Audizione in Consiglio Comunale del Comitato Gestione Corretta Rifiuti Genova. (testo dell’intervento) 06/11/2013

 AUDIZIONE DEL COMITATO GESTIONE CORRETTA RIFIUTI GENOVA DAVANTI ALLE COMMISSIONI 3 E 6 DEL CONSIGLIO COMUNALE CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI AMIU

(Relazione presentata per il Comitato da Dino Orlandini)
Mi chiamo Dino Orlandini e parlo come attivista del Comitato Gestione Corretta Rifiuti Genova, comitato che si è formato da meno di un anno e che ha preso spunto dalla Campagna di raccolta firme per la presentazione in parlamento di una legge di iniziativa popolare denominata” Rifiuti Zero: per una vera società sostenibile”.
La campagna di raccolta firme si è conclusa positivamente nel mese di agosto e la proposta di legge con le firme è stata depositata a settembre alla camera dei deputati ed ora siamo in attesa che venga discussa.
Conclusa la fase di raccolta firme GCR Genova, coordinandosi con moltissime altre associazioni, movimenti e comitati attivi in Liguria, continua l’attività politica volta a sostenere la strategia “rifiuti zero” come unica soluzione sostenibile per la gestione dei materiali post consumo.
Il mio intervento verterà sulla situazione AMIU così come descritta nella bozza di delibera
Dalla lettura sia della alla bozza di luglio che della bozza di settembre si evince che la giunta comunale esprime la volontà di vendere a partner privati una quota azionaria della sua azienda AMIU ma però non se la sente di affermarlo apertamente e pertanto chiede che sia la direzione aziendale a metterlo nero su bianco con un piano industriale redatto appositamente.
Questa volontà di vendita di quote di AMIU viene giustificata con la necessità di trovare gli investimenti necessari per la costruzione degli impianti destinati a “chiudere il ciclo integrato nell’ambito genovese”.
La relazione tenuta dal sig. Vice Sindaco due commissioni fa ha approfondito questo punto informandoci che se l’AMIU dovesse da sola sostenere gli investimenti richiesti per la chiusura del ciclo dovrebbe necessariamente scaricare tali oneri sulla bolletta che diventerebbe insostenibile, da qui la necessità di rintracciare un partner privato che partecipi agli investimenti: è ovvio che per evitare anche in questo caso aumenti intollerabili di tariffa tale partner dovrebbe accollarsi tutti gli oneri (oneri finanziari e rinuncia agli utili sull’investimento) senza nulla chieder in cambio a AMIU perché in caso contrario si tornerebbe al caso di prima, cioè all’aumento della bolletta.
Io sono un povero chimico e non mi intendo di finanza e quindi mi rallegro che la giunta abbia individuato un simile partner perché vuol dire che dal capitalismo finanziario siamo passati al mecenatismo senza che io me ne sia accorto.
Collegando la volontà privatizzatoria della giunta comunale con la legge regionale di riordino dgli ATO e gli indirizzi del nuovo piano regionale dei materiali post consumo, mi viene da pensare, commettendo forse un peccato di malignità, che l’intera operazione sia finalizzata a consegnare la gestione dei materiali post consumo di Genova a Iren e a costruire un inceneritore, cosa finora non riuscita alle tre ultime giunte.
L’incenerimento dei materiali post consumo è una modalità di trattamento ormai obsoleta: l’UE sta infatti programmando di abbandonare gli inceneritori entro il 2020 e in Italia alcune regioni stanno decidendo in tal senso.
Non solo è ormai ampiamente dimostrato che l’incenerimento dei materiali post consumo è gravemente dannoso alla salute, ma risulta anche essere la peggiore soluzione sotto il profilo ambientale (il recupero di energia è solo un terzo di quella sprecata poi per riprodurre la materia non recuperata), non risultando al contempo neanche economicamente conveniente (gli inceneritori chiuderebbero se non avessero incentivi statali).
Gli inceneritori sono antagonisti rispetto al recupero e al riciclo della materia. Poiché le risorse del pianeta non sono infinite, metalli, plastica, carta, cartone, vetro e frazione organica dei materiali post consumo, debbono essere recuperati come materie prime e compost, non distrutti con scelte irragionevoli e pretestuose.
Oggi la Liguria ha la fortuna di essere una delle poche regioni italiane senza inceneritori e non si vede la necessità di dotarsi di simile marchingegno quando con tecnologie diverse e super consolidate è possibile risolvere il problema della gestione dei materiali post consumo a costi più bassi ed incrementando l’occupazione.
Inoltre un servizio di gestione corretta dei materiali post consumo che vuole essere finalizzato al recupero di materia non è utile che sia effettuato da soggetti di grandi dimensioni, lontani dai territori e vincolati a logiche di profitto.
E’ necessario invece che la gestione dei materiali post consumo sia strettamente integrata con le altre attività volte alla valorizzazione delle risorse rinnovabili del territorio, dalla gestione del servizio idrico all’agricoltura, al turismo, all’energia.
Occorre invertire la tendenza al gigantismo e alla finanziarizzazione di queste attività, che debbono invece essere svolte da soggetti che siano espressione dei territori e radicati nelle realtà locali.
Concludo con due considerazioni economiche e con una richiesta.
E’ stato calcolato che a causa del mancato raggiungimento della quota minima di raccolta differenziata, sui cittadini genovesi gravano come maggiorazione di ecotasse circa 3.000.000 di € ogni anno: credo che la giunta comunale debba intervenire rapidamente su tale scandalo prima che sia troppo tardi.
Il CONAI ha calcolato per la Liguria in 70.000.000 di € il mancato introito per la vendita dei materiali che invece di essere recuperati vengo inviati in discarica; poiché la città di Genova produce circa il 34% del totale dei materiali post consumo regionali , si può stimare in circa 24.000.000 di € ogni anno i soldi che vengono sotterrati a Scarpino anziché essere utilizzati per costruire di un impianto di compostaggio: si perché con un piano industriale serio impostato sulla vendita dei materiali recuperati a valle di una raccolta porta a porta, si potrebbero ottenere ad esempio dalla Cassa Depositi e Prestiti i soldi necessari alla costruzione dell’impianto di compostaggio, senza cedere quote di AMIU a privati.
Insomma il progetto di vendere quote di AMIU a grandi operatori industriali e/o finanziari ci vede fermamente contrari e quindi chiediamo che l’amministrazione comunale ritiri la bozza di delibera e decida di:
• mantenere AMIU totalmente in house;
• rispettare la “gerarchia dei materiali post consumo” stabilita in sede comunitaria;
• indirizzare AMIU decisamente a una vera raccolta differenziata (finora mal digerita dai vertici dell’azienda), a cominciare dalla raccolta del rifiuto organico che va estesa a tutto il territorio comunale in modalità “Porta a Porta”, intendendo con ciò una modalità di raccolta di tipo domiciliare;
• attuare le buone pratiche oggi disponibili, fra cui la tariffazione puntuale, al posto dell’attuale tariffa, iniqua nei confronti dei cittadini più virtuosi, perché basata principalmente sulla metratura dei locali e non sulla quantità di rifiuto prodotto.

