Acqua pubblica Genova: proteste in cosiglio comunale.

Il comitato Acqua Pubblica Genova, con slogan e striscioni ha chiesto al consiglio comunale di ritirare il patrocinio al Festival Nazionale dell’Acqua organizzato da FerderUtility, un’iniziativa preparata per settembre a Genova (e poi in altre città), dall’associazione delle aziende private che gestiscono l’acqua, cioè gli sconfitti del referendum.

”Rispettate il referendum”, ” Acqua pubblica, acqua pubblica” sono gli  slogan gridati da una cinquantina di manifestanti, che hanno esposto un grande striscione con la scritta ”ventotto milioni di no al patrocinio”.

“Abbiamo vinto il referendum e il Comune di Genova ora deve impegnare le sue controllate a togliere la remunerazione del capitale dalle bollette e avviare la ripubblicizzazione del servizio idrico “è scritto sui volantini distribuiti.

-Sono settimane che è stato chiesto alla sindaco un incontro per avviare un dialogo su questi temi — spiega Cristiano Nattero del Comitato Acqua Pubblica Genova – ma non abbiamo ottenuto risposte, l’unico gesto che è arrivato dal Comune è stato l’annuncio del patrocinio dato a questo festival dell’acqua e oggi siamo qui a Tursi, in tanti, per ribadire tutto ciò. –

E hanno aderito davvero molti cittadini, fortemente decisi a difendere l’acqua pubblica.

Giuseppe Oliva -Attac Genova –

vedi anche:

Protesta a Tursi il comitato Acqua Pubblica. Domani il sindaco incontra i “referendari”

Festival dell’Acqua: adesioni bipartisan alla protesta del Comitato

Un patrocinio senza senso (ma con validi motivi per l’amministrazione)

Oggi a Tursi per la ripubblicizzazione dell’acqua

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One Response to Acqua pubblica Genova: proteste in cosiglio comunale.

  1. felice says:

