Manovra del Governo e accordo interconfederale. Lavoro, pensioni e sanità: la manovra finanziaria ai raggi x

PREMESSA.

I salari cui mi riferisco nel titolo sono quelli “globali”: la somma di salario diretto (quello in busta paga), salario differito (pensioni), salario sociale (inteso come l’insieme dei servizi pubblici di cui si può godere in modo apparentemente gratuito, come corrispettivo dei tributi pagati)

. Con la “globalizzazione” capitalistica l’unica “globalità” passata di moda è questa. La ragione è semplice: permette di misurare in modo insopportabilmente chiaro e complessivo l’aumento dello sfruttamento (ottenuto, da decenni, in misura crescente anche attraverso le manovre di bilancio) . Molto meglio presentare in modo disgiunto e difficilmente ricomponibile i tagli ai salari diretti, quelli alle pensioni, quelli alla sanità-istruzione-trasporti e a tutti i beni comuni. E trattare come se fossero un capitolo a parte i continui attacchi ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Essi sono, invece, una delle premesse “necessarie” per peggiorare i rapporti di forza tra classi subalterne e Capitale. Attacchi contenuti nelle “nuove” legislazioni sociali che hanno reso precari il diritto al lavoro, quello alla pensione e quelli alle tutele sociali e supportati dalle politiche di privatizzazione della produzione, esternalizzazione dei servizi e delocalizzazione del Lavoro.

ACCORDO/INCUDINE E MANOVRA/MARTELLO

SU SALARI E  DIRITTI

Si è verificata la concomitanza temporale di due eventi sciagurati per i lavoratori dipendenti: l’accordo tra CGIL-CISL-UIL e Confindustria sui contratti collettivi di lavoro (28 giugno) e l’ennesima manovra finanziaria del governo a danno dei salari globali e dei diritti (30 giugno).

L’Accordo intacca pesantemente i diritti di lavoratori/trici e, quindi, spiana la via a ulteriori attacchi al salario reale, non solo in busta paga, ma “a tutto campo”, dalle pensioni al welfare.

La Manovra continua a fare a brandelli i servizi pubblici, tagliandone ancora i fondi e taglieggiando i malati (in nome della civilissima Europa) ed a prendere particolarmente di mira i lavoratori pubblici.

Il tutto in presenza di un crescente aumento (ormai ventennale) della pressione fiscale sui salari, che le, pur vaghe, ipotesi tremontiane di “riforma fiscale” si guardano bene dal correggere.

DOCUMENTAZIONE:

Testo dell’Accordo interconfederale fra Confindustria e CGIL, CISL e UIL:

http://www.cgil.it/Archivio/PRIMOPIANO/materiali/20110628%20Accordo%20interconfederale%20Confindustria%20CGIL%20CISL%20UIL.pdf



Testo della bozza del Decreto legge “per la stabilizzazione finanziaria”:

http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2011/06/bozza_30_giugno_2011.pdf


Testo della bozza della Legge delega “per la riforma fiscale e assistenziale”:

http://www.mef.gov.it/

L’ESSENZA DELL’ACCORDO

L’accordo tra sindacati confederali e Confindustria rinnega le lotte dei lavoratori che hanno caratterizzato l’ultimo anno. La CGIL va a Canossa, riconoscendo nei fatti le “ragioni” di CISL e UIL e la fondatezza delle pretese di Marchionne (importa poco che il super-padrone voglia ancora di più…perché mai dovrebbe accontentarsi?). I lavoratori sono espropriati del diritto a lottare, a scioperare, persino ad esprimersi, contro qualsiasi scelta fatta, al loro posto, dalla maggioranza dei loro “rappresentanti”. Ma la rappresentanza è inquinata all’origine, dato che i firmatari di questo ignobile accordo la misurano a partire dal broglio legalizzato che assegna loro il 33% dei voti, prima delle votazioni!

Saranno possibili deroghe ai contratti nazionali, la centralità sarà spostata su quelli aziendali. I salari saranno sempre più vincolati a parametri decisi unilateralmente dalle aziende.

Se la produttività non cresce dipende dai mancati investimenti dei padroni, ma ne faranno le spese i lavoratori!

Questo accordo supera quello separato del 2009 e acquisisce anticipatamente lo Statuto dei lavori di Sacconi.

Si tratta di una scelta precisa, non di un errore!

La CGIL ha subito le lotte dei lavoratori contro il modello Marchionne. Non ha neppure nascosto la sua ostilità verso la FIOM. Bisognava impedire che ci fossero “compagni che sbagliano” persino dentro la Confederazione. E, soprattutto, bisognava togliere ai lavoratori la possibilità di esprimersi liberamente e, quindi, di lottare anche senza il consenso del lungimirante sindacato. Lo si è fatto!

Abbattendo ulteriormente i diritti, quest’accordo produrrà salari reali ancora più bassi. Non sono bastate le fallimentari politiche sindacali degli ultimi 20 anni, che hanno portato i salari italiani al 26° posto tra i 30 paesi  più “sviluppati”!

