Acciaio: ostacolo in Grecia contro l’offensiva ai diritti del lavoro.

RECAP | sciopero  in un’acciaieria greca

I lavoratori della Helleniki Halyvourgia (Grecia) sono in sciopero da 138 lunghi giorni contro gli attacchi, che per la crisi economica, stanno soffrendo  diritti lavorativi e sociali.  

Gli scioperanti sono trincerati nelle loro posizioni e sono determinati a continuare la loro lotta e da varie parti del mondo stanno ricevendo solidarietà.

di Antonio Cuesta

Lo sciopero alla Halyvourgia Helleniki (acciaierie greche) sta rapidamente diventando uno dei più lunghi degli ultimi anni in Europa, ma fino  ad oggi i lavoratori hanno mostrato con orgoglio i risultati della loro lotta: il primo è stato raggiunto con il rallentare altre aziende vicine simili e ricattare i datori di lavoro che si trovano ad affrontare lavoratori in grado di articolare un movimento di solidarietà internazionale che li incoraggia e li aiuta finanziariamente e materialmente per continuare la loro lotta.

La Federazione Sindacale Mondiale e l’Unione delle Metallurgia e Mining ha dichiarato dal 9 al 14 aprile, “settimana internazionale di solidarietà con gli scioperanti” Halyvourgia Helleniki. Mercoledì,  il L.A.B  si è riunito di fronte al Consolato Greco  a Bilbao sotto lo slogan “La vostra lotta è la nostra lotta”.

I lavoratori, che sono da 138 giorni in disoccupazione totale, ottenuta la forza grazie all’unità dell’intera forza lavoro e la forza della loro convinzione, sono certi che alla fine raggiungeranno i loro obiettivi Questo venerdì il presidente del comitato di G.A.R.A., Yorgos Sifonios ha detto “Andremo tutti al lavoro di nuovo nella fabbrica, tutti  vittoriosi”

Gli scioperanti hanno spiegato che il loro esempio è il primo ostacolo importante per l’offensiva neoliberista che sta soffrendo la Grecia, che sotto il pretesto della crisi sta distruggendo i diritti sociali e del lavoro conquistati dopo decenni di lotta.

Origine del conflitto:

La disputa è iniziata lo scorso 31 ottobre, quando la direzione dell’azienda ha sollevato la necessità di ridurre la produzione, citando difficoltà finanziarie. La scelta offerta era il licenziamento di 180 lavoratori (su 380), o la riduzione in ore di tutto il personale e pagare il 40% dello stipendio. La risposta allora, e che ripetono oggi è la stessa: “non subiremo il ruolo di schiavi moderni, senza lavoro o per 600 euro al mese”, come afferma oggi Dimitris, amministratore del comitato di sciopero.

Il totale dei lavoratori ha deciso di interrompere la produzione per costringere il proprietario, Nikos Manisis, al tavolo dei negoziati, ma cinque mesi più tardi, con il sostegno del Ministero del Lavoro, Manisis rifiuta ancora di farlo. La direzione sostiene che la crisi ha causato un calo delle vendite e dei profitti, ma gli scioperanti sostengono che la fabbrica ha registrato una crescita significativa negli ultimi tempi e che i profitti solo nel 2010 superavano i 200 milioni di euro. Secondo i lavoratori, negli ultimi due anni, la produttività è aumentata del 30% e la produzione di 70 mila tonnellate, a dispetto della quale non ci sono stati nuovi assunti, ma è aumentato il ritmo di lavoro che ha causato numerosi incidenti.

Le testimonianze dei lavoratori coincidono nell’affermare che le condizioni erano particolarmente dure in quanto la società non ha investito nulla per migliorare la loro sicurezza. Per questo motivo gli incidenti erano frequenti e, secondo Sifonios, nel 2010 l’azienda è stata condannata in tribunale con una sanzione finanziaria significativa per aver violato i principi fondamentali delle norme di sicurezza sul lavoro.

Nel suo quinto mese di sciopero la fabbrica è occupata e sorvegliata 24 ore al giorno dai lavoratori che si sono organizzati in turni e stanno costantemente  ricevendo espressioni di sostegno. Da sindacati, assemblee di quartiere, marce alla fabbrica … La solidarietà economica ricevuta viene incanalata attraverso un conto bancario, ma ci sono anche le forniture di cibo, vestiario e altri beni. “Il supporto ricevuto è molto importante,- ha confermato Dimitris – grazie a ciò continueremo. Certamente la vita quotidiana è molto difficile, ma non esitiamo a ricordare che questo è anche per tutti i greci che sono stati privati direttamente di una parte del loro stipendio o del loro lavoro.”

Sono fiduciosi che la vittoria alimenterà la lotta della classe operaia in tutta Europa.

Asse di disoccupazione:

La città di Aspropyrgos si trova nella cintura industriale e il dramma deriva dalla distruzione metodica della produzione che per la crisi greca finanziaria del capitale è in corso e va in avanti. Nella zona ci sono molte industrie pesanti, ma è anche uno dei quartieri con il più alto tasso di disoccupazione in Grecia.

Il progresso e l’esito dello sciopero condizionerà fortemente il futuro di altre fabbriche del quartiere, i cui proprietari attendono ad agire su quello che sarà il risultato in Helleniki Halyvourgia.

Fonte : http://www.gara.net/paperezkoa/20120318/329279/es/Barricada-acero-Grecia-contra-una-ofensiva-derechos-laborales

trad Giuseppe Oliva – Attac Genova –

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