Genova, 06/11/2013

4 Responses to Audizione in Consiglio Comunale del Comitato Gestione Corretta Rifiuti Genova. (testo dell’intervento) 06/11/2013

  1. Mi occupo da crca 18 anni di rifiuti insieme ad un gruppo di persone assolutamente apolitiche, che si sono pure appese agli alberi dell’Acquasola per non farli segare cosa che è puntualmente avvenuta…
    Abbiamo organizzato convegni per i rifiuti fatto venire a Genova autotassandoci Paolo Cacciari, uno scienziato come Paul Connett riempito di volantini tutta la città e raccolto migliaia di firme. VALERIO GENNARO CI CONOSCE BENISSIMO mi dici per curiosità quando e dove avete raccolto le firme visto che io non ho mai visto nessuno. Pure Agostini mi conosce bene….
    Ti lascio la mia mail giuli.cami@alice.it Mi fai pervenire la tua? Grazie

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  2. Aggiungo che grazie al nostro impegno fino ad oggi NESSUN INCENERITORE!!!!!!!!!!!!!!!

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  3. Attac Genova scrive:

    Articoli sul blog da inizio raccolta (ed anche prima) delle firme per il disegno di legge di iniziativa popolare (LIP) : https://attacgenova.wordpress.com/?s=rifiuti+zero

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  4. Attac Genova scrive:

    Per la costruzione dell’inceneritore non è finita … se parte di AMIU passa ad IREN …

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