Sarà sempre più difficile per i lavoratori (così ingabbiati) anche solo provare a reagire allo sfruttamento dei padroni e alle stangate dei governi. Come se non bastassero le enormi difficoltà determinate dalla crisi economica e dal dominio incontrastato delle politiche neoliberiste della UE.

Tenuto anche conto della sostanziale condivisione di quelle politiche dimostrata dai sindacati confederali italiani: gli unici sindacati europei a non aver partecipato alle manifestazioni e alle proteste contro le politiche di “austerità!

Con un’incudine come quella costituita da quest’accordo, le martellate delle manovre governative faranno sicuramente ancora più male!

COMMENTI ALL’ACCORDO:

Il Sole24Ore.

http://www.coordinamentorsu.it/doc/altri2011/2011_0630_picchio.htm

S. Cannavò – Contratti senza conflitto

http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/contratti-senza-conflitto

S. Lutrario – Marchionne nuovo segretario generale della CGIL?

http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article3712

P. Ancona – Note su un accordo.

http://www.coordinamentorsu.it/doc/altri2011/2011_0629_ancona.htm

G. Cremaschi – PorcellumCGIL

http://www.coordinamentorsu.it/doc/altri2011/2011_0630_cremaschi.pdf

M.Landini – La CGIL ha ceduto

http://www.coordinamentorsu.it/doc/altri2011/2011_0629_landini.htm

Documento USB – Come volevasi dimostrare.

http://www.coordinamentorsu.it/doc/altri2011/2011_0629_usb.htm

Comunicato Confederazione Cobas.

http://www.coordinamentorsu.it/doc/altri2011/2011_0629_cobas.htm

LA MANOVRA

A) I NUMERI COMPLESSIVI  E GLI EFFETTI DELLA MANOVRA DEL 2010-12

La manovra finanziaria peserà per 47 miliardi di euro, così suddivisi: 1,5 miliardi per l’anno in corso, 5,5 per il prossimo, 20 miliardi rispettivamente per 2013 e 2014.

L'”opposizione” ha protestato particolarmente per il fatto che quasi l’intero peso della manovra sarà messo in conto (politicamente) al governo in carica dopo le elezioni del 2013. Sicuramente ci sono calcoli di questo tipo, ma sarebbe bene che Lorsignori non dimenticassero che sul 2011 e 2012 gravano già gli effetti della manovra dello scorso anno. Si tratta, per il 2011, di 13,853 mdl. e, per il 2012, di 26,782 mld.! In particolare, si tratta di tagli alle Regioni e alle Province (quindi ai servizi) per 4,3 e 5 mld., ai pensionati “mancati” (a causa delle finestre “a scorrimento”) per 0,36 e 2,6 mld., per la riduzione del personale della sanità 0,25 e 0,63 mld., alla spesa farmaceutica per 0,6 mld. in entrambi gli anni, ai salari dei lavoratori pubblici per 1,8 mld. in entrambi gli anni, ecc.

Addirittura, i 20 mld. di tagli previsti per il 2013 dall’attuale manovra costituirebbero un miglioramento rispetto a quanto previsto dalla manovra dello scorso anno (26,782 mld.). Ma questa considerazione non induce certo all’ottimismo.

In ogni caso, l'”opposizione” non sarà vincolata a nulla. Se dovesse vincere le elezioni, basterà che approvi una manovra con un impianto ideologico ed economico-sociale diverso, possibilmente opposto! Purtroppo, non pare proprio che sia nelle sue intenzioni.

B) I NUOVI TAGLI A:

ENTI LOCALI:  il governo taglierà i trasferimenti a Regioni ed Enti locali per 9,7 miliardi  (3,2 miliardi nel 2013 e 6,5 miliardi nel 2014). Sono esclusi gli enti “virtuosi”. GRANDE INNOVAZIONE: I TAGLI AI SERVIZI PUBBLICI!

SANITA’:  Dal 2012 si pagherà un balzello da 10 euro sulle visite specialistiche e la diagnostica e da 25 sui codici bianchi del pronto soccorso. Dal 2014 torneranno anche i ticket sui farmaci.

PUBBLICO IMPIEGO: proroga di un anno del blocco delle assunzioni e del congelamento degli aumenti contrattuali (fino al 2014)

PENSIONI: aumento “dolce” dell’età pensionabile a 65 anni per le lavoratrici del settore privato dal 2020 al 2032. In materia pensionistica, non bisogna, però, dimenticare l’ulteriore pesante “riforma” strisciante, per molti versi passata sotto silenzio.(1)


SCUOLA: riduzione degli insegnanti di sostegno, accorpamento delle segreterie scolastiche e nomina di presidi temporanei.(2)

 

C) LE VERGOGNE MAGGIORI

Tassare i malati cronici (i fruitori principali delle visite specialistiche e della diagnostica) per finanziare i giovani (… se imprenditori!). Gli imprenditori con meno di 35 anni di età pagheranno un forfait fiscale del 5% (SIC!).

Il ritorno dei ticket, a fronte della scelta di non tassare i SUV ( l’incarnazione dell’auto leghista). Purtroppo sui SUV si è ripetuta la sceneggiata del governo Prodi (2007).

