Un terremoto finanziario che viene dal mare. L’epicentro questa volta non sarebbe New York, bensì Amburgo.

 

di Luigi Guasco e Pino Cosentino  – Attac Genova –     

Shippingonline (Secolo XIX) ha pubblicato ieri la notizia che la BaFin (autorità di controllo del sistema bancario tedesco) avrebbe chiesto alle banche (tedesche) quanti prodotti finanziari legati allo shipping abbiano in pancia.

Il documentato saggio di Sergio Bologna, Il crack che viene dal mare, del dicembre scorso, aveva già dato l’allarme. Dopo i subprime, oggi la bolla che minaccia di scoppiare è quella dei derivati legati allo shipping. L’epicentro del terremoto questa volta non sarebbe New York, bensì Amburgo.

Le condizioni di mercato nel settore armatoriale presentano una forbice tra andamento della costruzione di navi e domanda di traffico. Il traffico langue, le navi viaggiano con il 60% della capacità utilizzata, ma le compagnie di navigazione continuano a ordinare e ritirare navi sempre più grandi e tecnologicamente sofisticate.

Nel suo saggio Bologna spiega che ciò avviene perché, sotto la pressione di una competizione serrata che assorbe tutta l’attenzione e le risorse delle compagnie di armamento (carrier: le principali sono Maersk, MSC e CMA-CGM) le navi si sono sempre più trasformate, da prodotti industriali, in prodotti finanziari. Il saggio espone i complessi meccanismi che legano un quartetto di protagonisti: proprietari, trasportatori (Maersk, Hapag Loyd ecc.), fondi chiusi, banche, in un gioco ad alto rischio, che con la forte flessione del traffico sta arrivando alla logica conclusione: il crack.

Oggi le prime 10 banche tedesche hanno in portafoglio 98 miliardi di prodotti finanziari legati allo shipping. Secondo la Reuters la causa scatenante della richiesta di BaFin sarebbe l’annuncio di Hsh Nordbank di voler riconsiderare i numeri delle perdite che potrebbero essere causate dai derivati sullo shipping. Già Bologna aveva indicato la Hsh Nordbank, una banca pubblica posseduta a metà tra la città stato di Amburgo e il Land dello Schleswig Holstein, come la più esposta di tutte.

Ma, mette in guardia Bologna, questa volta il crack produrrebbe gli effetti di un infarto su tutta l’economia – mondo. I traffici marittimi sono il sangue che scorre nell’organismo, interruzioni anche brevi possono avere effetti particolarmente devastanti.

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