Acqua Pubblica: a due anni dal referendum.

Sono passati due anni dal 13 giugno del 2011; contro ogni previsione, cosa che non accadeva dal 1995, il referendum sull’acqua raggiunse il quorum.

Dopo una campagna  referendaria  intrapresa dai cittadini e che aveva avuto contro o indifferenti  i partiti maggiori, più di 26 milioni di cittadini hanno detto no al mercato cancellando due norme:

La prima raffigurava un cammino a stadi per far aumentare la partecipazione dei privati nelle società che gestiscono il servizio.

    La seconda affermava che alle stesse società doveva essere garantito un profitto, e cioè, nel calcolo della bolletta, bisognava  calcolare anche la remunerazione del capitale investito.

Ad oggi nulla di quanto deciso dal risultato referendario ha trovato attuazione. La legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari e degli enti locali, ad eccezione di poche realtà: oltre Napoli, che ha  concluso il processo di trasformazione della società a totale capitale pubblico in azienda speciale, sono state le città di Palermo e di Torino a segnare il cambio di direzione.

Nel luglio 2012, la Corte Costituzionale ha bocciato le normative che prospettavano la privatizzazione dei servizi pubblici locali con la motivazione del rispetto dell’ esito referendario.
Nel frattempo, contro la nuova normativa tariffaria disposta dall’Autorità dell’Energia Elettrica e del Gas (che reintroduce sotto mentite spoglie l’abrogata “remunerazione del capitale investito) è stato presentato nel febbraio scorso un ricorso al Tar della Lombardia.

Continua quindi lo scontro tra i movimenti per l’acqua e gli enti locali per una corretta applicazione della legge, mentre si è aperta in Europa una raccolta  firme per una  petizione popolare da presentare al parlamento europeo che ha nella frase iniziale tutto il senso dell’ istanza: ”L’acqua e i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano! l’acqua è un bene comune, non una merce!”

A questa petizione si può aderire in rete all’indirizzo http://www.acquapubblica.eu/ scrivendo i propri dati

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