La moltiplicazione senza fine dei tagli ai servizi, mentre la crisi morde sempre più proprio i più deboli socialmente.

Il disprezzo per i disabili, già emerso violentemente nella manovra dello scorso anno: qualsiasi insegnante viene dichiarato “competente” a svolgere attività di sostegno.

Le stucchevoli menzogne della Gelmini che sostiene che sono confermate le 65.000 assunzioni di precari della scuola previste dal cd. Decreto “per lo sviluppo”, del 5 maggio scorso. Peccato che l’art. 9 comma 24 di quel decreto si guardi bene dal garantire l’assunzione di qualsivoglia numero di precari!(3)


Il blocco della riscossione coattiva delle multe per quote latte. I produttori disonesti saranno premiati e i contribuenti pagheranno, al loro posto, 4-500 mln. l’anno.

L’omertosa approvazione dello stanziamento di 700 mln.  per il finanziamento delle missioni di guerra, per il periodo 1° luglio – 31 dicembre.

L’accanimento contro i lavoratori pubblici.

La riduzione del 10% della pensione di reversibilità per i matrimoni celebrati tra un coniuge ultra 70enne e una donna più giovane di lui di oltre 20 anni. (…è vero, non è uno scherzo!).

L’istituzione di una Commissione che studi  le modalità della riduzione dei “costi della politica”…..riduzioni previste dalla prossima legislatura! CASPITA CHE DUREZZA!


D) ANALISI DELLA “RIFORMA FISCALE”

E’ utile premettere che la riforma di cui si è parlato tanto viene ipotizzata per il terzo anno successivo alla data di approvazione della legge delega presentata. Insomma, a tambur battente!

La” bozza di delega per la riforma fiscale ed assistenziale” si apre col richiamo dei principi generali cui si ispira. Colpisce (…si fa per dire, in quanto è ben coerente con la legislazione bipartisan in materia fiscale degli ultimi 20 anni) l’assenza di ogni riferimento al principio di progressività del sistema tributario. Eppure è il principio cardine indicato dalla Costituzione. L’art. 53, infatti, stabilisce che: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”.

E’ sicuramente, e non da oggi, uno degli articoli più inattuati della Costituzione e, certo, non per caso. I “tutti” si sono ridotti, per legge (riforma fiscale 1973-74) e mancanza di controlli, ai lavoratori dipendenti. La “capacità contributiva” si è ridotta ai loro redditi, mentre anche i patrimoni più colossali sono considerati privi di questo requisito: contribuire alle spese pubbliche.

Immediata applicazione del criterio di “non progressività”  sono i riferimenti alla futura riforma dell’IRE. Si riducono a tre le aliquote ( 20%, 30%, 40%) che sostituiranno le attuali cinque (23%, 27%, 38%, 41%, 43%).  E’ evidente che il risultato sarà una riduzione della progressività (come già avvenuto in occasione di due revisioni bipartisan dell’IRPEF).

Parrebbe positiva la riduzione dell’aliquota minima, dal 23 al 20%, se non si dovesse tener conto di due considerazioni:

fino al 2002 l’aliquota minima era al 18%.

L’aumento fu deciso da Berlusconi e, poi, fatto proprio da Prodi. Ma è bene ricordare anche che fino al 1997 si pagava il 10% sui redditi fino a 7,2 mln. di lire e il 22% sui redditi tra i 7,2 e i 14,4 mln., mediamente, quindi, l’aliquota sui primi 14,4 milioni era del 16%. Dal 1998 ( riforma Visco), invece, l’aliquota minima aumentò al 18% (più le addizionali regionali e comunali). L’aliquota minima, quindi, è passata dal 16, al 18, al 23%. L’eventuale, futura, riduzione al 20% recupererebbe solo in piccola parte il maltolto.

“C’è un grande assente nel dibattito sulle tasse: il drenaggio fiscale. Che dal ’90 ha colpito i redditi più bassi: chi guadagna solo 15mila euro oggi paga il 28% in più in termini reali, mentre chi sta sopra 1 milione di euro paga quasi il 10% in meno” (4)


Sull’IVA si trovano solo enunciati tra l’ovvio e l’inutile, anche se si evoca lo spettro di una “revisione graduale delle attuali aliquote”. Un suo aumento produrrebbe un effetto regressivo sui redditi. I redditi bassi e medio-bassi vengono spesi totalmente in beni di consumo, mentre al crescere del reddito cresce (oltre che il livello dei consumi) la parte “risparmiata” e, quindi, sottratta all’imposta. Il “risparmio”, poi, potrà essere investito in titoli (la cui rendita paga il 12,5%!). Altro effetto dell’aumento dell’IVA sarebbe l’automatico aumento dei prezzi, che non potrebbe  essere recuperato dato che, grazie ai sindacati confederali, manca un meccanismo automatico di adeguamento dei salari. L’aumento delle imposte sui consumi è stato più volte evocato da Tremonti nell’ultimo periodo. “Passare dalla tassazione delle persone a quella delle cose” ha potuto proclamare più volte, senza rischiare nessun linciaggio. “Tassare le cose” per il grande filibustiere non vuol certo dire tassare i patrimoni, ma le merci che si acquistano. Quindi, il progetto è quello di continuare ad aumentare il gettito derivante dalle imposte indirette, col conseguente effetto regressivo sul sistema tributario (5)


Molto chiara la posizione sull’IRAP: si parla di sua “graduale eliminazione”. Si tratterebbe di un regalo alle imprese di 40 mld. l’anno!!! Che andrebbero ad aggiungersi ai 6,5 mld. annui regalati dal 1998. (6)


C’è anche un’ipotesi di aumento della tassazione delle rendite finanziarie sottoponendole ad  un’aliquota “non superiore al 20%”. Immediatamente, però, ci si affanna ad elencare le esenzioni. Resterebbe veramente poco!

