Punti di vista: AMIU. Verso l’epilogo di una ordinaria storia di malaffare

Punti di vista 

di Pino Cosentino – Attac Genova –

AMIU

Verso l’epilogo di una ordinaria storia di malaffare

Si può dimostrare molto facilmente che AMIU non ha bisogno di nessun partner privato per compiere gli investimenti necessari a risolvere il problema di Scarpino, come viene ora drammaticamente posto da esponenti della Giunta Doria.

Quanto occorre? 200 milioni? Se si vuole, non ci sono problemi.Pino Cosentino

Vediamo qualche precedente.

Nel 2006 nacque l’attuale legame tra Genova e Torino, che misero insieme AMGA e AEM per costituire Iride, l’attuale Iren.

C’era però un ostacolo al progettato matrimonio. AMGA valeva meno di AEM, ma Genova voleva un rapporto paritario con Torino. Nella finaziaria costituita per detenere le azioni dei due Comuni in Iride, Genova voleva avere lo stesso peso del capoluogo piemontese.

Così FSU – Finanziaria Svilppo Utility nacque con due azionisti, ognuno dei quali, come voleva Genova, deteneva il 50% delle azioni. Genova conferì a FSU tutte le sue azioni di AMGA, Torino conferì una quantità di azioni di AEM per un valore corrispondente.

Le restanti azioni AEM vengono comprate da FSU che paga al comune di Torino € 213.956.762. Da dove vengono quei 213 milioni versati da FSU al Comune di Torino? Da Banca Intesa e Banca Opi oggi Intesa Sanpaolo, che hanno prestato 230 milioni a FSU. Prestito da restituire in 15 anni, come un qualsiasi mutuo. Quanto costa un mutuo così? Tra il 2007 e il 2011 FSU diede 42 milioni, circa 8,5 milioni all’anno. Dal 2011 il debito fu ristrutturato e la rata annuale scese ancora, a circa 6,2 milioni. Perché queste operazioni si possono fare per privatizzare, e non si possono fare per mantenere in mani pubbliche un servizio di importanza strategica?

L’operazione si pagherebbe da sé, con i proventi della vendita delle frazioni differenziate e del metano ottenibile dal biogas prodotto con la digestione aerobica della frazione pulita dell’umido.

Si potrebbero citare altri precedenti, come, per restare in argomento, la vendita del 40% della azioni di Mediterranea delle Acqua a F2i, un fondo di investimenti che ha usato una società veicolo, F2i Reti Idriche Italiane – FRII, appositamente costituita per compiere questa operazione. Il costo del 40% di MdA è di circa 180 milioni, che FRII ottiene da BIIS [gruppo Intesa Sanpaolo: rieccolo!].

Ci sarebbe poi un’altra soluzione, forse ancora più semplice. Mauro Solari l’ha illustrata all’ultima audizione in argomento davanti alla Commissione del Consiglio Comunale: gli impianti restano per un certo numero di anni affidati alla gestione della società che li fornisce. Una soluzione praticata spesso in casi analoghi.

La conclusione non può essere che una: siamo davanti all’ennesima storia di malaffare. C’è la volontà politica di sottrarre al patrimonio pubblico un servizio strategico, che in condizioni di monopolio può produrre guadagni sicuri, trampolino per più ardite speculazioni finanziarie.

Decenni di gestione al limite dell’illegalità hanno portato alla crisi Scarpino. Come hanno distrutto AMT, come distruggono ogni cosa che gestiscono in quanto amministratori pubblici (pensiamo ai giardini e ai parchi pubblici) in modo da poterne fare prede per i loro interessi privati.

Gli attori di questa sporca storia sono sempre gli stessi, lo schieramento trasversale a guida PD che da decenni controlla questa regione, e che si può denominare, riprendendo il titolo di un libro, “il partito del cemento”.

Riusciremo a impedire un epilogo così vergognoso? A chi si lamenta per le divisioni tra i possibili oppositori, rispondiamo che non ci può essere unità tra chi spinge in direzioni opposte. Chi ha condiviso per anni e anni, anche stando negli organi di governo locali, la responsabilità di scelte scellerate dovrebbe semplicemente farsi da parte, e smetterla di ammorbare un’aria che dovrebbe essere limpida e salutare, l’aria nuova che deve prendere a spirare su questo paese per ridare speranza a un popolo ancora relativamente prospero, ma disorientato dai troppi doppiogiochisti e sostanzialmente disperato.

      27 aprile 2015

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: