Grecia: una sconfitta che ci riguarda.

di  Marco Bersani (Attac Italia)

UNA SCONFITTA CHE CI RIGUARDA

Una netta sconfitta, senza se e senza ma. Chiunque abbia sostenuto con passione, empatia, solidarietà e intensità la durissima lotta del popolo greco e del governo di Siryza di fronte all’oligarchia che detta legge nell’Unione Europea credo debba con altrettanto coraggio, amarezza e rabbia prenderne atto. E’ anche l’unico modo per ripartire con nuove consapevolezze.Marco Bersani

Il “Memorandum” –di questo si tratta- è una nuova pesantissima gabbia alla sovranità del popolo greco nonché la prosecuzione del massacro sociale di un popolo stremato, ma mai domo, di cui si è voluta colpire la dignità, dimensione non monetizzabile, sconosciuta e pertanto temuta dai tecnocrati europei.

Occorre guardare in faccia alla realtà: il cosiddetto accordo prevede un avanzo di bilancio del 3,5% crescente in un paese che ha visto il suo Pil crollare del 25% in cinque anni (l’equivalente del crollo del Pil della Germania durante la seconda guerra mondiale); il ritiro delle leggi per l’occupazione approvate e la totale liberalizzazione del mercato del lavoro, con la possibilità dei licenziamenti collettivi; la costituzionalizzazione del fiscal compact e del pareggio di bilancio, l’aumento dell’IVA e il taglio delle pensioni, l’incredibile messa a garanzia di 50 miliardi di beni pubblici da privatizzare ( i cui primi 25 miliardi andranno direttamente alle banche e i secondi verranno divisi tra riduzione del debito pubblico e investimenti).

Il tutto con il rientro a pieno titolo della Troika che detterà l’agenda legislativa del governo greco e

l’esclusione netta di ogni ipotesi di taglio nominale del debito, unica possibilità di allentare il nodo scorsoio che strozza – e continuerà a strozzare- il popolo greco.

L’accordo è incommensurabilmente peggiore di quello proposto dal Presidente della Commissione Europea Juncker e giustamente respinto dal popolo greco nel referendum.

“Not with tanks, but with banks” (Non con i carri armati, ma con le banche), così dicono giustamente in Grecia per indicare quello che è stato un vero colpo di stato e che disvela, forse per la prima volta in maniera così netta, la natura dell’attuale Unione Europea.

Un’Unione Europea che non solo è ademocratica, ma considera come nemico assoluto la democrazia: la parola data al popolo greco da parte del governo di Siryza è stata considerata un’intollerabile provocazione a cui rispondere con la vendetta più feroce possibile.

Un’Unione Europea che ha fatto degli interessi dei grandi capitali finanziari e del loro bisogno di espandersi sull’economia, la società, la natura, mercificando l’intera vita delle persone, il vero timone della propria politica, costruita trattato dopo trattato e alimentata con la trappola/shock del debito pubblico per soggiogare le popolazioni attraverso l’austerità.

Un’Unione Europea che si prepara a cristallizzare queste politiche rendendole “oggettive” e “indiscutibili” attraverso il TTIP, il trattato finalizzato a realizzare l’area di libero commercio più grande del pianeta al completo servizio delle multinazionali europee e statunitensi.

Anche su questo occorre un nuovo coraggio: un’Unione Europea che alimenta una guerra militare dentro i propri confini, che non riesce a dare una risposta di civiltà a 75 migranti appesi da più di un mese ad una scogliera a Ventimiglia, che risponde con la dittatura finanziaria ad un popolo che rivendica dignità è un’Unione Europea irriformabile.