Certo questo governo non è stato inerte in materia fiscale. Ricordo che ha introdotto la cd “cedolare secca” sulle rendite immobiliari (i canoni di affitto percepiti dai proprietari). Il centrosinistra, verde d’invidia visto che voleva applicarla nel 2007, non ha ovviamente denunciato questa nuova forma di iniquità! I proprietari di immobili risparmieranno imposte in ogni caso, ma i risparmi saranno maggiori se hanno redditi più alti. Giusto, no!? (7)


NOTE

Dal 2012  l’età pensionabile delle lavoratrici pubbliche sarà aumentata a 65 anni che, però, con le “finestre a scorrimento” introdotte dalla manovra finanziaria 2010, diventeranno 66 o 66 e mezzo. In attesa che nel 2013 (e in seguito ogni tre anni) si riduca il livello delle pensioni future, in vista dell’aumento della “speranza di vita”. E, dal 2015 (l’attuale manovra anticipa la data al 2014), entrerà in vigore un meccanismo che, ogni 5 anni, aumenterà automaticamente l’età pensionabile, sempre in relazione alla “speranza di vita”. Il tutto nonostante che il bilancio reale dell’INPS (depurato dalle spese assistenziali e dall’IRPEF pagata dai pensionati) sia stabilmente attivo dal 1998. Ad esempio, tra il 1998 e il 2007 ha contribuito al bilancio dello Stato per 78,21 mld.

Anche in questo caso non si devono dimenticare i recenti tagli draconiani alla scuola pubblica (pari a 8 mld., tolti ad una spesa che era già inferiore dell’1% del PIL rispetto alla media OCSE), naturalmente associati agli aumenti dei finanziamenti alle scuole private, e la decimazione dei lavoratori della scuola (- 130.000 circa). Il tutto con palese peggioramento della qualità (oltre che della quantità) del servizio.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_sviluppo/schema_decreto.pdf

“Fiscal drag: chi l’ha visto?” di

Leopoldo Nascia, Sbilanciamoci.info,13/09/2010 . “Nella proliferazione di proposte l’elemento che desta maggiore meraviglia è la scomparsa, sia dal dibattito più accademico sia dalla scena dei grandi mezzi di comunicazione di un termine assai diffuso negli anni 70 e 80: il drenaggio fiscale o fiscal drag. Il drenaggio fiscale è effetto dell’inflazione, che automaticamente comporta un aumento della pressione fiscale per la progressività delle aliquote: il reddito nominale viene spinto in scaglioni con aliquote maggiori pur mantenendo costante il suo valore reale. L’effetto del solo drenaggio fiscale, con riferimento agli scaglioni d’imposta del 1990 aggiornati all’inflazione e al lordo di detrazioni, deduzioni e addizionali varie, spiega perché, in termini di valore reale, chi percepisce un reddito di 15mila euro oggi paga il 28% in più mentre il contribuente che guadagna 1 milione di euro riesce a pagare quasi il 10% in meno di Irpef.” (ibidem)

Nel 1997 le entrate fiscali derivavano per il 57,2% da imposte dirette (quelle che si pagano sul reddito posseduto) e per il 42,8% da imposte indirette (la quasi totalità  di esse è costituita da imposte che colpiscono i consumi).   Nel 2006, invece, esse sono derivate per il 49,5% da imposte dirette e per il 50,5% da imposte indirette. Un aumento di quasi 8 punti, ulteriore testimonianza dell’aumento dell’iniquità del nostro sistema tributario, ad opera dei governi di centrosinistra (1996-2001) e di centrodestra (2001-2006).

Si tratta del minor gettito rispetto ai tributi (contributi per il servizio sanitario nazionale, ILOR, ICIAP, imposta sul patrimonio netto delle società, ecc.) sostituiti dall’IRAP. Essa, invece, secondo le dichiarazioni del ministro Visco, avrebbe dovuto garantire l’invarianza del gettito. ( “La finanza pubblica italiana, rapporto 1999”, Il Mulino 1999)

Da quest’anno i proprietari hanno l’obbligo di pagare il 21% fisso sul complesso degli affitti percepiti. Fino allo scorso anno pagavano sulla base dell’aliquota massima IRE cui erano sottoposti. Quindi di più se avevano redditi maggiori: il 23%, il 27%, il 38%, il 41%, il 43%.

Anche la cedolare secca fa aumentare la regressività del sistema tributario.

