Uno tsunami si è abbattuto sul mito liberista della governabilità: serve uno tsunami sociale perché produca cambiamento

Uno tsunami si è abbattuto sul mito liberista della governabilità :

serve uno tsunami sociale perché produca cambiamento

 

di Attac Italia

(Clicca qui per scaricare il Granello di Sabbia)

 

Atteso o temuto, guardato con curiosità od esorcizzato, alla fine lo “tsunami” del Movimento 5 stelle è arrivato. Scriviamo queste riflessioni subito dopo il voto e dunque occorrerà tempo per analisi più approfondite, ma un dato è chiaro : è stato un terremoto politico che ridisegna profondamente il quadro politico-istituzionale dentro la crisi, mettendo a soqquadro certezze che si volevano irreversibili.

Contrariamente a quanto da subito veicolato dai mass media, ancorati ad un bipolarismo da sempre sognato, ovvero “non ha vinto il Pd, non ha perso il Pdl”, il primo vero sconfitto di queste elezioni è Mario Monti e quello che dietro di lui ha tentato di coagularsi.

Dopo un anno di governo all’insegna delle politiche di austerità, disegnate dall’ortodossia monetarista europea, e della priorità delle esigenze dei mercati finanziari sulla vita delle persone, Mario Monti è “salito” in politica, aggregando attorno a sé la lobby dei poteri forti industriali e finanziari e provando a costruire un asse centrista, che rimettesse in campo –con l’esplicito appoggio del Vaticano- anche un nuovo blocco dichiaratamente “cattolico” per guidare il paese sulle ali della credibilità europea ed internazionale personalmente acquisite.

Esce dalle elezioni pesantemente ridimensionato, e con lui ricevono una sonora sberla le politiche dei sacrifici imposte ad un popolo italiano, che ne ha subito l’intero peso senza poterne mai vedere la fine, continuamente posticipata dagli analisti finanziari e dai dirigenti politici del Paese.

Le preoccupazione dei “mercati”, che hanno immediatamente ripreso a fibrillare, gli allarmi dell’Unione Europea per la possibile discontinuità, l’amara constatazione vaticana per il ridimensionamento del ruolo dei cattolici nella politica italiana sono la migliore conferma di quanto sopra affermato.

Il centrosinistra e il centrodestra vedono una drastica perdita di consensi, e se lo schiaffo per il Pd, che si pensava vincitore in carrozza, è più forte di quello ad un Pdl, che può quasi cantare vittoria di fronte ad una debacle di proporzioni gigantesche annunciata e poi avvenuta solo in parte, il dato è inequivocabile : entrambi gli schieramenti perdono diversi milioni di voti assoluti, pagando il sostegno al governo Monti e la sostanziale equivalenza delle politiche di fondo (accettazione dei vincoli europei, pareggio di bilancio e fiscal compact, politiche di austerità).

Il Pd paga anche l’opportunismo dello schierarsi nelle battaglie prodotte dai movimenti sociali a seconda delle contingenti convenienze politiche, come ha dimostrato il risultato referendario sull’acqua.

Il disastro –questo sì annunciato- di Rivoluzione Civile, rappresenta l’esito lineare dell’ennesimo maldestro tentativo di mettere assieme i cocci di una sinistra “alternativa”, fingendo di poter rappresentare l’insieme delle dinamiche sociali aperte da tempo dai movimenti in questo Paese, sul terreno del lavoro e delle conflittuali territoriali legate alla riappropriazione dei beni comuni.

Ancora una volta si dimostra l’illusorietà di costruire scorciatoie elettoralistiche, immaginando di poter rappresentare esperienze straordinarie come quella prodotta dal movimento per l’acqua o dal movimento No Tav, sulla base di una vetusta idea  -ancor più grave perché reiterata – della rappresentanza basata sul classico schema : “la società esprime e ci vuole chi la rappresenti”, dimenticando l’enorme rivendicazione di democrazia diretta e partecipativa che emerge da ogni conflittualità sociale.

Rivendicazione che, in modi e forme ancora confusi, il Movimento 5 stelle ha saputo raccogliere, facendone uno degli elementi fondanti del proprio percorso, assieme al totale rifiuto di una politica pesantemente corrotta, divenuta “casta” per aver consegnato la propria funzione sociale ai mercati finanziari, mantenendone tuttavia intatti i privilegi individuali e di clan.

Il risultato del Movimento 5 stelle, che lo proietta a primo partito alla Camera dei Deputati, fa irrompere dentro il quadro politico temi come l’acqua pubblica, il No alle grandi opere, la lotta alla precarietà e il reddito di cittadinanza, il ripristino dei fondi a scuola e sanità, messi in campo da una generazione di nuovi parlamentari finalmente privi delle sovrastrutture politiciste della sinistra radicale che, in passato, ha più volte anteposto il mantra della governabilità e delle alleanze politiche al perseguimento degli obiettivi concreti.

Ovviamente il Movimento 5 Stelle nasce dentro la crisi e della stessa porta con sé  alcuni elementi fortemente contraddittori : dall’affidamento carismatico al leader , alla propensione per un tecnicismo amministrativo spesso disancorato da una visione della società, ad una forte ambiguità di contenuti sui temi non direttamente derivabili dalla mappa cromosomica di quel percorso : diritti civili, diritti dei migranti, ruolo del pubblico e dei sindacati, privatizzazioni e meritocrazia.

Ma è indubitabile come, dal punto di vista dei movimenti, l’esito di queste elezioni apra spazi di possibilità che costituiranno anche un importante banco di prova per la maturità degli stessi.

Perché uno tsunami ha travolto gli ingranaggi delle politiche liberiste dentro il quadro politico-istituzionale, ma solo con l’attivazione di un vero e proprio tsunami sociale, ovvero una forte estensione della mobilitazione nella società. a partire dall’autonomia sociale dei movimenti, può impedire che le energie liberate dall’affermazione del Movimento 5 stelle prendano una deriva qualunquista, ed aprire la possibilità, oltre l’impasse istituzionale, di un vero cambiamento sociale per un’uscita diversa dalla crisi, a partire dalla riappropriazione dei diritti, dei beni comuni e della ricchezza sociale, da sottrarre ai processi di finanziarizzazione della società e della vita delle persone.

Grande è il disordine sotto il cielo, ai movimenti sociali il compito di attraversarlo segnando un punto netto di avanzamento sociale.

Advertisements

One Response to Uno tsunami si è abbattuto sul mito liberista della governabilità: serve uno tsunami sociale perché produca cambiamento

  1. aldocannav says:

    Comincia adesso l’impegno di mantenere le promesse.Se il movimento cinque stelle si isola mantenere le sue promesse diventa quasi impossibile.Ritengo importante che si allei col PD, dimenticando qualche vecchio screzio ed inizi la realizzazione del suo programma,che ritengo molto impegnativo.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: