Porto di Genova: solidarietà e tensione in Piazza Matteotti. “Fate parlare i lavoratori!”, il loro intervento.

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di Giuseppe Oliva – Attac Genova –

Più di un migliaio a manifestare  solidarietà alle vittime dell’incidente in porto mentre la città si fermava per 15 “lunghi” minuti, dalle 11 alle 11.15. Poi le parole del  sindaco Marco Doria,, quelle di Ivano Bosco segretario della Cgil. e quando è stato il momento di monsignor Luigi Molinari, responsabile dei cappellani del lavoro, dalla folla grida di protesta: –  Fate parlare i lavoratori! – e qualcuno ha staccato la tensione all’altoparlante. Monsignor Luigi Molinari terminava quindi il suo intervento neppure iniziato e la parola passava ai lavoratori. Ecco la loro  dichiarazione

”Ancora una volta siamo qui ad esprimere solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori che usciti di casa per andare al lavoro non hanno fatto ritorno. Senza dimenticare  i lavoratori e le lavoratrici che hanno visto le loro vite salve,  ma il loro corpo segnato in maniera permanente.

Noi lavoratori, colpiti da questa immane tragedia, ci troviamo dinanzi all’ennesima circostanza in cui il profitto e gli interessi prevalgono sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

Noi cittadini pretendiamo che per tutte le tragedie avvenute  fino ad oggi vengano abbattuti i muri omertosi e che il porto di Genova non diventi il porto dei misteri.

Per l’ennesima volta assistiamo al solito teatrino dei sindacati che riuniti non sono stati in grado di prendere una decisione. Vi ricordiamo che anche questa volta la scelta di scioperare è partita dalla sensibilità dei lavoratori dopo l’ennesima richiesta di continuare a lavorare come di fatto è accaduto nella notte della tragedia per non interrompere la sacra produttività.

Arrivando al sodo ci chiediamo come si faccia a far transitare delle navi mentre si dichiara uno sciopero, mentre i sommozzatori incessantemente cercano i superstiti in un mare pieno di melma e in condizioni disagevoli. Per non parlare della non bellissima figura fatta nel doppio gioco della movimentazione dei passeggeri che ha portato alla perfetta partenza di una nave dei divertimenti con tanto di turisti in coperta armati di macchine fotografiche a  documentare l’ennesima tragedia.

Questo ci spinge a chiedere con maggior forza alle istituzioni un organo di controllo del ciclo operativo formato dai lavoratori consapevoli che attualmente la situazione è fuori controllo. Noi non dimentichiamo.  Senza memoria non c’è futuro”.

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