Sergio Casanova,

Genova, 04/07/2011

Lavoro, pensioni e sanità: la manovra finanziaria ai raggi x

Di Carlo Musilli, 01/07/2011 (da FIRST online Finanza, Imprese, Risparmio, Scenari, Tecnologie)

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera il provvedimento da 47 miliardi – Tremonti: “nessuno pensava di raggiungere il pareggio di bilancio quest’anno, ma per 2011 e 2012 ci siamo” – Spuntano il superbollo per le macchine di grossa cilindrata, agevolazioni per i giovani imprenditori e visite mediche dal primo giorno di malattia per gli statali.

Ieri è stato il gran giorno della manovra finanziaria, approvata dal Consiglio dei ministri in tarda serata. Il peso definitivo del provvedimento è di 47 miliardi di euro, così suddivisi: 1,5 miliardi per l’anno in corso, 5,5 per il prossimo, 20 miliardi rispettivamente per 2013 e 2014. Sono questi i soldi che ci dovrebbero consentire di arrivare ad azzerare il deficit nel 2014. “Nessuno pensava di raggiungere il pareggio quest’anno – ha detto il titolare dell’Economia, Giulio Tremonti, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio – ma in ogni caso su 2011 e 2012 gli obiettivi di bilancio sono già centrati”.

Nonostante la fermezza del superministro, è evidente come il provvedimento abbia subito modifiche, stralci, aggiunte e limature fino agli ultimi secondi della zona Cesarini. Il Consiglio è perfino stato interrotto per “chiarire alcuni dettagli” sulla spinosa questione dei tagli alla politica. In ogni caso, a questo punto la palla passa alla Camera, dove il testo arriverà fra il 25 e il 30 luglio. Riassumiamo ora in forma di schema le misure principali previste dalla manovra:

RITORNA IL TICKET SANITARIO

Lo stop al pagamento del ticket sanitario sarà valido soltanto fino alla fine dell’anno. Dal 2012, salvo ulteriori proroghe, si tornerà a pagare un balzello da 10 euro sulle visite specialistiche e la diagnostica e da 25 sui codici bianchi del pronto soccorso. Dal 2014 torneranno anche i ticket sui farmaci.

BLOCCO DELLE ASSUNZIONI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Viene prorogato di un anno il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, ma lo stop non scatterà immediatamente (sarà rimandato a un successivo regolamento) e non riguarderà la Polizia e i Vigili del Fuoco. Congelate le assunzioni anche nelle agenzie fiscali, negli enti pubblici non economici e in alcuni altri enti come quelli lirici, l’Agenzia spaziale italiana, il Coni, il Cnel e l’Enac. Si calcola che grazie a questa misura saranno risparmiati circa 1,5 miliardi di euro.

CONGELAMENTO DEI CONTRATTI STATALI

Prorogato di un anno (fino al 2014) il congelamento degli aumenti contrattuali per gli statali.

DIPENDENTI PUBBLICI: VISITE FISCALI FIN DAL PRIMO GIORNO

Arriva una stretta sulle assenze di malattia per i dipendenti pubblici. La visita fiscale potrà essere richiesta “sin dal primo giorno di assenza quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative”.

DONNE IN PENSIONE A 65 ANNI, MA L’AUMENTO E’ SOFT

L’età di pensionamento delle donne subirà un aumento graduale. Da gennaio 2020 il requisito anagrafico salirà da 60 anni a 60 anni e un mese, aumentando di altri due mesi dal 2021, di tre mesi dal 2022, di quattro dal 2023, di cinque dal 2024 e di ulteriori sei mesi “a decorrere dal primo gennaio 2025 e per ogni anno successivo fino al 2031”. Il requisito di 65 anni scatterà nel gennaio 2032, quando ci sarà un ulteriore incremento di tre mesi.

STOP ALLA RIVALUTAZIONE AUTOMATICA DELLE PENSIONI PIU’ ALTE

In arrivo una stretta sulle pensioni più alte con lo stop alla rivalutazione automatica. La misura si applicherà per il biennio 2012-2013 ai trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il trattamento minimo Inps (circa 30.500 euro lordi annui), mentre per quelli compresi tra tre (18.300 euro annui) e cinque volte il minimo la rivalutazione automatica sarà del 45%.

ADEGUAMENTO DELLE PENSIONI ALLE ASPETTATIVA VITA

Scatterà dal 2014, anziché dal 2015, l’agganciamento dei requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione di uomini e donne all’aspettativa di vita media calcolata dall’Istat.

BONUS LAVORO

È confermata per il 2012 “una tassazione agevolata del reddito dei lavoratori” collegato “a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa”.

LIBERALIZZAZIONE DEL COLLOCAMENTO

Sono autorizzati le scuole secondarie di secondo grado, le Università, i Comuni, le associazioni di datori di lavoro e i gestori di siti internet.

