Breve dissertazione sul “futuro” al tempo della “crisi”.

 

 Di  Giorgio Agamben. 

Per capire cosa significa la parola futuro bisogna prima capire un’altra parola che non siamo più abituati ad usare o piuttosto siamo abituati ad usare soltanto nella sfera religiosa: la parola fede. 

Senza fede o fiducia non è possibile il futuro. C’è futuro solo se possiamo sperare o credere in qualcosa . Ma che cos’è la FEDE? 

David Flusser , un grande studioso di scienza delle religioni, esiste anche una disciplina con questo strano nome? Stava appunto un giorno lavorando sulla parola  “pistis” . Questo è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per fede.

Quel giorno stava passeggiando, per caso si trovava in una piazza di Atene, ad un certo punto alzando gli occhi vide scritto a caratteri cubitali davanti a se “ trapeza tes pisteos” . Stupefatto per la coincidenza , la parola pistis , guardò meglio e dopo pochi secondi si rese conto di trovarsi semplicemente davanti ad una banca. Trapeza tes pisteos significa in greco “banca di credito”. 

Fu una specie di illuminazione! Ecco finalmente cosa significava  la parola “pistis” che stava cercando da mesi di capire. 

Pistis, fede, è semplicemente il credito di cui godiamo presso Dio e di cui la parola di Dio gode presso di noi dal momento che le crediamo. Per questo Paolo può dire , in una famosissima definizione , che la fede è “sostanza di cose sperate” . 

La fede è ciò che da realtà a ciò  che non esiste ancora ma in cui crediamo ,e abbiamo fiducia, perché vi abbiamo messo in gioco il nostro credito, la nostra parola . Qualcosa come un futuro esiste soltanto nella misura in cui la nostra fede riesce a dargli sostanza, cioè realtà alle nostre speranze. 

Ma la nostra si sa è una epoca di scarsa fede , anzi, come diceva Nicola Chiaromonte, un’ epoca di malafede , cioè una fede mantenuta a forza e senza convinzione, quindi un’ epoca senza futuro e senza speranze o di futuri vuoti e di false speranze. 

In quest’ epoca troppo vecchia per credere veramente in qualcosa e troppo furba per essere veramente disperata come dovrebbe che ne è del nostro credito ?  Che ne è del nostro futuro?

A ben guardare mi pare che c’è ancora una sfera che gira tutta intorno al perno del credito; una sfera in cui è andata a finire tutta la nostra pistis, tutta la nostra fede. 

Questa sfera è il denaro e la banca , la trapeza tes pisteos ,  è il suo tempio. 

Voi sapete  che il denaro non è che un credito; su molte banconote , sul dollaro , sulla sterlina, curiosamente non sull’ euro e questo ci avrebbe dovuto insospettire.

Sulla sterlina e sul dollaro c’è scritto ancora  che la banca centrale promette di garantire  quel credito . La banca , c’è scritto, pagherà al portare la sterlina, il dollaro anche se ora la conversione in oro non c’è più. 

Sapete anche che la così detta crisi che stiamo attraversando, ma spero che siate abbastanza intelligenti per sospettare che ciò che si chiama crisi non è qualcosa di provvisorio ma il modo normale in cui funziona il capitalismo del nostro tempo;  “la crisi” dunque è cominciata con una serie sconsiderata di operazioni sul credito. Su crediti che venivano scontati e rivenduti decine di volte prima di poter essere realizzati. 

Questo significa , in altre parole, che il capitalismo finanziario, e le banche che ne sono l’ organo principale, funzionano giocando sul credito, cioè sulla fede degli uomini. 

Ciò significa anche che l’ ipotesi  di  Walter Benjamin , bellissima ipotesi per me, secondo la quale il capitalismo è in verità una religione; la più implacabile e feroce religione che sia mai esistita perché non conosce redenzione né giorno di festa, questa ipotesi va presa alla lettera. 

La banca ha preso il posto della chiesa e dei suoi preti e, governando il credito, manipola e gestisce la fede; la scarsa , incerta fiducia  che il nostro tempo ha ancora in se stesso e la fa nel modo più irresponsabile e privo di scrupoli cercando di lucrare denaro dalla fiducia e dalle speranze degli esseri umani , stabilendo il credito di cui ciascuno può godere e il prezzo che deve pagare per esso. 

Oggi valutando e stabilendo perfino il credito degli stati che hanno ceduto, non si sa perché, la loro sovranità. 

In questo modo, governando il credito, governa non solo il mondo ma ance il futuro degli uomini, un futuro che “la crisi” fa sempre più corto e a scadenza. 

Se oggi al politica non sembra più possibile ciò è appunto perché il potere finanziario ha ,di fatto, sequestrato tutta la fede e tutto il futuro. Tutto il tempo e tutte le attese. 

Finche dura questa situazione , finche la nostra società che si crede laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni io vi consiglio di riprendere il vostro credito e il vostro futuro dalle mani di questi tetri, screditati pseudo sacerdoti, banchieri, da una parte, e funzionari delle varie agenzie di rating 

Forse la prima cosa da fare è dismettere di guardare, intanto, soltanto al futuro, come essi vi esortano a fare, per rivolgere invece lo sguardo al passato. 

Soltanto comprendendo che cosa è avvenuto, soprattutto cercando di capire come e perché è potuto avvenire potrete, forse, riuscire a liberarvene. 

Non la futurologia ma l’ archeologia è la sola via di accesso al presente

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