Non si tratta banalmente di rispolverare il tema euro/no euro (a mio avviso un’arma di distrazione di massa), né di dimenticare l’orizzonte europeo come dimensione politica, sociale e culturale: si tratta di dire a chiare lettere che, proprio per conquistare quella dimensione, questa Unione Europea va combattuta alle radici, aprendo una battaglia diretta per il ripudio del trattato di Maastricht e successivi, per l’abolizione del debito e per un nuovo processo costituente europeo, partendo non più dall’”Europa dei popoli” ma dai “popoli dell’Europa”. Una battaglia che non può avere scorciatoie sovraniste e/o nazionaliste, ma che deve investire l’intera dimensione continentale, prefiggendosi da subito l’obiettivo di definanziarizzare la società, rivendicando, contro chi parla di pareggio di bilancio finanziario, la priorità del pareggio di bilancio sociale e ambientale, contro chi parla di deficit della bilancia commerciale, la priorità della chiusura del deficit di diritti in cui vive la maggioranza delle popolazioni. E pretendendo da subito democrazia.

A partire dal popolo greco, cui credo vada ridata subito la parola sul proprio futuro.

Marco Bersani (Attac Italia)

 

Nato e TTIP: alleanza militare ed alleanza economica. Due facce della stessa medaglia?

NATO E TTIP

MARTEDI’ 14 LUGLIO ORE 18 SAL. SAN LEONARDO 25R  INCONTRO SU NATO E TTIP discutiamo del nesso tra geopolitica, potenza militare, guerra ed economia. TTIP passa al Parlamento europeo: cosa cambia? Con Giuseppe Padovano, Pandora Tv, Coord. Naz. NO NATO Promosso da Alternativa e Attac Genova

Il Granello di Sabbia di maggio

Il Granello di Sabbia di maggio.
Si torna a parlare di debito e di finanza pubblica.
(Scaricabile in pdf (clicca qui o sulla miniatura) – Molti articoli sono già disponibili singolarmente)

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Qui il sommario:..
EDITORIALE: Vantiamo solo crediti!
di Vittorio Lovera

Cassa Depositi e Prestiti: Patrimonio Comune
di Marco Bersani

Debito: il tappo e il cavatappi
di Marco Bertorello

BCE: tra interventismo e stabilità
di Matteo Bortolon

Dal Sud al Nord: il debito che non pagheremo
di Chiara Filoni

La Grecia non vince da sola
di Argiris Panagopoulos (Syriza)

CDP: strumento per rafforzare welfare e democrazia?
di Livio Martini (Vicesindaco di Corchiano)

La nuova finanza cinese
di Vincenzo Comito

Eric Toussaint e i lavori sull’audit greco
di Raphael Pepe

Intervista a Magdalena Leòn Trujillo
di Elvira Corona

Globalizzazione e violazione dei dirittti sociali e del lavoro
di Antonello Miccoli

Expo 2015: un po’ di cronistoria
di Roberto Rosso

RUBRICHE

il fatto del mese
NOEXPO: oltre il 1°maggio, oltre Expo 2015
di Marco Schiaffino

filosofia
La remissione del debito e l’antiautoritarismo
cristiano
di Paolo Andreoni

auditoria del debito
Lettera ai movimenti sociali
di Antonio De Lellis

democrazia partecipativa
Il senso del ‘comune’ nasce dal sociale
di Marina Savoia

Il granello di sabbia n° 18: “Fermate il mondo, voglio scendere”

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Ecco qui, scaricabile, il nuovo numero del Granello di Sabbia, “Enti Locali: Cronaca di una morte annunciata”

Per scaricare il file PDF cliccare qui oppure sull’immagine.

Sommario:

Editoriale:

Fermate il mondo. Voglio scendere! di Vittorio Lovera Attac Italia

Il senso della Grecia per l’Europa di Alfonso Gianni

Grecia: perchè non bisogna pagare il debito di Chiara Filoni

Dalla Libia all’Ucraina passando per la Grecia di Roberto Musacchio

Minerali clandestini: 2015 o (ancora) morte di Monica Di Sisto

Da “Je suis Charlie” a shock economy di Raphael Pepel

Il fallimento della finanza di Andrea Baranes 

Il nuovo ruolo politico della BCE di Roberto Errico

TTIP una battaglia che si può vincere di Marco Bersani

Appello 18A La strisciante privatizzazione della sanità di Antonio De Lellis

RUBRICHE

Auditoria del debito Il Popolo Vive di Antonio De Lellis

Democrazia partecipativa Geopolitica della partecipazione di Pino Cosentino

Enti locali: crisi della rappresentanza e nuova democrazia di prossimità di Pino Cosentino

il fatto del mese Guardare l’Europa per capire l’Italia di Marco Schiaffino

Video. Cos’è il TTIP. Contributo di Federico Musso

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Perché la UE sostiene il TTIP.
Armonizzazione delle regole.
Lobby e multinazionali.
Crisi del dollaro ed egemonia USA.
Piano Marshall e TTIP.