    BRAVISSIMI COMBATTENTI E RESISTENTI DEL POPOLO DELL’ACQUA, DOPO UN BELLA NOTIZIA, L’APERTURA DELLA STRADA DI SCARPINO, ECCO CHE NE ARRIVANO TANTISSIME …PESSIME…..SCUSATE LE MAIUSCOLE MA LA FINESTRINA PER SCRIVERE E’ PICCOLA E NON CI VEDO BENE.
    INFISCHIANDOSENE DEL VOTO DI 28.000.000 DI ITALIANI CHE HANNO DI FATTO ABROGATO L’OBBLIGO DI PRIVATIZZARE I “PUBBLICI SERVIZI”, STANNO CREANDO PER GENOVA UNA “MULTISERVIZI” CHE SI OCCUPA DI ENERGIA, ACQUA E RIFIUTI., SONO DA ANNI CHE LO GRIDO AI QUATTRO VENTI..ORA VOGLIONO FARCI CREDERE CHE NON SAPEVANO CHE IREN VUOLE, A TUTTI I COSTI ENTRARE IN AMIU, SICURAMENTE PER LA GESTIONE DELLA GRANDE DISCARICA E DEL GASSIFICATORE.
    PROBABILMENTE NON TUTTI SANNO CHE IL PRESIDENTE DI AMIU SIG. CASALE, E’ UN INGEGNERE PROVENIENTE DA IRIDE, ORA IREN ,CHE SI OCCUPA PROPRIO DI COSTRUZIONI DI GASSIFICATORI/ INCENERITORI. EPPURE PROPRIO IL CAPOGRUPPO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA IN COMUNE ANTONIO BRUNO, FIN DAL PERIODO DELLA NOMINA DEL SIG. CASALE, AVEVA LANCIATO L’ALLARME CHE QUESTO POTESSE ESSERE IL PRIMO PASSO DI UNA FUSIONE CON IREN, FACENDO SI’ CHE AMIU DIVENTASSE UNA APPENDICE DELLA MULTIUTILITY . OVVIO CHE IREN MIRERA’ AL CONTROLLO DELLO SMALTIMENTO , CIOE’ SCARPINO, OSSIA GUADAGNO GARANTITO , CON DUE OBBIETTIVI ,:CEDERE AI PRIVATI, O PEGGIO COOPERATIVE, LE LAVORAZIONI “POVERE”, MOVIMENTAZIONE E SPAZZAMENTO E GARANTIRE IL GUADAGNO AI “PRIVATI INVESTITORI” COL CONTROLLO DI SCARPINO. EPPURE QUALCUNO DELLA GIUNTA, PER QUESTI INCARICHI, LI DEVE AVER NOMINATI, ANZI LA NUOVA FINANZIARIA , SEPPUR VARATA DALLA DESTRA , PARE SIA L’ENNESIMA MANNA DAL CIELO PER QUESTI SIGNORI, NEL SENSO CHE LA PRIVATIZZAZIONE USCITA DALLA PORTA COL REFERENDUM , RIENTRA DALLA FINESTRA GRAZIE ALLA FINANZIARIA STESSA.
    EPPURE QUALCUNO DICEVA CHE FORMARE UN POLO CON IRIDE SAREBBE STATA LA NOSTRA SALVEZZA. MI VIENE DA RIDERE. IL COMUNE E’ LO STESSO CHE HA QUOTATO IN BORSA IREN, A TUTTO VANTAGGIO DEGLI SPECULATORI, IL TUTTO ANNI PRIMA DELLA LEGGE ABROGATA DAL REFERENDUM DI GIUGNO. IL RISULTATO CHE POSSIAMO CONSTATARE SUBITO E’ CHE IN IREN E IN AMIU, I LAVORATORI SONO SCESI DI NUMERO, PERCHE’ HANNO DATO IN APPALTO LA MAGGIOR PARTE DEGLI INTERVENTI COME BONEFICHE, RACCOLTA INGOMBRANTI, A DITTE ESTERNE. TUTTO QUESTO E’ STATO FATTO DA UNA GIUNTA DI SINISTRA , CHE A PAROLE DICE DI ESSERE DIVERSA DA BERLUSCONI , MA IN CONCRETO FA’ LE STESSE COSE.
    E’ LA STESSA GIUNTA CHE HA MESSO IN GINOCCHIO AMT , ASTER, AMI, SPORTINGENOVA E CHE ORA VUOLE FONDERSI CON L’AZIENDA DEI TRASPORTI DI TORINO E VEDRETE CHE SE CI SARA’ LA FUSIONE , LE METTERANNO SUL MERCATO APPENA SARANNO RITORNATI IN PARI COL DEFICIT RIPIANATO DAI CITTADINI..
    HO VISTO OGGI IN TV I “PRECARI” DI AMIU BONIFICHE , PROTESTARE IN “SALA ROSSA” IL COMUNE E’ LO STESSO CHE TI INVITA E ESPRIME VICINANZA AI LAVORATORI E POI TI RILASCIA IL SOLITO “PROTOCOLLO D’INTESA” , CHE HA UN VALORE PARI ALLO ZERO ASSOLUTO. INOLTRE IL COMUNE NON HA NEANCHE IL CORAGGIO DI CONFRONTARSI DIRETTAMENTE COI LAVORATORI. CHE ANCORA OGGI DOVREBBE DIRCI DOVE VUOLE RACCIMOLARE I 25 MILIONI DI EURO DA RESTITUIRE AI SOCI FRANCESI DI AMT. E SONO CONVINTO, CHE PROPRIO IN VIRTU’ DELLA FINANZIARIA, PARTE DEL’ AZIENDA AMIU SARA’ VENDUTA, PARE CHE LA QUOTA DEL 40% SIA GIA’ ISCRITTA A BILANCIO E CON QUESTI SOLDI SI PAGHERA’ IN PARTE, IL DEBITO AMT.
    TUTTO NELL’ OMERTA’ PIU’ ASSOLUTA QUESTE COSE SI VENGONO A SAPERE IN RETE, SOLO ESTEMPORANEAMENTE DA QUALCHE GIORNALE O SU QUALCHE SERVIZIO TELEVISIVO “SCAPPATO” ALLA “CENSURA” COME PER L’ACQUISTO DEI LOCALI DI PROPRIETA’ DI UN SINDACALISTA DA APRTE DI AMIU, NON HANNO APERTO BOCCA , SUI SOLDI CHE MANCANO PER I PREMI PRODUZIONE , MA CI SONO PER L’ACQUISTO DI AUTO AZIENDALI, PER NUOVI CASSONETTI, APPALTI MILIONARI SENZA NESSUNA “GARA”, O QUANDO VIENE FATTA IL TAR LA BLOCCA, LE BRUTTE FIGURE SUI GIORNALI DANNO LA COLPA AL SOTTOSCRITTO E MI CITANO PER DANNO ALL’ IMMAGINE DELL’ AZIENDA E DA LORO ?
    QUANDO PAGHERANNO PER IL DANNO FATTO AI CITTADINI DI GENOVA?
    INOLTRE, NEANCHE UNA PAROLA, DEL FATTO CHE SI CHIEDE AI LAVORATORI DI CONTRIBUIRE IN SOLIDO , NEL CASO DI UN SINISTRO COL MEZZO AZIENDALE, ALLE SPESE DI RIPARAZONE DANNI , MA QUANDO SI SBAGLIA AI VERTICI ALTI E FANNO DANNI DA 215,000,00 EURO , A NESSUNO SALTA IN MENTE DI CHIEDERE LORO DI COMPARTECIPARE ALLE SPESE.
    IN ULTIMO NEANCHE UNA PAROLA DELLA MORTE DELL’OPERAIO A SCARPINO. CHE VERGOGNA, IO EMILIANO CASSOLA NON LO VOGLIO DIMENTICARE.
    Felice Airoldi

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