“La gestione del debito pubblico e il circolo vizioso evasione fiscale- debito pubblico- erosione fiscale.

di Sergio Casanova – Attac Genova-

Le politiche per ridurre il debito pubblico lo stanno già facendo aumentare:

· il tasso d’interesse sui titoli pubblici italiani è salito al 4,8% (Fonte: un esperto in TV durante un “approfondimento” del TG3, 18/08/2011, ore 14,45);

· tasso d’inflazione annua: 2,7%;

· aumento annuo del PIL: 1,0%.

Perché il livello del DP rispetto al PIL resti invariato (….si badi bene, non perchè dimunisca, obiettivo proclamato!), il tasso d’interesse sui titoli pubblici non deve superare la somma del tasso d’inflazione e dell’aumento del PIL:

Attualmente abbiamo:

inflazione +2,7 e PIL +1, totale + 3,7%

ma il tasso pagato sui titoli pubblici è del 4,8%

quindi la percentuale del DP sul PIL aumenterà’ dell’ 1,1%, ma ciò non viene detto da nessuno…. eppure i miei alunni di V – IGEA  conoscevano quella regola!!!!

E, purtroppo, non ci si può neppure rifugiare nel solito commento: “che schifo, come ci siamo ridotti male, dove andremo a finire”.

Ho rispolverato un mio documento del maggio 2000 e ne ho incollato sotto la parte relativa al DP. Chi avrà voglia di leggerlo vedrà quanto resta attuale. La DC e il PSI non scherzavano proprio….vero Casini, Franceschini, Sacconi ,ecc…?

 

“La gestione del debito pubblico e il circolo vizioso evasione fiscale- debito pubblico- erosione fiscale.”

Non ci può essere dubbio riguardo al fatto che la causa principale del gigantesco debito pubblico italiano sia rappresentata dalla maggiore anomalia della nostra finanza pubblica rispetto a quella degli altri paesi dell’OCSE ( i 29 paesi più industrializzati del mondo): l’evasione fiscale, stimata, anche recentemente dal FMI nel 13% del PIL, rispetto al 2-3 % medio degli altri paesi ( da 4 a 6 volte maggiore).

L’evasione fiscale si è tradotta in deficit di Bilancio e per coprire i deficit si è ricorsi all’emissione di titoli del debito pubblico. Tra i maggiori sottoscrittori del debito pubblico ci sono stati sicuramente i grandi e medi evasori, che quindi hanno percepito gran parte degli interessi del debito pubblico, interessi sottratti, come si è visto, alla base imponibile IRPEF (erosione fiscale) e assoggettati all’aliquota fissa del 12,5% (inferiore del 6,5% a quella cui è soggetto un pensionato od un lavoratore precario). Ma il crescere degli interessi passivi del D.P. ha determinato un accrescimento del deficit di Bilancio ed il nuovo ricorso all’emissione di titoli pubblici,ecc. La gestione del D.P. ha, inoltre, determinato un’accelerazione della crescita del debito stesso. Infatti, perché si stabilizzi il D.P. rispetto al PIL è necessario che l’interesse reale ( interesse nominale decurtato dell’inflazione) pagato ai sottoscrittori di titoli pubblici non superi il tasso di crescita effettivo del PIL. Al contrario, per molti anni sono stati pagati interessi sui titoli pubblici di livello ben maggiore rispetto alla somma: inflazione + aumento del PIL. Ciò ha causato un’autoalimentazione del D.P. che è andata ad aggiungersi per anni ai nuovi deficit di Bilancio.

Tutto ciò è ricaduto su lavoratori e pensionati in diversi modi:

A) l’evasione fiscale determina un aumento della pressione fiscale su chi è costretto a pagare le imposte.

B) l’aumento degli interessi passivi del D.P. fa aumentare ulteriormente la pressione fiscale.

C) per “sanare” il D.P. si è ricorsi e si continua a ricorrere a tagli della spesa sociale.

.
Dal 1992, poi, il saldo primario (è la differenza tra entrate e spese al netto degli interessi del D.P., quindi rappresenta il bilancio “reale”, nel senso che mette a confronto le entrate tributarie con le spese per la fornitura di servizi pubblici) è attivo e viene interamente utilizzato per pagare gli interessi del D.P., Quindi il deficit di Bilancio, dal 1992, è determinato unicamente dagli interessi del D.P.. Nel 1999 l’attivo del saldo primario è stato pari al 4,8% del PIL (circa 100.800 miliardi), con un deficit di Bilancio pari all’1,9% del PIL, dato che gli interessi passivi del D.P. sono ammontati al 6,7% del PIL (circa 140.000 miliardi). Queste cifre fotografano il travaso di denaro dai tagli alla spesa sociale al pagamento degli interessi del D.P.. Si è istituzionalizzata la rendita finanziaria!”


Sergio Casanova,note sulle modificazioni della distribuzione del negli anni novanta” – Maggio 2000

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