E ora prima di distribuire i moduli per la raccolta delle firma, Marina legge: Le delibere spiegate a mia figlia (di 5 anni)

E ora prima di distribuire i moduli per la raccolta delle firma, Marina legge:

Le delibere spiegate a mia figlia (di 5 anni)

Mamma, papà, ma perché voi la sera uscite di casa e andate alle riunioni delle associazioni? – Andiamo a queste riunioni per discutere di cose importanti per la nostra città.

Papà, tu parli con la mamma delle delibere. Che cosa sono? – Le delibere di iniziativa popolare sono proposte che molte persone vogliono presentare al Comune per migliorare la vita dei cittadini genovesi.

Che cos’è questo comune? – Il comune è il territorio dove noi abitiamo e che va da Voltri, sai dove abitano i nonni, a Nervi dove siamo andati, l’altra domenica. Ha anche il Sindaco che lo rappresenta, ha una specie di governo che prende delle decisioni e ha un gruppo di persone elette che discutono di cose importanti per noi cittadini.

Allora papà va tutto bene! – Be’, non proprio, da un po’ di tempo i cittadini hanno meno cose e vivono con più difficoltà: ad esempio gli autobus sono meno numerosi e più affollati, la bolletta dell’acqua è aumentata, la raccolta dei rifiuti non è fatta bene…

Ma come mai succede? – Succede perché, se le cose che sono di tutti e che si chiamano Beni comuni sono date solo a pochi, queste cose da comuni diventano di quei pochi che se ne servono per far soldi!

Ma perché il Sindaco non prende delle decisioni che vanno bene per le persone? – Il Sindaco dovrebbe avere molto coraggio e andare contro le decisioni che si stanno prendendo a Roma e in Europa e che sono vantaggiose per i ricchi e svantaggiose per chi ha meno soldi.

Papà, ma allora sta succedendo come in Grecia? – Potrebbe andare proprio così!

Ma le delibere, allora, servono a far cambiare le cose? E come? – Servirebbero se fossero accettate! I cittadini potrebbero avere più diritti, contare di più e quindi aver voglia di riunirsi per cambiare le cose e i privati avrebbero meno potere e i beni comuni ritornerebbero a essere di tutti!

Ma che bello, mamma, papà, posso venire anch’io a aiutarvi per le delibere. – Ma certo! Sei tu la mia speranza per il futuro!
                E tu cittadino vuoi fare come mia figlia?

                                      Vuoi dare il tuo aiuto per le delibere?

Proposta di tre delibere di iniziativa popolare da presentare al Comune di Genova

 

I cittadini riuniti nelle associazioni:
Attac Genova – Comitato Gestione Corretta Rifiuti – Genova, Comitato Acqua Bene Comune Genova – Comitato Protezione Bosco Pelato – Comitato Contro la Cementificazione di Terralba – Medici per l’Ambiente Liguria – Associazione Amici di Pontecarrega – Associazione Comitato Acquasola – Gruppo per la Riqualificazione dell’ex Mercato di Corso Sardegna…

PROPOSTA DI TRE DELIBERE DI INIZIATIVA POPOLARE

TRE FIRME PER

DIRITTI, TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE
per la definizione dei diritti dei cittadini, per la trasparenza degli atti amministrativi e contabili del Comune e per la regolamentazione di una reale partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica, anche attraverso la quantificazione chiara delle prestazioni a cui la cittadinanza stessa ha diritto.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI
per contrastare la privatizzazione dei servizi pubblici locali, si impegna il Comune di Genova non vendere nemmeno un’azione, né effettuare alcun affidamento gestionale delle società che gestiscono servizi pubblici essenziali che garantiscano o contribuiscano a garantire diritti fondamentali e sociali dei cittadini e della persona umana.

SERVIZIO IDRICO INTEGRATO (SII)
per impegnare il Comune al rispetto degli esiti referendari del 2011 e alla messa in atto di quanto da essi previsto, con lo scopo finale di ripubblicizzare l’acqua che è ineludibilmente un bene comune e non una merce con cui fare profitto.

Per la prima volta a Genova i cittadini provano a partecipare ai processi decisionali del Comune, usando uno strumento introdotto nel lontano 2000.