SCUOLA: MENO INSEGNANTI DI SOSTEGNO, SEGRETERIE ACCORPATE E PRESIDI TEMPORANEI

L’obiettivo – in linea con la Legge 133 – è impedire che dal 2012 possa tornare a crescere il numero di cattedre e di posti da amministrativo, tecnico o ausiliario. Saranno allargate a tutto il personale le competenze sul sostegno agli alunni disabili. Parallelamente verranno incrementati i controlli sulle diagnosi che indicano la necessità del supporto didattico agli alunni con problemi di apprendimento. A livello amministrativo, saranno accorpate le segreterie delle scuole materne, elementare e medie, mentre gli istituti più piccoli saranno affidati a presidi temporanei.

TAGLI AGLI ENTI LOCALI

Regioni ed enti locali si vedranno imporre dal governo minori trasferimenti per 9,7 miliardi, di cui 3,2 miliardi nel 2013 e 6,5 miliardi nel 2014. Sono esclusi gli enti virtuosi che hanno rispettato negli anni precedenti il patto di stabilità. Penalizzati invece gli amministratori che hanno tenuto un comportamento elusivo del patto di stabilità interno: a loro viene applicata una sanzione fino a 10 volte l’indennità di carica. Sono poi considerati nulli i contratti di servizio in contrasto con le regole del patto.

TAGLIO STIPENDI MINISTRI

La misura e’ stata confermata dal ministro per l’Agricoltura, Saverio Romano.

NUOVE TASSE SU TRANSAZIONI FINANZIARIE E TRADING BANCHE

L’imposta del 35% sul trading delle banche è sparita dalla manovra, Al suo posto è ipotizzata un’addizionale del 7% sul trading finanziario delle banche. Si tratta di un’aliquota che si applica non sull’intero imponibile, ma sull’ammontare dell’imposta da pagare: alle tasse già pagate sugli utili da trading. Sparita anche l’imposta dello 0,15% sulle transazioni finanziarie effettuate in Italia, al suo posto la manovra prevedrebbe un semplice aumento dell’imposta di bollo applicata già oggi al deposito titoli. Ma su questi punti il Governo non è ancora arrivato a una decisione definitiva.

DALLA PROSSIMA LEGISLATURA COSTI DELLA POLITICA A LIVELLI EUROPEI

Dalla prossima legislatura i costi della politica saranno livellati alla media europea. “Vogliamo attivare una commissione presieduta dal presidente dell’Istat con i migliori esperti e prendere come riferimento la media dei paesi dell’area Euro”, ha spiegato Tremonti. I tagli non saranno solo a livello nazionale, ma anche provinciale e comunale. Fra questi anche l’election day, “che prevede l’accorpamento delle elezioni nazionali e amministrative”, ha aggiunto il ministro, specificando poi che la misura non riguarderà i referendum, “che per Costituzione devono essere autonomi”.

TASSA SUI SUV E AUTO POTENTI

Arriva il superbollo. La norma prevede un’addizionale annuale erariale della tassa automobilistica, che interesserà i veicoli con potenza superiore ai 225 kw (circa 301 cavalli). Chi non pagherà riceverà una sanzione pari al 30% del dovuto.

STRETTA SU AUTOBLU E ASSENTEISMO

Arriva la stretta sulle auto blu: “Ulteriori misure di risparmio, razionalizzazione e qualificazione della spesa delle amministrazioni centrali” arriveranno “anche attraverso la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure, la riduzione dell’uso delle autovetture di servizio, la lotta all’assenteismo”.

ICE, RIDUZIONE UFFICI

L’obiettivo e’ formare presso ogni ambasciata ‘casa Italia’. Dei 14 uffici in Italia ne resteranno due, Roma e Milano. Gli attuali 1.200 dipendenti (metà in Italia e metà all’estero) saranno ridotti di circa 200 unità.

SANATORIA PARTITE IVA

Arriva una sanatoria per la mancata dichiarazione di cessazione attivita’. I titolari di partita iva che non hanno presentato in tempo la dichiarazione possono regolarizzare la loro posizione entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto usufruendo di uno sconto sulla sanzione minima. Le partite iva dormienti (inattive da 3 anni) vengono cancellate.

FORFAIT SICALE AL 5% PER LE IMPRESE DI GIOVANI SOTTO I 35 ANNI

Arriva un forfait fiscale al 5% per le imprese gestite da giovani sotto i 35 anni. Secondo il ministro Tremonti si tratta della misura “più conveniente d’Europa”. Avrà una durata di cinque anni e riguarderà anche le persone escluse dal posto di lavoro.

DALL’ANNO PROSSIMO 5 PER MILLE ANCHE ALLA CULTURA

Dal 2012 sarà possibile destinare il cinque per mille dell’Irpef ai beni culturali.

RIFORMA CINECITTA’

La nuova società rinasce come Cinecittà Luce e sarà vigilata dal ministero per i Beni culturali che si dedicherà unicamente alle sue funzioni storiche ovvero promozione, distribuzione e conservazione del patrimonio cinematografico.

ACCERTAMENTO FISCALE ESECUTIVO

La sua entrata in vigore viene posticipata da luglio a ottobre.

FISCO: INDAGINI ANCHE SULLE ASSICURAZIONI

Il Fisco allarga il suo raggio d’azione: oltre a banche e poste, da oggi per contrastare l’evasione fiscale potrà richiedere informazioni anche alle compagnie di assicurazione che svolgono attività finanziarie e creditizie.

SANATORIA PER LITI FISCALI SOTTO I 20MILA EURO

Prevista una sanatoria per le liti fiscali pendenti al 1 maggio 2011 di valore non superiore a 20mila euro in cui l’Agenzia delle Entrate è parte in causa. La soluzione potrà arrivare con il pagamento di 150 euro per liti di importo fino a duemila euro. Per importi superiori il pagamento dovrà essere pari al 10% del valore della lite. La domanda di definizione dovrà essere presentata entro il 31 marzo 2012. Le liti fiscali che possono essere definite sono sospese fino al 30 giugno 2012.

STOP ALLA RISCOSSIONE COATTIVA DELLE QUOTE LATTE

Nella manovra è previsto che quote latte siano salve dalla riscossione coattiva da parte di Equitalia.

SPENDING REVIEW MINISTERI

Confermata l’introduzione della logica dei costi standard alle spese dei ministeri per superare in prospettiva il meccanismo dei tagli lineari. Il Tesoro punta a iniziare un ciclo di “spending review” per “definire i fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato”. In particolare, “per le amministrazioni periferiche dello Stato sono proposte specifiche metodologie per quantificare i relativi fabbisogni, anche ai fini della allocazione delle risorse nell’ambito della loro complessiva dotazione”. I dirigenti che non inviano i dati al ministero dell’economia sono multati con una decurtazione del 2% della retribuzione. Se i ministeri non provvedono a realizzare i previsti risparmi selezionando gli interventi, interviene comunque il ministero dell’economia. Dai tagli sono esclusi il fondo per il finanziamento ordinario delle università, le risorse destinate alla ricerca, all’istruzione scolastica e al finanziamento del cinque per mille.

GIUSTIZIA: RISRCIMENTI PER PROCESSI TROPPO LUNGHI

Riproposte alcune norme per il risarcimento in seguito a processi irragionevolmente lunghi, sia a livello penale che civile (due anni in primo grado, due anni in appello e due anni in Cassazione, “nonché un altro anno per ogni successivo grado di giudizio nel caso di giudizio di rinvio”). Il processo penale si considera iniziato dalla data di richiesta di rinvio a giudizio.

FONDI IMMOBILIARI PUBBLICI

Arrivano i fondi immobiliari pubblici per valorizzare il patrimonio locale. Il ministero dell’Economia costituirà una società di gestione del risparmio con capitale sociale di due milioni per l’istituzione di uno o più fondi d’investimento. Potranno partecipare anche le Fondazioni e la Cassa Depositi e Prestiti. Allo stesso tempo sarà sciolta e posta in liquidazione la società Patrimonio Spa.

UNA NOVITA’: L’AGENZIA PER LE INFRASTRUTTURE STRADALI

Sarà istituita dal primo gennaio 2012 presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e avrà sede a Roma. L’Agenzia potrà avvalersi della collaborazione dell’Anas.

REVOCATI FINANZIAMENTI OPERE PUBBLICHE

Sono revocati i finanziamenti assegnati dal Cipe entro il 31 dicembre 2009 per la realizzazione delle opere ricomprese nel Programma delle infrastrutture strategiche, per le quali, alla data di entrata in vigore del decreto, non sia stato emanato il decreto interministeriale e non sia stato pubblicato il relativo bando di gara.

FONDI PER INFRASTRUTTURE, SICUREZZA STRADALE E TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Per lo sviluppo delle infrastrutture saranno stanziati 930 milioni nel 2012 e un miliardo l’anno dal 2013 al 2016. Nel secondo semestre 2011 arriveranno anche 36,4 milioni per la sicurezza stradale e 314 milioni per il trasporto pubblico locale.

700 MILIONI PER LE MISSIONI INTERNAZIONALI

Per le missioni internazionali in cui è coinvolta l’Italia saranno stanziati 700 milioni di euro fra il primo luglio e il 31 dicembre.

AIUTI PER 980 MILA AZIENDE AGRICOLE

Riguardano 980mila aziende agricole in crisi o indebitate gli interventi a favore dell’indebitamento delle imprese previsti dalla manovra. Di queste, 700mila sono nel Mezzogiorno. Il meccanismo dell’intervento dovrebbe favorire la transazione dei debiti fiscali e contributivi delle aziende in diffcoltà.

PRIVATIZZAZIONE DELLA CROCE ROSSA

Sempre dal primo gennaio 2012, la Croce Rossa Italiana diventerà un ente privato. Il personale non militare rischia di essere posto in mobilità. Quanto ai contratti a termine, saranno risolti entro l’anno.

ANAS HOLDING SPA

Dal primo gennaio 2012 sarà costituita Anas Holding Spa, mediante la scissione di Anas Spa. La nuova azienda svolgerà attività di costituzione e partecipazione di società per lo svolgimento all’estero di attività infrastrutturali. Gestirà inoltre le partecipazioni in società concessionarie autostradali, anche regionali, incluse tutte quelle già detenute da Anas, anche in Stretto di Messina Spa. Le azioni di Anas Holding sono attribuite al Ministero dell’economia.

