A Tursi, cinquanta associazioni/comitati/reti promuovono una tavola rotonda con un pool di espeti urbanisti e amministratori, per dire stop al consumo di territorio.

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Genova, 28 novembre 2013 – al tavolo, sul nuovo Piano Urbanistico Comunale (Puc) , Giovanni Barbagallo, assessore all’agricoltura della Regione (l’ente che attraverso la Vas, valutazione ambientale strategica, ha contestato l’eccessivo consumo di suolo previsto proprio nel Puc genovese) con amministratori e esperti di urbanistica che dello stop al consumo di suolo hanno fatto il perno dei piani regolatori dei propri comuni. E’ stato invitato il Sindaco di Genova.

Sarà questo l’interessante confronto che si prospetta nella tavola rotonda organizzata mercoledì 4 dicembre alle 17.15 nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, sede del comune di Genova: ‘La pianificazione territoriale, come affrontare il tema del consumo di territorio’. L’iniziativa è promossa da una rete di oltre 50 associazioni genovesi che dicono ‘no’ al consumo di territorio e chiedono alle giunte e ai consigli comunali, in primis quelli di Genova, di adeguare i propri piani regolatori a un principio che ormai sta consolidandosi a livello teorico e pratico, come dimostrano esempi sempre più frequenti in tutta Italia.

 I relatori della tavola rotonda:

Luca Martinelli (giornalista di Altreconomia);

Guido Montanari (docente di storia dell’architettura contemporanea del Politecnico di Torino e assessore all’urbanistica comunale di Rivalta);

Roberto Corti (sindaco di Desio);

Domenico Finiguerra (ex sindaco di Cassinetta di Lugagnano).

Fabio Balocco (avvocato ambientalista -Pro Natura)

La richiesta di fermare il consumo di territorio nel Puc viene avanzata dalle associazioni genovesi anche con una raccolta di firme, da presentare al Comune. L’appello, intitolato ‘La città che vogliamo: Stop alle nuove costruzioni’, è il seguente: “Considerato l’alto indice di urbanizzazione e impermeabilizzazione del suolo, lo stato di abbandono del territorio e il rischio idrogeologico che ne consegue, le difficoltà di accesso alla terra per la produzione agricola locale, l’alto numero di edifici vuoti e l’andamento demografico decrescente, io cittadino genovese, chiedo che il Puc (Piano Urbanistico Comunale) non preveda ulteriore consumo di terreno libero, né in superficie, né sottoterra. Stop al consumo di territorio”.

Lo stato dell’arte del Puc

 Siamo alle battute finali dell’iter di approvazione del Puc, piano urbanistico comunale di Genova. In questa fase, il Comune si appresta ad approvare le controdeduzioni alla VAS presentata dalla Regione Liguria, che ha recepito molte delle osservazioni che le varie associazioni avevano depositato, adottando la politica della riduzione del consumo di suolo. Al contrario il Comune di Genova continua a prevedere indici di urbanizzazione un po’ ovunque, in ambito urbano e agricolo.

 Nonostante le alluvioni, la consapevolezza dell’eccessiva urbanizzazione e impermeabilizzazione del suolo, gli amministratori della città si ostinano a voler prevedere nuove aree edificabili.

Da molto tempo le 50 associazioni propongono uno stop al consumo di territorio, e un divieto di costruzione di ulteriori parcheggi sottoterra così come di volumi in superficie. Solo dopo l’ultima alluvione, tuttavia, la Regione ha preso provvedimenti in questo senso. Ne siamo felici, ma occorre fare ancora di più per affrontare il tema della tutela del nostro fragile territorio: occorre fermare il consumo di suolo, e, invece di pensare a come costruire, bisogna intervenire per liberare aree ad alta densità urbana, recuperare spazi lasciati degradare, incentivare le ristrutturazioni, procedere con la difesa del territorio in modo integrato, con opere strutturali e non.

Il volano dell’economia non è più il cemento, ma il recupero, il riuso, le ristrutturazioni, l’incentivazione al vero presidio agricolo, che è solo fatto da chi la terra la coltiva per produrre il cibo che consumiamo; i presidi che non prevedano un’attività agricola produttiva non garantiscono alcuna sicurezza del territorio, anzi rischiano nel tempo di diventare un boomerang, con l’abbandono dei muretti a secco e delle terre.

I comitati, reti ed associazioni che hanno deciso di avviare la campagna di raccolta firme sono:

Rete if, tavolo agricoltura; Forum salviamo il paesaggio, Genova; Acli Liguria; Aiab Liguria; Amici del Chiaravagna onlus; Amici di Pontecarrega; Arci Genova; Attac; Circolo arci barabini di trasta; Circolo arci belleville; Circolo arci culturale Fegino; Circolo arci erba voglio; Circolo arci futuro primitivo; Circolo arci pianacci; Circolo arci zenzero; Comitato acqua bene comune Genova; Comitato acquasola; Comitato contro la cementificazione di Terralba; Comitato protezione Bosco pelato; Coordinamento gestione corretta rifiuti della Liguria (gcr Liguria); Fair; Gestione corretta rifiuti Genova (gcr genova); Italia Nostra; Legambiente LIguria; Le serre di San Nicola di Castelletto; Libera Genova; Liguria biologica; Mdc Genova; Medicina democratica; Medici per l’ambiente (i.s.d.e.); Movimento consumatori Liguria; Movimento decrescita felice Genova; Slow food Liguria; Terra! onlus; Vivere in collina; Wwf Genova; Wwf Italia sezione regionale Liguria; Y.e.a.s.t. youth europe around sustainability tables; GasaGenova; A.s.c.i. Liguria; Circolo nuova ecologia; Circolo arci lavoratori sturlesi accipicchia; Slow food Genova; Comitato genitori istituto comprensivo Pra’, Mfe Genova; rete Voglio la Gavoglio; arci Primo Maggio; Genova Bene Comune; Ingegneria senza frontiere; Anemmu in bici a Zena;Geologia senza frontiere.

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