I piromani salutano così il piano anti-incendio della zona euro.

da: http://www.france.attac.org/

I piromani salutano il piano anti-incendio della zona euro.    

Riuniti il 21 luglio a Bruxelles, i responsabili economici della zona euro hanno elaborato un nuovo e nessun “piano di salvataggio” della Grecia. Oltre lo sblocco a breve termine dei nuovi prestiti per la Grecia, questo piano comporta una novità principale: i Fondi Europei di stabilità finanziaria sono stati autorizzati ad acquistare le obbligazioni greche, irlandesi e portoghesi sul mercato secondario.

Chiaramente, gli Stati e dunque i contribuenti europei vanno a liberare le banche ed i fondi di investimento di questi titoli, considerati come “putrefatti” poiché i paesi debitori sono in via di default.

La Banca Centrale Europea, che ha richiesto di potere scaricare le banche di questi crediti e che l’Unione Europea prendesse il “cerino acceso”, ha avuto soddisfazione. È una nuova tappa della socializzazione delle perdite dunque, che le banche europee avrebbero dovuto prendere in carico per avere fatto andare in pezzi in modo sconsiderato le economie dei paesi sovraindebitati.

Una statalizzazione per anticipo, differente  di quella di 2008-2009, che brilla per il modo di trarre le lezioni dalla crisi finanziaria, poiché oggi gli Stati scaricano le banche prima che le perdite siano realizzate!

Certo, l’accordo europeo prevede una “partecipazione volontaria” delle banche private sotto forma di un rinnovo dei prestiti, di una riprogrammazione, allungamento della durata del prestito, o di un riscatto.

Ma gli speculatori non si sono fatti  ingannare: questo “difetto selettivo” e volontario non costerà caro alle banche nelle quali le azioni sono precipitate spettacolarmente giovedì a Parigi, Londra, Milano, Francoforte …. I piromani salutano così il piano anti-incendio della zona euro.    

Infine l’accordo organizza un certo alleggerimento del fardello del debito dei paesi congiunti dai mercati con un allungamento delle durate di prestito, a 15 anni minimo, ed una diminuzione di un punto, dal 4,5% al 3,5%, del tasso di interesse consentito dai Fondi di stabilità finanziaria all’Irlanda, al Portogallo ed alla Grecia. Si tratta di un “difetto selettivo” che costerà solamente ai contribuenti europei.

I dirigenti europei prendono così atto dell’insuccesso della linea dura che consisteva nella punizione dei paesi in difficoltà per le condizioni di credito rigido. La Grecia in particolare affondava manifestamente in una crisi senza più generarla, ed occorreva addolcire un poco questo trattamento di shock.     

Tuttavia i capi di stato e di governo europeo reiterano il loro impegno ad un’austerità senza interruzione: chiedono un’ attuazione veloce da parte del Parlamento europeo del “Patto per l’euro – plus” ed esigono esplicitamente “il ritorno dei deficit pubblici al disotto del 3% del PIL fin da 2013”. Questo implica un giro di vite severo sulle finanze pubbliche dovunque in Europa e  particolarmente in Francia, dove il deficit supera ancora i 6%.    

I responsabili economici della zona euro hanno dunque confermato la scelta politica dei dirigenti europei: fare pagare ai contribuenti ed ai popoli europei il costo della crisi attraverso i Fondi europei di stabilità finanziaria, FESF, ed i piani di hyper-austerità, noi  di Attac esigiamo al contrario che sia messo un termine al diktat delle banche e dei mercati finanziari. Una vera soluzione alla crisi dell’euro passa dall’arresto dei piani di austerità e dall’annullamento parziale dei debiti, dalle riforme fiscali per rientrare dai regali fatti da vent’ anni alle imprese ed ai ricchi, la possibilità data alla Banca Centrale Europea di stimolare direttamente gli Stati-membro, la regolazione rigorosa ed il collocamento a contributo dei mercati finanziari. 

Attac Francia propone a tutte le forze sociali di ispirarsi alle iniziative degli “indignati” per mettere la democrazia all’ordine del giorno.

Vogliamo decidere insieme tutti in Europa delle nostre vite.

Attac propone così il collocamento in sede di un Comitato per l’auditing cittadino del debito pubblico per mettere in dibattito l’origine del debito pubblico, lavorare alle alternative, ai piani di austerità, valutare chi deve pagare questo debito ed a quale quota questo è legittimo concretamente. Rifiutiamo la socializzazione delle perdite delle banche e dei fondi di investimento: appartiene ai loro azionisti di sopportare tutto il costo delle necessarie ristrutturazioni e contestazioni dei debiti pubblici in Europa.     

Attac Francia,    Parigi, il 22 luglio 2011

Trad Giuseppe Oliva -Attac Genova-

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: