Tutti in piazza per la Val di Susa. NO TAV!

Da questa mattina 2500 tra poliziotti e carabinieri stanno attaccando i presidi No Tav. Volano lacrimogeni e manganellate, pale meccaniche per distruggere tutto quello che incontrano, contro la popolazione in lotta da anni, e da giorni tutta radunata ai presidi, pronta a resistere con ogni mezzo alla follia del Governo.

La Tav non serve. La Tav non è ecologica. La gente della Valle non la vuole. Ma le “grandi opere” non si fanno perché servono alla popolazione, sono ecologiche, o democraticamente scelte. Si fanno perchè bisogna far girare la macchina dei profitti dei costruttori, delle cricche varie, delle mafie. Profitti fatti con i soldi pubblici.

Allora non serve la ragionevolezza dei numeri dei No Tav che dimostrano l’antieconomicità della nuova linea alta velocità, l’inutilità, il forte impatto ambientale; numeri mai presi in considerazione in nessun “tavolo tecnico”. Non conta che da anni la gente della Val di Susa e tanti in Italia non vogliono questo scempio. Sono retrogradi e contro il progresso dicono i mass media, ma non si sono mai confrontati con le ragioni dei No Tav. Parlano di ordine pubblico, i mass media, perchè non esistono argomentazioni sul merito della vicenda in grado di giustificare l’ingiustificabile.

Quello che conta è solo la logica del profitto che c’è dietro ogni “grande opera”. La stessa logica che abbiamo sconfitto con i referendum su acqua e nucleare. Una logica pervasiva che è sempre più imposta con la violenza perchè la gente ha capito e sta capendo che nella logica del profitto le banche non possono fallire, gli affari sulle grandi opere non si possono toccare, ma noi possiamo andare in bancarotta, l’ambiente può essere devastato, i soldi pubblici sperperati, chi si ribella picchiato.

Quello che è in gioco non è un semplice cantiere, ma il meccanismo perverso della costruzione delle “grandi opere”, che va in scena da anni in tutta Italia (dai mondiali di nuoto, al ponte sullo stretto…) svelato in Val di Susa grazie all’esperienza di resistenza e democratica partecipativa messo in moto dal movimento No Tav.

Ancora una volta è in gioco la democrazia di questo paese, ancora una volta lo Stato usa la violenza per salvaguardare gli interessi di pochi contro la ragione dei molti.

Non possiamo restare in silenzio ed invitiamo tutti e tutte alla mobilitazione sui propri territori per dimostrare solidarietà a chi sta resistendo in Val di Susa e per far capire a chi ci governa che il movimento No Tav siamo tutti noi.

Attac Italia

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