’agenzia per la sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore delle decisioni che saranno assunte a livello europeo non si procede alla definizione attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti che producono energia elettrica nucleare” una evidente posizione di attesa che non chiude la partita del nucleare ed è strumentale, soprattutto se la mettiamo in relazione con il comma 8.

Il comma 8  Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei ministri, sentiti i dicasteri competenti e le Regioni e acquisito il parere del Parlamento, adotta la strategia energetica nazionale.. questo comma lascia aperta qualunque  scelta, anche il nucleare, e non obbliga il parlamento alla discussione e approvazione di una nuova legge …

E’ pensabile che entro un anno si possiedano quelle competenze previste dal comma uno sul nucleare?

ASSOLUTAMENTE NO!

E allora si pone una questione:

La normativa di questo decreto non può avere come finalità solo quella di evitare il referendum, infatti, la lettura “letterale” delle disposizioni approvate dal Senato, e in questi giorni in discussione alla Camera, non è tale da poter evitare il referendum che ha la finalità di dire no al nucleare mentre in questo decreto il nucleare resta una possibilità della politica energetica nazionale.

Se si vuole tenere aperta la possibilità del nucleare, bisogna aspettare il giudizio del popolo, quello che questo governo richiama sempre come sovrano e fonte della sua forza e che ora non  vuole far pronunciare.

E per essere più chiari basta tagliare il comma 1 perché oggi sappiamo che il nucleare non è assolutamente  sicuro e bisogna trasformare il comma 8 affermando che, nel programmare la strategia energetica nazionale, si deve comunque escludere il nucleare, oppure non si potrà evitare il referendum.

Noi non crediamo che i due comma, (il comma uno e il comma otto) saranno modificati  dalla maggioranza nell’approvare il Decreto Onnibus e quindi siamo certi che il referendum sul nucleare si svolgerà.

Giuseppe Oliva – Attac Genova.

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