Siamo tutti, per sempre, coinvolti. 600ma ora per la pace.

Il volantino distribuito durante il presidio in Piazza De Ferrari:

Siamo tutti, per sempre, coinvolti

“Che c’entriamo noi con la guerra in Afghanistan?”

Nelle ultime seicento settimane, più di dodici anni,  non saranno stati  pochi i passanti che, afflitti da problemi più o meno grandi e raggiunti da uno  dei nostri 300 000 volantini si saranno posti questa domanda

C’entriamo se crediamo nella nostra costituzione : La guerra calpesta l’articolo 11, che la ripudia esplicitamente. E limita la sovranità delle nostre istituzioni, trasferendola negli Stati Uniti

C’entriamo se pretendiamo di non essere ingannati: il pretesto della guerra è stato la ricerca di Osama Bin Laden, indicato come autore dell’attentato alle torri gemelle. Ammesso che lo fosse (ma nessun processo lo ha mai stabilito), sappiamo bene che Bin Laden è stato rintracciato e linciato in Pakistan, e non in Afghanistan, dai marines statunitensi

C’entriamo se veniamo colpiti da provvedimenti economici sempre piùpesanti ed ingiusti: durante la recente vertenza dei lavoratori AMT abbiamo più volte sottolineato che il governo ha recentemente stanziato 300 milioni di euro per continuare la guerra fino a dicembre. Con quel denaro, non solo a Genova si potrebbero organizzare trasporti pubblici efficienti ed a prezzi accessibili; condotti da autisti giustamente pagari. A dieci anni dall’inizio della guerra è stato stimato che i costi per l’Italia ammontassero a 4 miliardi di euro. Mentre scuola pubblica, sanità, welfare, pensioni, continuano ad essere demoliti.

Ma soprattutto c’entrano le nostre istituzioni: presidente della repubblica, governo e parlamento che permettono che questi veri e propri delitti vengano compiuti

Cogliamo perciò il pretesto del numero 600 che caratterizza  la prossima ora in silenzio per la pace per

-Invitare tutte le persone che,  per poche o per tante volte hanno manifestato con noi a tornare  ancora  per una volta sui gradini del ducale mercoledì 27 novembre dalle 18 alle 19

-Invitare chi sa suonare uno strumento musicale a portarlo con sé: concluderemo la seicentesima ora in silenzio per la pace cantando  e suonando “La canzone del Maggio” di Fabrizio De Andrè.

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