La Corte dei Conti aveva bocciato la TAV già dal 2008.

Dopo gli scontri in Val di Susa, le ragioni dei manifestanti e le ragioni dei politici, ecco un’importane e attenta analisi della Corte dei Conti del 2008 per dire NO alla TAV.

Crediamo che su questi temi    “la stampa ed i media nazionali e non”  dovrebbero aprire dibattiti, e non censurare o mostrare come scuse  le  stesse analisi della Corte  coincidenti a quelle dei comitati  politicamente più lungimiranti della classe politica.

Il  Documento: Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità(cliccare quì per scaricarlo )

Il Documento: Sintesi (clicca qui per scaricarlo)

ecco la parte conclusiva del documento:

il tendenziale squilibrio tra costi e ricavi dei servizi, anziché essere realisticamente stimato, e conseguentemente coperto con le tariffe e la fiscalità, si somma tacitamente nel tempo, fino al momento in cui l’intervento pubblico diviene necessario per evitare eventi traumatici – e gravemente pregiudizievoli per la collettività – come la chiusura dei servizi.

In realtà contratti di servizio e finanziamenti vincolati dovrebbero essere sufficienti per porre rimedio ad un simile pregiudizievole andamento ciclico di scarico degli oneri sui conti pubblici: la loro realistica e corretta gestione, unita ad un severo monitoraggio e vigilanza sul permanere delle condizioni ipotizzate, appaiono snodi ineludibili per prevenire le esperienze non positive venute alla luce a seguito della presente indagine.

Diversamente opinando, in aggiunta ai conti pubblici, si aggraveranno ancor più i carichi fiscali delle generazioni future – con i connessi inaccettabili effetti sperequativi – nei cui confronti rischia di slittare inesorabilmente lo stock di debito emergente in modo così improvviso ed insostenibile, in relazione alle risorse attualmente disponibili.

In definitiva, la scelta delle modalità degli investimenti dovrebbe tenere conto dei fondamentali principi–guida dell’efficacia, secondo cui la fonte di finanziamento dovrebbe tendenzialmente generare le risorse necessarie per farvi totalmente o parzialmente fronte e dell’efficienza, che dovrebbe indurre a scegliere la migliore soluzione che ottimizza al massimo grado, a parità di risultati, il costo delle risorse; ciò nella fondamentale prospettiva dell’equità intergenerazionale, in base alla quale i soggetti che beneficiano dell’investimento dovrebbero essere anche quelli chiamati a ripagarne i correlati debiti E sotto questo profilo ben può dirsi che la esaminata vicenda appaia emblematica e fortemente rappresentativa della situazione di stallo e delle contraddizioni che affliggono la gestione degli interessi pubblici inerenti agli investimenti, astretti tra endemica penuria di risorse, esigenza di rispettare i tetti di indebitamento posti a livello comunitario e da problematiche di equità intergenerazionale non più eludibili.

I MAGISTRATI ISTRUTTORI

Aldo Carosi                                                                                                                                              Fabio Viola

Giuseppe Oliva – Attac Genova –

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