Genova e’ come il vento: facciamoci trasportare

Smentendo gli uccellacci del malaugurio, i profeti di sventura e gli spacciatori di paranoia la manifestazione del 23 luglio si e’ svolta pacificamente, senza alcun problema.
Anche la partecipazione e’ stata al di sopra delle aspettative.
Eppure un noto sindacalista la aveva sbrigativamente definita “vuota di contenuti”.
Certo, chi e’ rimasto prigioniero di analisi novecentesche, stenta a comprendere come lavoro, diritti dei migranti, beni comuni, lotta alla guerra siano le facce di un unico poliedro.
Sono passati dieci anni e le analisi che allora facemo prima della repressione si sono puntualmente realizzate: la finanziarizzazione dell’economia, la mercificazione di corpi e spiriti, le privatizazioni selvagge hanno devastato il mondo del lavoro, l’ambiente, la vita.
Le decine di migliaia di persone che hanno manifestato sabato a Genova hanno lanciato alcuni segnali chiari.
“Si puo’ dire di tutto del passato tranne che sia passato”, e quindi e’ necessario ricordare i massacri e le violenze per chiedere la fine dell’impunita’ di chi le ordino’, specie gli alti gradi della polizia che ancora oggi sono promossi nonostante le condanne in secondo grado.
Non e’ piu’ possibile tutelare il lavoro senza una economia differente, basata sull’autoproduzione dei territori, frenando e invertendo la rotta delle delocalizzazioni produttive nel sud del mondo, smettendo di considerare i nostri territori “piattaforme logistiche ” o (improbabili) “corridoi trasportistici”.
In questo senso la presenza del movimento NO TAV in testa al corteo e’ stata una scelta precisa per significare che questa lotta e’ uno dei nuovi luoghi dove il movimento altermondialista italiano si esprime. Questo per Genova significa proposte di un trasporto pubblico efficiente, smettendo di sprecare soldi in opere non necessarie e impattanti come terzo valico e Gronda Autostradale.
Si e’ riallacciato un legame tra lotte vecchie e nuove.
Il movimento e’ come il vento. E’ difficile fermarlo o ignorarlo. Meglio farsi trasportare.

antonio bruno.
capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova

 

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