Federico Musso

Video realizzato martedì 17 marzo 2015 presso l’Associazione “Lo Zenzero” in Via Giovanni Torti.
Contributo di Federico Musso (studente, blogger presso Teste Libere)

Errata corrige: Il video di Stiglitz (https://youtu.be/HsIO5YCuqmU )
 è stato pubblicato e non ripreso una settimana fa.  (Su Youtube il 07 mar 2015)

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Incontro dibattito :”Che cos’è il TTIP? ” e “Riprendiamoci il comune” Due argomenti che toccano le vite dei cittadini…

“Che cos’è il TTIP?”

Incontro-dibattito su un argomento che tocca concretamente le vite dei cittadini. Inoltre, ATTAC Genova presenta la sua proposta “Riprendiamoci il Comune” per avvicinare le istituzioni ai cittadini. Ne parliamo martedì 17 marzo 2015 alle ore 17:30 presso l’Associazione “Lo Zenzero” in Via Giovanni Torti, 34, Genova. Partecipano alla discussione Federico Musso (studente, blogger presso Teste Libere) e Pino Cosentino (ATTAC Genova). L’incontro è organizzato da ATTAC Genova, Teste Libere e “Lo Zenzero”.

 

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Dichiarazione della rete degli Attac Europei dopo le elezioni greche.

Grecia

In Grecia ha vinto la speranza – manteniamola viva e diffondiamola in tutta Europa

Nelle elezioni greche del 25 Gennaio la speranza ha vinto sulla paura e sulla rassegnazione, dando ai cittadini greci la possibilità di essere governati da un governo di sinistra per la prima volta. Questa vittoria sta facendo rinascere la speranza non solo tra il popolo greco, ma tra i cittadini europei, che hanno espresso la loro solidarietà nella lotta contro le politiche di austerità della Troika.

Questa solidarietà si è manifestata durante la campagna elettorale, non solo attraverso la presenza fisica alle iniziative che si sono tenute in Grecia, ma anche attraverso manifestazioni in tutta Europa. In un certo senso, noi tutti abbiamo partecipato a questa vittoria storica. Il risultato ci incoraggia: con queste elezioni i cittadini hanno rivendicato democraticamente il loro diritto di decidere.

I primi atti e dichiarazioni di questa nuova maggioranza confermano la sua volontà di lottare contro le politiche di austerità in Grecia e in Europa, per sollevare i cittadini dal peso del debito pubblico, utilizzato per imporre politiche neoliberiste che negano i diritti e la giustizia sociale.

La lotta sarà dura e richiederà un continuo supporto. La rete degli attac europei si propone di offrire sostegno a questa lotta, che è anche la nostra lotta per cambiare le politiche europee.

Non sarà facile, e alcune scelte politiche talvolta potranno essere oggetto di critica. La rete degli attac europei guarderà con occhio critico alle scelte del governo Syriza.

Daremo il nostro sostegno a questo difficile esercizio del potere politico, nella misura in cui le politiche attuate contribuiranno a fermare le politiche di austerità, rafforzeranno le istituzioni democratiche, toglieranno dalle grinfie dei mercati i diritti dei cittadini, attueranno la transizione ecologica, e ripristineranno la giustizia sociale in tutta Europa.

Più in particolare, consapevoli che il problema del debito pubblico in Europa ci riguarda tutti e che è di vitale importanza per la Grecia, che è di fronte a un livello insostenibile del debito, ci batteremo a favore di una Conferenza europea sul debito pubblico, analoga alla Conferenza di Londra del 1953 che ha trattato del debito della Germania prima e dopo la guerra.  La vogliamo utilizzare per proporre una ridefinizione dei ruoli e del potere delle istituzioni UE. Il nostro obiettivo è un’ Europa solidale che faccia gli interessi della maggioranza dei cittadini, invece di imporre la volontà di pochi su tutti.

