Pensioni e debito.Dati e considerazioni e nuovo calendario pensioni (27 ottobre 2011)

di Sergio Casanova – Attac Genova –

DATI E CONSIDERAZIONI SU PENSIONI E DEBITO

PREMESSA

DIMENSIONI DELLA TRAGEDIA FINANZIARIZZAZIONE

E IMPOSSIBILITA’ RIMBORSARE DEBITO GLOBALE

Vedi ALLEGATO 1:

IL DOMINIO DELLA FINANZA: enormi attivi finanziari; esplosione transazioni sui mercati finanziari (80% a scopo speculativo); entità debito globale e improponibilità suo rimborso; peso crescente della finanza ombra.

A) ITALIA: LA RAPINA AI DANNI DELLA PREVIDENZA E DEL TFR

E I TAGLI STRUTTURALI ALLE PENSIONI

La previdenza pubblica costituisce un ghiotto boccone per i potentissimi fondi pensione e per la finanza internazionale.

Vedi ALLEGATO 2 >>> entità del travaso di risorse dai contributi previdenziali a fiscalità generale (le pensioni, non solo non accrescono il Debito pubblico, ma contribuiscono a ridurlo); >>> uso improprio TFR per spese correnti dello Stato; >>> trasferimento di grosse quote del TFR ai Fondi pensione.

Le norme che prevedono l’aumento dell’età pensionabile (vedi ALLEGATO 3, Nuovo calendario pensioni -27 ottobre 2011 -pdf-) e la diminuzione delle pensioni future (vedi ALLEGATO 4), come si vede si tratta di tagli strutturali.

B) DATI E CONSIDERAZIONI SUL DEBITO

Vedi ALLEGATO 5:

1) la composizione del DP italiano; 2) i dati sul debito dimostrano che le politiche neoliberiste falliscono ovunque; 3) obiezioni alla modalità di calcolo del DP; 4) le politiche per ridurre il DP lo stanno già facendo aumentare; 5) le cause di fondo del DP in Italia;  6) i nuovi finanziamenti alle banche aggraveranno nuovamente la crisi e il debito e “obbligheranno” ad altri massacri sociali; 7) la marea di derivati altra minaccia incombente

C) PERCHE’ NON VOGLIAMO PAGARE IL DEBITO

1) Perché non è il nostro debito. Anzi, vantiamo 20 anni di crediti accumulati a seguito delle

politiche neoliberiste. Perché salari e pensioni:

• sono gli unici redditi cui non è concessa la facoltà di evadere il fisco,

• sono i più colpiti dalle imposte sui consumi,

• sono gli unici redditi sottoposti per intero alla progressività dell’unica imposta progressiva (IRE),

• risentono di più dell’assenza di un’imposta patrimoniale ordinaria,

• finanziano la spesa dello Stato anche coi contributi sottratti alla spesa previdenziale,

• sono tassati con aliquote più elevate, anche per i livelli più bassi di reddito (23%), rispetto alle rendite finanziarie (12,5% o 20%) e immobiliari (19% o 21%), entrambe sottratte alla   Continua su pdf

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