Loro decidono per tutti, ma… Tre delibere di iniziativa popolare per il comune di Genova

Loro decidono per tutti, ma…  

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Attac – Genova || Associazione Comitato Acquasola || Comitato Acqua Bene Comune – Genova || Comitato per la protezione del Bosco Pelato || Comitato contro la cementificazione di Terralba || Comitato Gestione Corretta Rifiuti –Genova || Gruppo per la riqualificazione dell’ex mercato di Corso Sardegna || Associazione Amici di Ponte Carrega || Medici per l’Ambiente Liguria || Medicina Democratica || Or.S.A Autoferro/Trasporto Pubblico Locale || CUB Trasporti-Genova || USB Genova || Gruppo lavoratori AMIU || Confederazione Cobas

Tre delibere di iniziativa popolare per il Comune di Genova

    1. Diritti, trasparenza e partecipazione. Carta dei diritti civici genovesi.

    La delibera impone all’amministrazione comunale di redigere un unico regolamento per incentivare la partecipazione dei cittadini.

    Inoltre dovrà essere reso trasparente il rapporto tra entrate e spese, i modo che ogni cittadino possa rendersi conto dell’uso che viene fatto dei tributi incassati dal Comune. Bisognerà arrivare a una Carta dei diritti civici genovesi, in modo che ogni cittadino prima possa partecipare alla definizione degli standard, quantificati il più esattamente possibile, che il nostro Comune, se efficiente, può garantire ai residenti, sulla base di quanto riceve da essi. Poi possa controllare   facilmente i risultati dell’azione amministrativa, semplicemente confrontando la propria personale esperienza con gli standard fissati.

     

    1. Servizi pubblici locali. Autobus, ferrovia, metropolitana, ascensori, funicolari; rifiuti; acqua; gas; farmacie, bagni comunali…

    La delibera proibisce all’amministrazione comunale

    Di vendere anche solo un’azione di società proprie o partecipate, che forniscano servizi essenziali. Ormai sono state espletate, da parte del Comune, le pratiche necessarie alla vendita di una quota di AMIU (la SpA ora interamente di proprietà del Comune, che provvede alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti) a una società che sarà scelta con gara, ma che tutti sanno sarà   I R E N   S p A , l’undicesima finanziaria italiana per attivo o i n partecipazioni finanziarie (classifica Mediobanca). Ma il Comune ha intenzione di vendere, in tutto o in parte, anche tutte le altre.

     

    1. Il Servizio Idrico Integrato (SII)

    La delibera impone

    All’amministrazione comunale, di proporre nelle sedi idonee e (l’assemblea dei sindaci dell’Ambito Territoriale Ottimale, che coincide con la Provincia/Città Metropolitana di Genova), di avviare un percorso che porterebbe alla ripubblicizzazione del SII genovese.

    I genovesi pagano molto cara la privatizzazione del loro Servizio idrico. La società che lo gestisce, Mediterranea delle Acque (gruppo IREN) in soli 3 anni, dal 2012 al 2014, ha realizzato utili netti per 76,7 milioni di euro, quasi interamente distribuiti come dividendi agli azionisti, che sono andati in grande maggioranza a società finanziarie (banche, fondi di investimento…).

    Questo avviene essendo vigente il referendum del 2011, che secondo la Corte Costituzionale ha abolito il profitto dalla gestione dell’acqua. Finora il Comune ha tutelato gli interessi di Iren, ora deve voltare pagina. Un controllo rigoroso sui lavori effettuati da Iren impedirebbe profitti ingiustificati a danno di utenti indifesi.

 

Perché le tre delibere

Il sistema politico liberal democratico non tutela l’interesse generale, tutela l’interesse di speculatori e parassiti

Il sistema politico liberal democratico a suffragio universale è stato una grande conquista democratica. Ma oggi non è più sufficiente. Esso affida tutte le prerogative della sovranità a rappresentanti che ricevono una delega incondizionata e irrevocabile. Così i sovrani (i cittadini) si spogliano di ogni potere, mentre coloro che in teoria dovrebbero servirli, diventano rapidamente i padroni, esercitano le loro prerogative arbitrariamente, usano la loro posizione per attribuire a sé stessi privilegi intollerabili, si uniscono ai poteri economici per arricchirsi, garantendo loro l’appoggio politico di cui hanno bisogno. Il ceto politico inoltre sempre più diventa una potenza economica in proprio. Non è un mistero che certi partiti detengono di fatto banche, assicurazioni, gruppi industriali, catene di supermercati, società di import-export, agenzie turistiche ecc. ecc.

Le stesse privatizzazioni sono servite, e servono tuttora, a trasferire parti del patrimonio pubblico in mani fintamente private, che così possono giocarsi questi cespiti al di fuori di ogni controllo, come una qualunque proprietà privata.

Le nostre esperienze

Nella nostra città gli esempi sono innumerevoli, i promotori delle delibere hanno dovuto condurre dure battaglie per difendere i beni pubblici, trovando sempre i pubblici poteri, eletti da noi cittadini, dalla parte sbagliata della barricata.

Solo il popolo può cambiare questa situazione

Abbiamo maturato la convinzione che le cose andranno sempre peggio, se il popolo che vive e lavora onestamente, non si organizza per esercitare un controllo attento e severo sui suoi “rappresentanti” (oggi suoi padroni).

Inoltre occorre un cambiamento profondo della funzione rappresentativa. Bisogna abolire tutti i privilegi di cui oggi godono gli eletti, stabilire vincoli di mandato, rendere l’incarico revocabile da parte degli elettori, stabilire limiti rigorosi, senza eccezioni, al numero dei mandati.

Ma i rappresentanti eletti non introdurranno mai i cambiamenti necessari. Le “riforme” che sono capaci di fare o sono rivolte contro il popolo, oppure non  ntaccano il loro potere e i loro privilegi.

Dobbiamo riappropriarci della democrazia, ma anche della dimensione sociale e comunitaria della vita. Nessuno deve restare solo!

Occorre un profondo cambiamento nel popolo. Un cambiamento culturale, di mentalità, di abitudini. Non dobbiamo dipendere dalle informazioni e dalle idee fintamente sagge e autorevoli che vengono dai media. Il popolo deve organizzarsi, nessuno deve restare solo, perché la solitudine ci mette tutti nelle mani della peggiocrazia dominante.

Dobbiamo riappropriarci delle istituzioni democratiche, conoscerle, imparare a usarle. Esse debbono essere al servizio del popolo, ma nessuno strumento può svolgere la sua funzione se chi dovrebbe usarlo lo ignora completamente.

per scaricare il testo completo della proposta delle tre delibere e la relazione d’accompagnamento in formato PDF  ( clicca qui )

Perciò…ricominciamo da tre! info: dino.orlandini@tin.it – 3472260741

https://forumdeibenicomunigenova.wordpress.com/

https://attacgenova.wordpress.com/

Ci siamo anche noi!             Mani

 

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