L’inammissibile ed irresponsabile colpo della BCE contro la Grecia

 

da Attac France

La Banca centrale europea (BCE) ha annunciato mercoledi 4 febbraio che metterà fine alle normali operazioni di rifinanziamento delle banche greche. Per ritirare liquidità presso la BCE, le banche non potranno più dare come garanzia i titoli di Stato greco. Le banche greche si vedono così ritirare la loro principale fonte di finanziamento.

Attac condanna fermamente questa decisione della BCE.

Questa decisione é inaccettabile in quanto la BCE ha oltrepassato il proprio mandato. Essa ha sospeso il finanziamento delle banche greche con la semplice “presunzione” (secondo il suo comunicato) che nessun accordo potesse essere trovato con il nuovo governo greco per quanto riguarda la ristrutturazione del debito. Come la BCE, istituzione che non ha nessuna legittimità democratica, può prendere una decisione politica di questa importanza mentre i negoziati stanno appena iniziando?

Questa decisione é illegittima, in quanto la BCE, si oppone all’applicazione del programma politico scelto dagli elettori greci. Una volta di più, la BCE si assume difensore dei credenzieri della Grecia per imporre il proseguimento di un programma di agiustamento che ha rovinato il popolo greco e si é tradotto con un aumento del debito greco.

La decisione della BCE é irresponsabile perché potrebbe generare un panico bancario, le cui conseguenze potrebbero essere catastrofiche per la Grecia e la zona euro in se!

Attac rivendica il ritiro di questo provvedimento da parte della BCE, e chiede che le proposte del nuovo governo greco siano sentite ed applicate. Solo una ristrutturazione veloce del debito greco é accettabile. Il potere esorbitante della Troika e dei suoi credenzieri deve fermarsi subito!

Fonte: https://france.attac.org/actus-et-medias/salle-de-presse/article/le-coup-de-force-inadmissible-et

TTIP. In chiusura a Bruxelles l’ottavo round negoziale.

 

TTIP. In chiusura a Bruxelles l’ottavo round negoziale. Oltre cento organizzazioni denunciano il meccanismo della Cooperazione regolatoria.
La Campagna Stop TTIP Italia, in occasione delle mobilitazioni dei produttori di latte:

“Il Trattato è una minaccia ai diritti di cittadinanza e alle nostre filiere agroalimentari, per questo va bloccato”


 
Oltre cento organizzazioni della società civile
hanno firmato e diffuso un documento in conclusione dell’ottavo round negoziale del TTIP, che si è svolto a Bruxelles nei giorni scorsi, per denunciare come il meccanismo della Cooperazione regolatoria sia in verità un vero e proprio Cavallo di Troia degli interessi economici a svantaggio dei diritti dei cittadini, del lavoro e dell’ambiente. Nonostante le rassicurazioni della Commissione Europea il capitolo sulla Cooperazione regolatoria mostra come investimenti e commercio avranno la precedenza sull’interesse pubblico, dando un enorme potere a strutture tecniche capaci di bloccare o indebolire regolamentazioni e standard senza che gli organi democraticamente eletti, come i Parlamenti, abbiano il potere di intervenire.
“Il meccanismo proposto è un pericolosissimo precedente” sottolinea Marco Bersani, di Attac e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “che rischia di indebolire ulteriormente i poteri pubblici davanti alle pretese delle lobbies economiche”.
“Assieme al negoziato TISA sulla liberalizzazione dei servizi” aggiunge Bersani, “il TTIP è l’altra grande minaccia ai diritti di cittadinanza”.
“Il TTIP rischia di essere un ulteriore grimaldello che può disarticolare le filiere produttive dell’agricoltura familiare, piccola e media” sottolinea Monica Di Sisto, di Fairwatch e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “liberalizzando un mercato come quello agroalimentare dove le aziende più legate al territorio e alla qualità chiudono una dopo l’altra, sembrano non avere vie d’uscita”.
“Le mobilitazioni dei produttori di latte di questi giorni” chiarisce Di Sisto, “è una premessa di quello che accadrà con lo smantellamento delle tariffe e soprattutto delle barriere non tariffarie a causa del TTIP. Un’invasione di prodotti a basso prezzo che entreranno nel nostro Paese a tutto vantaggio delle imprese che trasformano prodotto importato a basso costo e che lo esportano, ma che daranno un colpo mortale ai nostri piccoli produttori e alla filiera italiana. La retorica della difesa delle indicazioni geografiche” conclude Di Sisto, “nasconde in verità una pesante ristrutturazione della nostra produzione a vantaggio di pochi. Di quale Made In Italy parla il Ministro Martina se analisi e stime di impatto del Parlamento europeo parlano di un aumento del 118% delle importazioni di agroalimentare americano nel caso che il TTIP fosse approvato? E quali rassicurazioni può dare sul Trattato transatlantico se negli ultimi anni né l’Europa né i nostri Governi sono stati in grado di tutelare le nostre produzioni dalla fine programmata delle quote latte?”.