Incotro pubblico di presentazione: “proposta di tre delibere di iniziativa popolare”

I cittadini riuniti nelle associazioni:
Attac Genova – Comitato Gestione Corretta Rifiuti – Genova, Comitato Acqua Bene Comune Genova –  Comitato Protezione Bosco Pelato – Comitato Contro la Cementificazione di Terralba –  Medici per l’Ambiente Liguria – Associazione Amici di Pontecarrega –  Associazione Comitato Acquasola –  Gruppo per la Riqualificazione dell’ex Mercato di Corso Sardegna

 

PROPOSTA DI TRE DELIBERE DI INIZIATIVA POPOLARE

L’alleanza Comuni-cittadini per migliorare la vita nei Quartieri

I Genovesi tutti sono invitati a   partecipare all’incontro pubblico di presentazione :

Sabato 6 Febbraio 2016 dalle 15,30 alle 18,00 presso il circolo Zenzero – via Torti 35

TRE FIRME PER

 

DIRITTI, TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE

per la definizione dei diritti dei cittadini, per la trasparenza degli atti amministrativi e contabili del Comune e per la regolamentazione di una reale partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica, anche attraverso la quantificazione chiara delle prestazioni a cui la cittadinanza stessa ha diritto.

 

SERVIZI PUBBLICI LOCALI

per contrastare la privatizzazione dei servizi pubblici locali, si impegna il Comune di Genova non vendere nemmeno un’azione, né effettuare alcun affidamento gestionale delle società che gestiscono servizi pubblici essenziali che garantiscano o contribuiscano a garantire diritti fondamentali e sociali dei cittadini e della persona umana.

 

SERVIZIO IDRICO INTEGRATO (SII)

per impegnare il Comune al rispetto degli esiti referendari del 2011 e alla messa in atto di quanto da essi previsto, con lo scopo finale di ripubblicizzare l’acqua che è ineludibilmente un bene comune e non una merce con cui fare profitto.

Per la prima volta a Genova i cittadini provano a partecipare ai processi decisionali del Comune, usando uno strumento introdotto nel lontano 2000.

 

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per scaricare la proposta delle tre delibere e la relazione d’accompagnamento in formato PDF  ( clicca qui )

Crediamo che sia possibile migliorare la qualità delle nostre vite se ogni cittadino dedica una parte anche piccola della sua attenzione agli affari comuni, oltre che ai propri affari privati.

Abbiamo perciò deciso di promuovere tre delibere di iniziativa popolare da presentare al Consiglio Comunale. Secondo lo Statuto del Comune esse debbono essere sottoscritte da almeno 2.000 residenti nel Comune di Genova che abbiano compiuto 16 anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Genova, martedì 2 febbraio 2016, presso la sala del Consiglio provinciale di Genova.

CAMERA DEI DEPUTATI – SENATO DELLA REPUBBLICA

Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati 

 

IL CICLO DEI RIFIUTI IN LIGURIA:

LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE DI INCHIESTA 

Convegno 

Genova, martedì 2 febbraio 2016

Sala del Consiglio provinciale di Genova

Ore 10 – 13 

PROGRAMMA 

 

Indirizzo di saluto e introduzione:

Marco Doria, Sindaco di Genova

On. Alessandro Bratti, Presidente della Commissione

Fiamma Spena, Prefetto di Genova 

Interventi

 

Sen. Giuseppe Compagnone, Relatore

Sen. Mario Morgoni, Relatore

Michele Di Lecce, ex Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova

Vincenzo Melone, Comandante generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera

 

Dibattito aperto al pubblico

 

Sono previsti, tra gli altri, interventi di:

Giacomo Raul Giampedrone, Assessore regionale alle infrastrutture, ambiente e difesa del suolo

Paolo Carra, Comandante Legione Carabinieri Liguria

Renzo Morolla, Comandante regionale del Corpo forestale dello Stato

Adriano Musitelli, Commissario straordinario ArpaL Giuseppe Zampini, Presidente di Confindustria Liguria Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria

 

Conclusioni

 

On. Alessandro Bratti, Presidente della Commissione

 

 

 

 

Campagna di tesseramento ad Attac per il 2016

Perchè Attac Italia merita il sostegno?

