Accade a Genova: AMIU-IREN: rinvio di una settimana. Seconda delibera di iniziativa popolare.

ACCADE A GENOVA

MARTEDI’ 31 GENNAIO 2017

 

AMIU A IREN: RIVIO DI UNA SETTIMANA

SECONDA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE: IL CONSIGLIO APPROVA

 

AMIU A IREN: RINVIO DI UNA SETTIMANA

Martedì scorso è stata una giornata particolare per il capoluogo ligure.

La cessione a IREN della maggioranza azionaria di AMIU, la società a socio unico (il Comune) che, con oltre 1.500 dipendenti, gestisce il ciclo dei rifiuti, sembrava cosa fatta, e la seduta del Consiglio Comunale di oggi una semplice formalità.

Anche i sindacati maggiori, con l’eccezione della CISL, avevano rinunciato a opporsi al passaggio di AMIU nel recinto di Iren, firmando con il Comune un protocollo d’intesa che dava via libera all’operazione e rinunciava anche all’ultima fragile diga, il mantenimento della maggioranza delle azioni nelle mani del Comune di Genova. Ma ieri l’assemblea dei lavoratori di AMIU, chiamati a ratificare l’intesa, ha visto una partecipazione superiore alle attese in un clima di forte tensione. Alle votazione una larghissima maggioranza di lavoratori ha bocciato la linea CGIL – UIL – FIADEL e l’intesa siglata con il Comune. Tutta l’operazione è stata così rimessa in discussione.

I sindacati sconfessati dalla propria base hanno indetto per oggi un presidio davanti al palazzo di città, presidiato da un imponente schieramento di polizia e carabinieri, che hanno fronteggiato centinaia di lavoratori molto determinati a impedire l’irenizzazione di AMIU, e gli aumenti già annunciati della TARI. Dentro il palazzo la maggioranza non era poi così sicura, sicché si è preferio rinviare il voto a martedì prossimo, mentre permane tuttora lo stato di agitazione dei dipendenti AMIU.

Vedremo cosa maturerà in questi sette giorni, ma intanto è confortante la ricomparsa di un personaggio che sembrava, dopo le cinque gloriose giornate del 2013, del tutto scomparso: i lavoratori.

Certamente il PD, i suoi satelliti e Iren non rinunceranno a inglobare AMIU. Sarebbe uno smacco che rischierebbe di mandare a gambe all’aria l’intera strategia che la holding targata PD ha impostato e implementato in questi ultimi anni. Una strategia che privilegia il profitto come fine primario dell’azienda, rispetto al fatturato. O più precisamente: una strategia che non persegue il profitto per mezzo del fatturato. L’obiettivo è raggiungere una remunerazione degli azionisti dall’attuale 5,5% all’8% entro il 2021. Risultato da ottenere anche con volumi fatturati stabiii o in diminuzione, compensando anche i 40 milioni di euro di certificati verdi aboliti, che finora si riversavano direttamente sull’utile.Dalla semplice constatazione che la massima redditività, la più sicura, la più costante nel tempo, proviene dalle attività regolate, purché le condizioni politiche permettano appropriate politiche tariffarie, Iren ha scelto una linea di parziale disimpegno nelle attività non regolate e semiregolate (energia, dove come ultima mossa ha messo in vendita il rigassificatore di Livorno), e invece una linea espansiva in quelle regolate, essenzialmente attraverso acquisizioni, nei territori in cui è già fortemente insediata. L’influenza sui decisori politici si rafforza quanto più un territorio è presidiato. Dapprima Iren ha ottenuto il controllo dell’intero ciclo dei rifiuti di Torino (acquisizione di AMIAT e poi di TRM, l’inceneritore del Gerbido). Intanto intensificava i suoi rapporti con SMAT, l’acquedotto che serve l’intera provincia ed è di proprietà dei Comuni. Insieme con SMAT Iren ha acquisito la Società Acque Potabili di Torino, con cui ha allargato la sua presenza nei servizi idrici liguri e piemontesi. Ma l’obiettivo è chiaro, riguarda la proprietà di SMAT.

In questo quadro va vista la campagna di conquiste che completeranno il controllo di Iren sui servizi a rete (acqua e gas) e ambientali del ponente ligure, con l’acquisizione di AMIU a Genova e della multiutility tascabile ACAM a La Spezia. Ma con AMIU si completerebbe il ciclo, su una scala territoriale piuttosto grande (Parma, Piacenza, Torino, La Spezia, Genova). Iren ha già tre inceneritori: Tecnoborgo (Piacenza), quello di Parma chiamato vezzosamente PAI (Parco Ambientale Integrato), e il Gerbido di Torino. Perciò è chiaro quale sarebbe l’utilizzo della spazzatura genovese. Secondo l’accordo con il Comune di Genova la RD non dovrebbe superare il 45%. Verranno usati 3 cassonetti: umido, vetro e tutto il resto, con separazione a valle, ovviamente finalizzata alla produzione di CSS per alimentare gli inceneritori. In tal modo si potrebbe aumentare anche il teleriscaldamento (previsto un aumento del 27% entro il 2021, contro un +4% di elettricità), un altro monopolio che crea dipendenza, specie se il potere politico è compiacente.

IREN ha dovuto affrontare un ritorno ad alti livelli di indebitamento (dopo qualche anno di riduzione del debito). Solo l’acquisizione d TRM ha causato un aumento dell’indebitamento di 424 milioni. Con le prossime acquisizioni Iren raggiungerà un indebitamento finanziario netto pari all’intero fatturato. Ma ormai godrà di una protezione pari a quella delle banche: troppo essenziale al governo del territorio per poter fallire. L’aumento del costo del servizio per i cittadini non sarà mai troppo alto se servirà a garantire il pagamento del servizio del debito e la continuità delle aziende che gestiscono servizi essenziali.

I cambiamenti della struttura del gruppo sono conseguenza della strategia adottata, che potremmo chiamare “sovraprofitto da (pseudo)territorialità”. Riduzione delle società di primo livello da cinque a quattro, e soprattutto centralizzazione delle funzioni di staff nella capogruppo, che infatti passa in un solo anno (dal 31/12/2014 al 31/12/2015) da 254 a 821 occupati, di cui ben 45 dirigenti. 

Come si vede, un piano coerente, razionale e probabilmente vincente (almeno nel breve termine) che pone i territori al servizio dello sviluppo di un’entità estranea, un esoscheletro dotato di una propria logica e di propri meccanismi di sviluppo.

Ieri l’umanità ha dato un segno di vita. Ma il necessario ribaltamento appare ancora lontano.

SECONDA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE: IL CONSIGLiO APPROVA

Dopo il rinvio della delibera su AMIU – IREN, il Consiglio Comunale ha discusso la seconda delibera di iniziativa popolare, che impegna la Giunta ad avviare un percorso partecipativo, Municipio per Municipio, per quantificare i diritti civici, ossia le prestazioni da parte del Comune a cui ogni singolo cittadino ha diritto, in relazione al prelievo fiscale complessivo.

La discussione è stata molto animata in commissione. In sede di Consiglio ci si limita alle dichiarazioni di voto. La delibera è approvata con 18 voti a favore, 10 contrari e 6 astenuti.

Le due delibere che hanno superato il giudizio di ammissibilità sono passate entrambe!

Venerdì esamineremo questo risultato e discuteremo cosa siamo e cosa vogliamo diventare.

MARTEDI’ PROSSIMO, 7 FEBBRAIO   ORE 9 PRESIDIO DAVANTI A TURSI MENTRE IN CONSIGLIO SI DISCUTE L’ALIENAZIONE DI AMIU A IREN

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