 

web: http://stop-ttip-italia.net

facebook: https://www.facebook.com/StopTTIPItalia

 

 

Dichiarazione della rete europea Attac per le elezioni greche 2015: Elettori greci sono la speranza dell’Europa.

http://www.attac-hellas.org/  

Dichiarazione della rete europea Attac per le elezioni greche 2015

Elettori greci sono la speranza dell’Europa.

Le elezioni greche del 25 gennaio aprono la possibilità di porre fine alla politica di austerità disumana nell’UE. Questa politica di austerità dei governi europei minaccia la vita di milioni di persone, distrugge l’economia ed è antidemocratica.

Un governo greco che dice ‘no’ alla dittatura della Troika agirà nell’interesse di tutti i cittadini europei e con il supporto dei movimenti sociali chiede una rinegoziazione del debito greco e lo sviluppo di alternative ai tagli nella spesa sociale e culturale.

L’isteria suscitata dai media tradizionali contro la possibile scelta democratica del popolo greco è in totale opposizione alle richieste della stragrande maggioranza della popolazione dell’Unione europea. Una decisione da parte degli elettori greci a favore di una maggioranza politica che richiede una Conferenza europea del debito, salari minimi dignitosi, servizi sanitari e la fornitura di cibo per tutti, contribuirà al restauro dei fondamentali diritti umani di tutti i cittadini europei.

Il corso della campagna politica e mediatica contro i diritti democratici del popolo greco serve solo i motivi di profitto degli investitori finanziari, banche, élite economiche internazionali e dei loro sostenitori politici in tutta Europa.

Insieme con i cittadini greci ei movimenti sociali in Europa ci opponiamo all’austerità, lottiamo per implementare soluzioni che liberano le nostre società dal dominio dei mercati finanziari e lavoriamo per le politiche economiche, monetarie, sociali e ambientali progressiste. Questi principi sono stati formulati nel 2012 nei nostri ‘Sette Principi per liberare le nostre società dal dominio dei mercati finanziari’ e sono: la rimozione delle finanze pubbliche dai mercati finanziari, la rimozione delle politiche di austerità per liberare noi dalla trappola del debito, l’attuazione delle misure per disarmare i mercati finanziari e mettere il settore bancario sotto il controllo democratico; Inoltre, i principi comprendono politiche volte a dare stato a una base finanziaria sostenibile, aumentando la tassazione sulla ricchezza e sui profitti aziendali, ponendo fine all’evasione fiscale, nonché mediante l’attuazione di un embargo finanziario sui paradisi fiscali.

La rete europea di Attac condanna l’incitamento contro il cambiamento democratico in Grecia e chiede al popolo greco di rimanere fermo nella convinzione che un cambiamento democratico è possibile; ciò non solo nel proprio interesse, ma nell’interesse della maggioranza degli europei. E ‘tempo di recuperare la democrazia!

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