IMPIANTI CARBURANTI POTRANNO VENDERE CIBO E SIGARETTE

Gli impianti di distribuzione dei carburanti potranno vendere alimenti, bevande, quotidiani, periodici e sigarette. Tra le misure anche l’obbligo, entro un anno, di aprire pompe self service con pagamento anticipato in tutti gli impianti, che dovranno essere funzionanti anche nelle ore in cui è presente il gestore.

ALTA VELOCITA’

E’ introdotto un sovrapprezzo del canone che gli operatori ferroviari pagano per utilizzare la rete ad alta velocità. Il gettito e’ destinato al servizio universale di trasporto ferroviario oggetto di contratti di servizio, in sostanza i treni locali.

ESTINZIONE PROCESSI INPS

Saranno estinti alcuni processi in cui l’Inps è parte in causa e il cui valore non supera i 500 euro. Si tratta dei procedimenti pendenti in primo grado di giudizio al 31 dicembre 2010. La pretesa economica verrà riconosciuta al ricorrente.

ESTENSIONE ALLE PARTECIPAZIONI DI CONTROLLO DELLA RIVALUTAZIONE CONTABILE DI MARCHI E AVVIAMENTI

Viene estesa alle partecipazioni di controllo la rivalutazione contabile di marchi e avviamenti prevista dal Dl anticrisi del novembre 2008. La misura aveva permesso a molte banche di aumentare gli indici patrimoniali che si erano ridotti per via della crisi finanziaria.

TAGLI AL FONDO LETTA

Sono previsti tagli per oltre 3,5 miliardi tra il 2012 e il 2020 per il Fondo a sostegno dell’Economia reale, il cosiddetto Fondo Letta. Dal 2020 in poi il Fondo verrà ridotto di 240 milioni annui.

LA CURIOSA NORMA ANTI-BADANTE

La manovra pone un freno ai matrimoni di interesse fra colf e pensionati. Dal primo gennaio del 2012, la pensione di reversibilità sarà ridotta del 10% per i matrimoni celebrati quando uno dei due coniugi era ormai ultra 70enne e la differenza di età tra marito e moglie superava i 20 anni.

LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI PER I NEGOZI DELLE ZONE TURISTICHE

Anche detta norma “libera-commercianti”, si tratta della liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura per i negozi nelle zone turistiche e nelle città d’arte.

INTERVENTI NEL SETTORE DEI GIOCHI

Alcune novità nel settore dei giochi: saranno inasprite le sanzioni alle scommesse illegali (norme più severe soprattutto contro il gioco minorile); i Monopoli di stato definiranno le innovazioni da approtare al gioco del Lotto; dopo la manovra sarà bandita una gara per gli apparecchi da intrattenimento (newslot e videolottery); dal settore dei giochi arriverà un aiuto alla rediviva “social card”, la carta acquisti per il sostegno alle famiglie più disagiate.

BANDA LARGA

Sarà portato avanti un Piano di interesse nazionale sulla banda larga di nuova generazione predisposto dal ministero dello Sviluppo economico con il concorso delle imprese.

SERVIZIO UNIVERSALE

Stabiliti obblighi di servizio universale alle compagnie telefoniche proprietarie di reti Ngn (o “reti di prossima generazione”) in modo da accelerare la realizzazione della rete in fibra di nuova generazione.

LIBERAZIONE COATTA DELLE RADIOFREQUENZE PER METTERLE ALL’ASTA

Con il passaggio al digitale terrestre si libereranno delle frequenze. In caso di mancata restituzione da parte dei gestori di televisioni locali che oggi le hanno in uso (in molti vorrebbero essere compensati), sara possibile la liberazione coatta dello spettro radio. Queste frequenze saranno poi messe all’asta fra le compagnie di telefonia mobile. Dall’operazione il Governo stima di ricavare almeno 2,4 miliardi.

ISCRIZIONE DEI PENSIONATI LAVORATORI ALLE CASSE PENSIONISTICHE PRIVATIZZATE

Tutti i pensionati che percepiscono un reddito derivante da attività professionale dovranno iscriversi obbligatoriamente alle casse pensionistiche privatizzate. I pensionati-lavoratori saranno obbligati anche a versare contributi con un’aliquota minima non inferiore al 50% di quella ordinaria prevista dagli altri iscritti agli stessi enti.

NUOVI POTERI AL COVIP, SOPPRESSO IL NUCLEO DI VALUTAZIONE DELLA SPESA PREVIDENZIALE

Al Covip saranno assegnati nuovi poteri di controllo sugli investimenti finanziari delle casse previdenziali privatizzate. Soppresso invece il Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. Le attività di questo organismo, che comprendono l’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione utilizzati per la trasformazione del montante contributivo in pensioni, verranno garantite in concerto da strutture del ministero dell’Economia e del Lavoro, mentre le risorse già stanziate per il funzionamento del Nucleo verranno girate alla Covip.

ENTRO L’ANNO ACCORDI VENDITA CASE EX-IACP

Case popolari presto in vendita con intese tra governo e regioni ed enti locali.


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: