Dichiarazione della rete degli Attac Europei dopo le elezioni greche.

Grecia

In Grecia ha vinto la speranza – manteniamola viva e diffondiamola in tutta Europa

Nelle elezioni greche del 25 Gennaio la speranza ha vinto sulla paura e sulla rassegnazione, dando ai cittadini greci la possibilità di essere governati da un governo di sinistra per la prima volta. Questa vittoria sta facendo rinascere la speranza non solo tra il popolo greco, ma tra i cittadini europei, che hanno espresso la loro solidarietà nella lotta contro le politiche di austerità della Troika.

Questa solidarietà si è manifestata durante la campagna elettorale, non solo attraverso la presenza fisica alle iniziative che si sono tenute in Grecia, ma anche attraverso manifestazioni in tutta Europa. In un certo senso, noi tutti abbiamo partecipato a questa vittoria storica. Il risultato ci incoraggia: con queste elezioni i cittadini hanno rivendicato democraticamente il loro diritto di decidere.

I primi atti e dichiarazioni di questa nuova maggioranza confermano la sua volontà di lottare contro le politiche di austerità in Grecia e in Europa, per sollevare i cittadini dal peso del debito pubblico, utilizzato per imporre politiche neoliberiste che negano i diritti e la giustizia sociale.

La lotta sarà dura e richiederà un continuo supporto. La rete degli attac europei si propone di offrire sostegno a questa lotta, che è anche la nostra lotta per cambiare le politiche europee.

Non sarà facile, e alcune scelte politiche talvolta potranno essere oggetto di critica. La rete degli attac europei guarderà con occhio critico alle scelte del governo Syriza.

Daremo il nostro sostegno a questo difficile esercizio del potere politico, nella misura in cui le politiche attuate contribuiranno a fermare le politiche di austerità, rafforzeranno le istituzioni democratiche, toglieranno dalle grinfie dei mercati i diritti dei cittadini, attueranno la transizione ecologica, e ripristineranno la giustizia sociale in tutta Europa.

Più in particolare, consapevoli che il problema del debito pubblico in Europa ci riguarda tutti e che è di vitale importanza per la Grecia, che è di fronte a un livello insostenibile del debito, ci batteremo a favore di una Conferenza europea sul debito pubblico, analoga alla Conferenza di Londra del 1953 che ha trattato del debito della Germania prima e dopo la guerra.  La vogliamo utilizzare per proporre una ridefinizione dei ruoli e del potere delle istituzioni UE. Il nostro obiettivo è un’ Europa solidale che faccia gli interessi della maggioranza dei cittadini, invece di imporre la volontà di pochi su tutti.

L’inammissibile ed irresponsabile colpo della BCE contro la Grecia

 

da Attac France

La Banca centrale europea (BCE) ha annunciato mercoledi 4 febbraio che metterà fine alle normali operazioni di rifinanziamento delle banche greche. Per ritirare liquidità presso la BCE, le banche non potranno più dare come garanzia i titoli di Stato greco. Le banche greche si vedono così ritirare la loro principale fonte di finanziamento.

Attac condanna fermamente questa decisione della BCE.

Questa decisione é inaccettabile in quanto la BCE ha oltrepassato il proprio mandato. Essa ha sospeso il finanziamento delle banche greche con la semplice “presunzione” (secondo il suo comunicato) che nessun accordo potesse essere trovato con il nuovo governo greco per quanto riguarda la ristrutturazione del debito. Come la BCE, istituzione che non ha nessuna legittimità democratica, può prendere una decisione politica di questa importanza mentre i negoziati stanno appena iniziando?

Questa decisione é illegittima, in quanto la BCE, si oppone all’applicazione del programma politico scelto dagli elettori greci. Una volta di più, la BCE si assume difensore dei credenzieri della Grecia per imporre il proseguimento di un programma di agiustamento che ha rovinato il popolo greco e si é tradotto con un aumento del debito greco.

La decisione della BCE é irresponsabile perché potrebbe generare un panico bancario, le cui conseguenze potrebbero essere catastrofiche per la Grecia e la zona euro in se!

Attac rivendica il ritiro di questo provvedimento da parte della BCE, e chiede che le proposte del nuovo governo greco siano sentite ed applicate. Solo una ristrutturazione veloce del debito greco é accettabile. Il potere esorbitante della Troika e dei suoi credenzieri deve fermarsi subito!

Fonte: https://france.attac.org/actus-et-medias/salle-de-presse/article/le-coup-de-force-inadmissible-et

TTIP. In chiusura a Bruxelles l’ottavo round negoziale.

 

TTIP. In chiusura a Bruxelles l’ottavo round negoziale. Oltre cento organizzazioni denunciano il meccanismo della Cooperazione regolatoria.
La Campagna Stop TTIP Italia, in occasione delle mobilitazioni dei produttori di latte:

“Il Trattato è una minaccia ai diritti di cittadinanza e alle nostre filiere agroalimentari, per questo va bloccato”


 
Oltre cento organizzazioni della società civile
hanno firmato e diffuso un documento in conclusione dell’ottavo round negoziale del TTIP, che si è svolto a Bruxelles nei giorni scorsi, per denunciare come il meccanismo della Cooperazione regolatoria sia in verità un vero e proprio Cavallo di Troia degli interessi economici a svantaggio dei diritti dei cittadini, del lavoro e dell’ambiente. Nonostante le rassicurazioni della Commissione Europea il capitolo sulla Cooperazione regolatoria mostra come investimenti e commercio avranno la precedenza sull’interesse pubblico, dando un enorme potere a strutture tecniche capaci di bloccare o indebolire regolamentazioni e standard senza che gli organi democraticamente eletti, come i Parlamenti, abbiano il potere di intervenire.
“Il meccanismo proposto è un pericolosissimo precedente” sottolinea Marco Bersani, di Attac e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “che rischia di indebolire ulteriormente i poteri pubblici davanti alle pretese delle lobbies economiche”.
“Assieme al negoziato TISA sulla liberalizzazione dei servizi” aggiunge Bersani, “il TTIP è l’altra grande minaccia ai diritti di cittadinanza”.
“Il TTIP rischia di essere un ulteriore grimaldello che può disarticolare le filiere produttive dell’agricoltura familiare, piccola e media” sottolinea Monica Di Sisto, di Fairwatch e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “liberalizzando un mercato come quello agroalimentare dove le aziende più legate al territorio e alla qualità chiudono una dopo l’altra, sembrano non avere vie d’uscita”.
“Le mobilitazioni dei produttori di latte di questi giorni” chiarisce Di Sisto, “è una premessa di quello che accadrà con lo smantellamento delle tariffe e soprattutto delle barriere non tariffarie a causa del TTIP. Un’invasione di prodotti a basso prezzo che entreranno nel nostro Paese a tutto vantaggio delle imprese che trasformano prodotto importato a basso costo e che lo esportano, ma che daranno un colpo mortale ai nostri piccoli produttori e alla filiera italiana. La retorica della difesa delle indicazioni geografiche” conclude Di Sisto, “nasconde in verità una pesante ristrutturazione della nostra produzione a vantaggio di pochi. Di quale Made In Italy parla il Ministro Martina se analisi e stime di impatto del Parlamento europeo parlano di un aumento del 118% delle importazioni di agroalimentare americano nel caso che il TTIP fosse approvato? E quali rassicurazioni può dare sul Trattato transatlantico se negli ultimi anni né l’Europa né i nostri Governi sono stati in grado di tutelare le nostre produzioni dalla fine programmata delle quote latte?”.

 

web: http://stop-ttip-italia.net

facebook: https://www.facebook.com/StopTTIPItalia

 

 

Dichiarazione della rete europea Attac per le elezioni greche 2015: Elettori greci sono la speranza dell’Europa.

http://www.attac-hellas.org/  

Dichiarazione della rete europea Attac per le elezioni greche 2015

Elettori greci sono la speranza dell’Europa.

Le elezioni greche del 25 gennaio aprono la possibilità di porre fine alla politica di austerità disumana nell’UE. Questa politica di austerità dei governi europei minaccia la vita di milioni di persone, distrugge l’economia ed è antidemocratica.

Un governo greco che dice ‘no’ alla dittatura della Troika agirà nell’interesse di tutti i cittadini europei e con il supporto dei movimenti sociali chiede una rinegoziazione del debito greco e lo sviluppo di alternative ai tagli nella spesa sociale e culturale.

L’isteria suscitata dai media tradizionali contro la possibile scelta democratica del popolo greco è in totale opposizione alle richieste della stragrande maggioranza della popolazione dell’Unione europea. Una decisione da parte degli elettori greci a favore di una maggioranza politica che richiede una Conferenza europea del debito, salari minimi dignitosi, servizi sanitari e la fornitura di cibo per tutti, contribuirà al restauro dei fondamentali diritti umani di tutti i cittadini europei.

Il corso della campagna politica e mediatica contro i diritti democratici del popolo greco serve solo i motivi di profitto degli investitori finanziari, banche, élite economiche internazionali e dei loro sostenitori politici in tutta Europa.

Insieme con i cittadini greci ei movimenti sociali in Europa ci opponiamo all’austerità, lottiamo per implementare soluzioni che liberano le nostre società dal dominio dei mercati finanziari e lavoriamo per le politiche economiche, monetarie, sociali e ambientali progressiste. Questi principi sono stati formulati nel 2012 nei nostri ‘Sette Principi per liberare le nostre società dal dominio dei mercati finanziari’ e sono: la rimozione delle finanze pubbliche dai mercati finanziari, la rimozione delle politiche di austerità per liberare noi dalla trappola del debito, l’attuazione delle misure per disarmare i mercati finanziari e mettere il settore bancario sotto il controllo democratico; Inoltre, i principi comprendono politiche volte a dare stato a una base finanziaria sostenibile, aumentando la tassazione sulla ricchezza e sui profitti aziendali, ponendo fine all’evasione fiscale, nonché mediante l’attuazione di un embargo finanziario sui paradisi fiscali.

La rete europea di Attac condanna l’incitamento contro il cambiamento democratico in Grecia e chiede al popolo greco di rimanere fermo nella convinzione che un cambiamento democratico è possibile; ciò non solo nel proprio interesse, ma nell’interesse della maggioranza degli europei. E ‘tempo di recuperare la democrazia!

Un nuovo libro di Marco Bertorello (Attac Genova): “Non c’è euro che tenga”.

da:  http://www.ilmegafonoquotidiano.it/

Il dibattito “euro si euro no” è un’arma di distrazione di massa

Marco Bersani
Il mantenimento della moneta unica o l’uscita dall’euro sono entrambi orizzonti praticabili, ma totalmente inefficaci se non frutto di una trasformazione sociale ben più ampia. Una recensione del libro “Non c’è euro che tenga”.

Finalmente un libro che entra nel merito. Parliamo di “Non c’è euro che tenga” di Marco Bertorello, che, andando decisamente oltre lo schieramento da tifoseria calcistica “pro o contro l’euro”, affronta il problema in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue declinazioni, contribuendo in maniera fondamentale all’avvio di una discussione della quale c’è urgente bisogno. Per tutte le persone che, tra il versante dei sostenitori dell’euro come fonte di stabilità imprescindibile e destino oggettivo e ineluttabile, e il versante dei detrattori dell’euro come radice di tutti i mali dell’epoca contemporanea, si sono sempre sentite strette, il libro di Bertorello rappresenta una boccata d’ossigeno, con un grande pregio: la capacità di analizzare e comunicare con la dovuta semplicità, senza mai far torto alla complessità del problema. Per chi è da sempre schierato su uno dei due fronti e, quando entra nel merito, lo fa all’unico scopo di trovare conferma alla propria analisi pre-costituita, il libro di Bertorello potrà apparire – e speriamo sia – in qualche modo fastidioso: perché ogni volta che, con dovizia di dati e lucidità di approccio, sembra dar ragione ad una delle due tesi, subito dopo ne pone a severa critica le basi, con capovolgimenti di fronte che rischiano di confondere chi alla curiosità ha deciso da tempo di preferire la certezza. Rompendo la narrazione mitologica dell’analisi della crisi a partire dalla nascita dell’euro, Bertorello dimostra come la medesima crisi sia il prodotto di un contesto geografico molto più internazionale e di un ordine temporale molto più vasto, senza la considerazione dei quali il rischio della banalizzazione si incontra ad ogni angolo. Ma nel contempo, non consente a nessuno di far derivare dal contesto geografico e dall’ordine temporale come sopra delineati alcuna conseguenza di ineluttabilità dello stato di cose presenti, quasi che l’Europa possa essere solo quella data. Ciò che appassiona del viaggio che ci propone l’autore è soprattutto la laicità dell’approccio, con la precisa analisi dei pro e dei contro l’euro, con la segnalazione dei punti di forza e delle evidenti debolezze di ciascuna delle due tesi. Senza mai rinunciare alla propria opinione in merito. E’ così che la discussione sulla moneta unica, viene finalmente inserita dentro il contesto storico, economico e politico di cui è il prodotto; e, nel contempo, l’Unione Europea viene analizzata dentro i processi di globalizzazione economica che hanno visto il prevalere dell’ideologia neoliberale nella sua costruzione materiale e politica. Bertorello non lo dice, ma in parte sembra suggerire come la focalizzazione della discussione “euro sì / euro no”, come aspetto a sé stante, rischi di essere una involontaria “arma di distrazione di massa”. Perchè il mantenimento della moneta unica o l’uscita dall’euro sono entrambi orizzonti praticabili, ma totalmente inefficaci se non frutto di una trasformazione sociale ben più ampia, capace di sovvertire l’approccio neoliberale, che ha fatto dell’Europa il territorio privilegiato di attacco ai diritti dei lavoratori e allo stato sociale da parte dei grandi interessi del capitalismo finanziarizzato. E se, come dice Luciano Gallino, la lotta di classe viene oggi condotta dall’alto, sembra giunto il tempo in cui “il mondo in basso” si attrezzi per un percorso lungo, articolato e complesso, di ribellione sociale. Per decidere a valle, ovvero dopo aver modificato profondamente i rapporti di forza nella società, e non a monte, quali coordinate economico-monetarie darsi nella costruzione di un futuro più giusto per tutti.

Video. TTIP Il trattato commerciale che annulla la democrazia

TTIP Il trattato commerciale che annulla la democrazia
Stefano Risso (Attac Italia)  con Luca Guzzetti e Roberto Pellerey
Martedì 9 dicembre 2014 presso DISFOR – Università di Genova
Aula magna – Corso Podestà 2

TTIP: il trattato commerciale che annulla la democrazia

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TTIP

il trattato commerciale che annulla la democrazia

  immagine    Progetto di zona transatlantica di libero scambio: Gli Stati Uniti e l’Unione europea in blu scuro e gli altri possibili membri in azzurro (NAFTA ed AELE)

Stefano Risso – Attac Italia

ne discute con

Luca Guzzetti e Roberto Pellerey

Martedì 9 dicembre 2014 – ore 17

 

DISFOR – Università di Genova

Aula magna – Corso Podestà 2

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New Deal for Europe (Iniziativa dei cittadini europei).

INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI

(in base all’art 11 del Trattato sull’Unione Europea)

PROPONIAMO: UN PIANO EUROPEO STRAORDINARIO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE E L’OCCUPAZIONE

FIRMATE e FATE FIRMARE

https://ec.europa.eu/citizens-initiative/REQ-ECI-2014-000001/public/signup.do

da Movimento Federalista Europeo

Attac Genova entra nell’Università per parlare del TTIP

TTIP-Univ

STOP TTIP. Incontro al Circolo ARCI Zenzero con Alberto Zoratti. (Genova 8 ottobre 2014)

Alberto Zoratti
Biologo e giornalista, è presidente di Fairwatch, ONG italiana di economia solidale che promuove campagne di sensibilizzazione ed advocacy sui temi del cambiamento climatico, del commercio e dell’economia internazionali.

E’ stato vicepresidente dell’Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale (AGICES), tra i promotori di campagne come « MobiliTebio » e « Questo Mondo Non E’ in Vendita » e portavoce di Rete Lilliput nel Genova Social Forum al G8 del 2001. Tra i fondatori di Comune-info (htttp://comune-info.net) collabora con « Altreconomia ».

Le sue ultime pubblicazioni sono:

- Il voto nel portafolio. Scelte etiche e spesa quotidiana » di Leonardo Becchetti, Monica di Sisto, Alberto Zoratti, Casa Editrice il Margine, Italia, 2008

- I Signori della Green Economy Neocapitalismo tinto di verde e Movimenti glocali di resistenza » di Monica di Sisto, Alberto Zoratti, EMI – Editrice Missionaria Italiana, Bologna., 2013

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