Perchè, con tutti i suoi limiti, è un’associazione – e una rete europea e internazionale- che ha sinora dato un importante contributo di analisi (Granello di Sabbia, Università popolari, seminari, corsi di formazione, pubblicazioni) e un altrettanto importante contributo di azione (Forum italiano dei movimenti per l’acqua, Campagna Ftt, Forum per una nuova finanza pubblica e sociale, Campagna Stop TTIP, Riprendiamoci il Comune) alla crescita dei movimenti contro il liberismo.

Perchè tesserarsi?

Perchè Attac Italia è un’associazione totalmente autofinanziata e le sue uniche entrate “certe” sono il tesseramento e il 5 per mille

Cosa significa tesserarsi?

L’adesione ad Attac Italia non significa un’appartenenza ‘organica’ o la condivisione in tutto e per tutto di ciò che diciamo e facciamo. L’adesione ad Attac Italia significa dire concretamente :”Mi va bene che Attac Italia ci sia”, “Voglio che Attac Italia continui ad esserci”. Noi, ovviamente, speriamo che questa sia una prima tappa anche per un successivo impegno, ma questo è un passo che eventualmente deciderai tu.

 Quanto costa la tessera?

Il costo della tessera di socio parte da:

- “non c’ho un euro” 10€ per gli studenti, le persone che non percepiscono un reddito,i simpatizzanti.
- “la crisi non mi permette di più” 20€
- “un altro mondo è possibile” 50€
- “la più bella associazione del mondo” 100€

Come tesserarsi?

  1. a) mettendoti in contatto con il referente territoriale di Genova  Ivo (amarillo1@virgilio.it) o con  Sergio (sgcontu@gmx.com).
  2. b) versando direttamente la quota di adesione: trovi tutte le indicazioni a questo link: http://www.italia.attac.org/joom-attac/2014-04-02-15-06-51

BASTA GUERRE. Il 16 gennaio 1991 iniziarono i bombardamenti statunitensi sull’Iraq….

BASTA GUERRE
Venticinque anni di guerra sono troppi.
Il 16 gennaio 1991 iniziarono i bombardamenti statunitensi sull’Iraq.
L’Italia non tardò ad accodarsi agli alleati, anche se nessun trattato ( né l’appartenenza alla Nato, né l’ONU) lo avrebbe imposto, e anche se la costituzione lo vieta esplicitamente.

Abbiamo manifestato a Genova, sperando che ricordare questa data possa segnare una ripresa del movimento pacifista; quello stesso movimento che venticinque anni fa aveva colorato di bandiere arcobaleno le finestre e le piazze.
Hanno portato la propria testimonianza giovani nati nel 1991: per tutta la durata della loro vita l’Italia è stata in guerra; risorse che avrebbero potuto renderla migliore sono state utilizzate per uccidere

Il granello di sabbia di novembre dicembre 2015: System change NOT climate change

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Il nuovo numero del Granello di Sabbia dedicato al clima è online nella versione scaricabile in pdf!  (Clicca quì)  e/o sull’immagine

“System change not climate change” con i contributi di: Francesco Martone, Alex Zanotelli, Marica Di Pierri, Mario Agostinelli, Andrea Baranes, Antonio Lupo, Paolo Carsetti, Alberto Di Monte, Francesca Caprini, Chiara Marchetti, Alberto Zoratti.
Tra gli approfondimenti: un articolo sulla VIOME, la fabbrica recuperata di Salonicco, un Reportage dalla Repubblica di Lugansk a cura di City Strike, le riflessioni di Pino Cosentino sulla democrazia partecipativa e la traduzione italiana del discorso sul debito di Eric Toussaint al Parlamento greco.

Indice
EDITORIALE:
Se l’accordo Cop 21 è un successo, allora siamo proprio fritti! 

di Vittorio Lovera | Attac Italia

Parigi, giusto un accordo o un accordo giusto?
di Francesco Martone

Solo uniti potremo incidere sulle questioni climatiche
di Alex Zanotelli

PARIGI clima e lavoro: che siano i diritti a segnare la svolta?
di Marica Di Pierri

Energia e clima.
Una mutazione strutturale per la pace
di Mario Agostinelli

Finanza nemica del clima
di Andrea Baranes

Cambiare il cibo
di Antonio Lupo

La Cop 21 fa acqua da tutte le parti
di Paolo Carsetti

Le responsabilità sul clima
di Alberto (Abo) Di Monte

L’ago dell’acqua e la bilancia climatica
di Francesca Caprini (Yaku)

Le vittime del cambiamento climatico
di Chiara Marchetti

Interconnessioni tra Cop 21 e TTIP
di Alberto Zoratti

Ho perso il lavoro e trovato un’occupazione
di Liam Barrington-Bush

Reportage dalla repubblica di Lugansk
intervista a Giacomo | City Strike

rubriche
democrazia partecipativa
La democrazia partecipativa può abolire la guerra?
di Pino Cosentino

il fatto del mese
Cose turche
di Marco Schiaffino

auditoria del debito
La verità sul debito greco
di Eric Toussaint

Posicionamiento Político de organizaciones sociales de América Latina y el Caribe hacia la COP 21
Buona lettura!

Incontro Pubblico: la democrazia al tempo della globalizzazione.

 

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La terza guerra mondiale è già cominciata? Relatori Paolo Becchi, Angelo D’Orsi e Giulietto Chiesa.

 

NATO

Sabato 21 novembre 2015.

Il salone del CAP del Porto ha iniziato ad animarsi verso le 15. L’afflusso è continuato fino alle 16, quando ormai le voci dei relatori risuonavano nella grande sala gremita di ascoltatori attenti e partecipi. Giulietto Chiesa, Paolo Becchi, Angelo D’Orsi esponevano, da angolazioni diverse, i motivi per cui l’Italia dovrebbe uscire dalla NATO. Il collegamento con i recenti fatti di Parigi, Beirut, Yemen è venuto da sé, e non poteva essere altrimenti. E’ seguito un animato dibattito, moderato da Alessandra Fava, che si è protratto fino alle 19, quando il salone ha dovuto essere restituito ai legittimi proprietari per le abituali attività del sabato sera.

La manifestazione è stata organizzata dalle associazioni Alternativa e Attac, ma da sabato subentra il Comitato genovese No Guerra No Nato, ad adesione individuale.

Le prossime iniziative saranno perciò promosse dal Comitato, che ha anche il compito di sostenere la raccolta di firme già iniziata dal Comitato nazionale e di condurre una vigorosa campagna di informazione per diffondere la verità su quanto sta accadendo. Perché la verità è la prima vittima della guerra, e la guerra è incominciata da un bel po’.

Nel filmato i contributi dei relatori.

Per maggiori informazioni sulla campagna e per firmare l’appello a uscire dalla ATO:   www.noguerranonato.it.

Francesco Gesualdi allo Zenzero Martedì 24 novembre 2015 alle ore 18,30

Gesualdi-24-novembreDa Wikipedia, l’enciclopedia libera:

Francesco Gesualdi è un attivista e saggista italiano. In gioventù fu allievo di Don Milani alla Scuola di Barbiana.

Ormai pensionato, utilizza tutto il suo tempo per coordinare e svolgere le attività del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (PI), un centro di documentazione che si occupa di squilibri sociali e ambientali a livello internazionale, con l’obiettivo di indicare le iniziative concrete che ciascuno può assumere, a partire dalla propria quotidianità, per opporsi ai meccanismi che generano ingiustizia e malsviluppo. Una sezione del Centro svolge attività di ricerca sul comportamento sociale ed ambientale delle imprese con l’obiettivo di fornire informazioni ai consumatori tramite guide cartacee e siti internet. Particolarmente sviluppata anche la riflessione su temi come la decrescita e l’economia stazionaria.

Francesco Gesualdi ha pubblicato vari libri e articoli riguardanti la negazione dei diritti umani, lo sfruttamento del lavoro minorile, il potere delle multinazionali, la crisi dell’occupazione, l’impoverimento a livello globale, il problema energetico, il debito del Terzo Mondo, l’inquinamento e la distruzione dell’ecosistema.

Promuove l’uso di strumenti come il consumo critico, la “non-collaborazione“, il boicottaggio, il commercio alternativo, l’obiezione fiscale, la finanza sostenibile, le reti locali, la banca del tempo, lo sviluppo sostenibile, cercando in questo modo di favorire una rivoluzione degli stili di vita, della produzione e dell’economia.

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