Comunicato stampa della sez. Tigullio di Italia Nostra

Comunicato Stampa 

In Liguria, con la carenza di spazi che c’è, dove buttiamo i detriti derivanti da scavi e opere edilizie? Idea semplice ma peregrina: visto che la nostra regione è piena di rii e relative vallette, buttiamoli lì, a riempimento delle valli!

 La cosa non è molto nota ma il progetto di Rio Campodonico a Chiavari, che prevede la realizzazione di una discarica di inerti per 1.700.000 mc di materiale, ha rischiato di essere, in Liguria, il primo di una lunga serie di scempi ambientali ai danni del delicato e  già compromesso sistema idrogeologico, a causa di una scelta di fondo che appare eufemistico definire “un po’ sbrigativa”. (Nota: un progetto analogo minaccia il rio Cortino, in comune di Sori, dove si è costituito un comitato spontaneo di cittadini).

 La buona notizia è che il rischio dovrebbe essere stato sventato. 

Nel gennaio 2010, preparando un primo documento molto circostanziato contro iln progetto nella valle del rio Campodonico la Sezione Tigullio di Italia Nostra osservava come il Piano di bacino della Provincia di Genova, presentasse una discrepanza assai grave con il Codice dell’ambiente:

L’art.115 del Codice dell’Ambiente recita: “Al fine di assicurare il mantenimento o il ripristino della vegetazione spontanea nella fascia immediatamente adiacente i corpi idrici, (…) di stabilizzazione delle sponde e di conservazione della biodiversità (…)le regioni disciplinano gli interventi (…) comunque vietando la copertura dei corsi d’acqua che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumità e la realizzazione di impianti di smaltimento dei rifiuti “.

L’art. 9 delle Norme di attuazione del Piano di Bacino della Provincia di Genova dice invece: “Non sono consentite nuove tombinature o coperture (…) salvo quelle dirette ad ovviare a situazioni di pericolo, a garantire la tutela della pubblica incolumità e la tutela igienico sanitaria, nonché quelle necessarie per consentire la realizzazione delle discariche di rifiuti solidi urbani e di inerti”.

La congiunzione “e”, diventata “nonché”, capovolge di fatto il significato e lo spirito della Legge, chiaramente volta a conservare il più possibile la naturalità dei corsi d’acqua e la sicurezza idrogeologica. 

La Provincia di Genova, nel fornire riscontro, faceva osservare di essersi attenuta, nella formulazione della norma in questione, ai criteri ricevuti dalla Regione Liguria.

 Compiuto un ulteriore approfondimento si è rilevato che effettivamente, con Deliberazione G.R. 23/3/2001 n.357, la Regione aveva approvato alcuni “criteri per la redazione della normativa di attuazione dei Piani di Bacino” in cui, all’art. 9 sono vietate le tombinature e le coperture salvo “quelle necessarie per consentire la realizzazione delle discariche di rifiuti solidi urbani e di inerti”. 

La sez. Tigullio di Italia Nostra e il Consiglio Regionale dell’Associazione indirizzavano allora una segnalazione in merito, chiedendo la rettifica delle disposizioni regionali e provinciali onde adeguarsi alla legge nazionale a tutti gli enti preposti: Regione, Provincia, Ministero dell’Ambiente, senza ricevere risposta. Tentativo dimostratosi vano, cui è seguita nel marzo 2011, una diffida, redatta dall’avv. Ardo Arzeni, e firmata dalla presidente nazionale dell’Associazione, Alessandra Mottola Molfino. 

Seppur con molto ritardo, è finalmente arrivata la risposta del Ministero dell’Ambiente,  datata 12 luglio 2011, che riconosce la giustezza delle nostre osservazioni, riscontra la difformità tra l’art. 115 del D.Lgs 152/06 e l’art 9 del Piano di Bacino della Provincia di Genova, ed invita le amministrazioni regionale e provinciale a “fornire ogni utile chiarimento al riguardo a questo Ministero e quindi ad apportare le pertinenti modifiche atte ad assicurare che i piani di stralcio in oggetto risultino conformi con la citata normativa nazionale”. 

Siamo veramente soddisfatti di questa vittoria che rappresenta la possibilità, per tutta la Provincia di Genova e la Regione Liguria di evitare nuovi scempi ai danni del sistema idrico naturale e che ribadisce la necessità e l’importanza che il controllo e le osservazioni delle associazioni di volontariato rappresentano per la tutela del territorio.

Controlleremo assiduamente che Regione ed Enti Locali mettano in opera la correzione richiesta dal Ministero Ambiente e cercheremo contatti con i competenti uffici in spirito di collaborazione, anche se questo ci è stato parecchie volte negato. 

Lavagna  27 luglio 2011 

per la sez. Tigullio di Italia Nostra, la presidente, Annamaria Castellano

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