La scelta del FMI: la peste del Nord o il colera del Sud.

Attac  ha proposto la candidatura di Aurélie alla direzione del FMI. Solo un amministratore o un governatore del FMI poteva presentare  ufficialmente questa candidatura al Consiglio di amministrazione di questa istituzione.

Senza sorpresa, Christine Lagarde, governatore del FMI per la Francia, ha negato di farlo. Ma l’eco nell’opinione pubblica e le quasi ventimila firme di sostegno raccolte in alcuni giorni hanno mostrato che molti cittadini rigettano i politici neoliberali proposti da trent’anni dal FMI, al Sud come al Nord.

Si sarebbero fatte richieste e proposte concrete , in primo luogo l’arresto dei piani di austerità, l’annullamento parziale dei debiti pubblici, la regolazione drastica ed il collocamento a contributo della finanza, la democratizzazione del FMI e di tutte le istanze di decisione  internazionale.

Ma non c’è nessuna speranza affinché i due candidati in lizza alla direzione del FMI coopteranno questi politici.

Christine Lagarde fa parte di un governo che ha moltiplicato le regressioni sociali. È alla testa di un ministero dell’economia che non ha portato mai una proposta seria per mettere al passo la finanza. Si oppone fermamente ad ogni ristrutturazione del debito greco. E il sospetto che pesa su lei nell’affare Bernard Tapie ci ricorda la sua prossimità con gli ambienti finanziari.

In quanto al candidato messicano, Agustin Carstens, viene certamente da un paese del Sud, ma ha fatto la sua tesi all’università di Chicago, da dove provengono gli economisti neoliberali più duri che ci siano, in primo luogo Milton Friedman. Fa parte di questi “chicago boy”, formati in questa scuola di pensiero e tornati in America latina per applicare i rimedi raccomandati: liberalizzazione dei mercati, privatizzazioni massicce ed austerità sociale. È completamente in linea coi politici neoliberali del FMI, poiché ne è stato il Direttore generale aggiunto dal 2003 al 2006.

Bloccata dai piani di austerità e da un debito pubblico sul quale specula la finanza, la Grecia non smette di affondare nella crisi, senza che l’unione europea ed il FMI non rimettano in discussione il loro trattamento shock.

Non potendo prendere la direzione del FMI, Attac inseguirà la mobilitazione cittadina per rifiutare che i salariati, pensionati e disoccupati paghino una crisi provocata dalla finanza.

Mentre un attacco di piani di austerità si abbatte sull’Europa, gli “indignati” si moltiplicano, esigono una “vera democrazia, subito!” contro le ingiunzioni dell’unione europea e del FMI.

Il 19 giugno,gli “Indignados” spagnoli rivolgono l’appello a manifestare.

Finalmente si prepara una mobilitazione internazionale contro il G20 di Cannes ad inizio novembre, nuovo attacco di un mondo diretto dalla finanza.

Attac Francia,

Parigi, il 16 giugno 2011,

da: http://www.france.attac.org/articles/le-choix-du-fmi-la-peste-du-nord-ou-le-cholera-du-sud

trad. Giuseppe Oliva – Attac Genova –

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